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21 Febbraio Feb 2019 0940 21 febbraio 2019

80 medici e infermieri di Ancona più uniti grazie al sostegno a distanza

Dal 2015 il blocco operatorio dell'Ospedale di Torrette sostiene con AVSI due bambini in Kenya. Il racconto di Francesco Orlandoni, che ha fatto nascere questa iniziativa.

SAD Burundi

Un gesto nato da una cena tra amici, che ha portato all’impegno di ottanta colleghi del blocco operatorio dell’Ospedale di Torrette (Ancona) per il sostegno a distanza di due bambini in Kenya.

Il racconto di Francesco mostra come l’iniziativa abbia avvicinato il personale dell’ospedale.

L’iniziativa di collaborare con AVSI è cominciata nel 2014, intorno al tavolo di una cena di Natale. In quell'occasione Antonino Masuri, che per AVSI coordina le attività di sostegno a distanza per oltre 2200 bambini in Kenya, ha presentato le attività di AVSI nel paese, un racconto che ha coinvolto tutti i presenti tra cui il medico Francesco Orlandoni. Da una chiacchierata con Masuri è partita un'idea: "perché non proporre il sostegno a distanza ai colleghi in ospedale? ".

Così ha fatto Francesco e il suo entusiasmo ha portato 80 colleghi ad accettare la sua proposta: ognuno ha contribuito per sostenere un bambino in Kenya. Dal 2015 i fondi raccolti hanno reso possibile il sostegno di un altro bambino: da 4 anni quindi il blocco operatorio dell'Ospedale di Torrette ha sostenuto le spese scolastiche, l'appoggio psicosociale e le cure mediche di entrambi.

"Con un piccolo impegno economico abbiamo potuto aiutare due persone, e grazie a questa esperienza c’è stata una crescita su più livelli anche nostra."

È un’iniziativa che ha unito molto il personale. A volte anche in ospedale è difficile condividere dei momenti belli, e capita che la quotidianità del lavoro faccia perdere la sensazione di fare del bene. L'esperienza del sostegno a distanza ci ha aiutato a ritrovare quella percezione di fare qualcosa di buono per gli altri, insieme

Francesco Orlandoni

In Italia sono centinaia le realtà di amici, colleghi, compagni di scuola, che scelgono di unirsi per sostenere un bambino a distanza. Inizia così un percorso di crescita e condivisione: le distanze si accorciano, con un'altra parte del mondo e tra chi condivide questo percorso.

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