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23 Dicembre Dic 2018 0700 23 dicembre 2018

Il Natale in Sierra Leone

Musica per le strade di Freetown, cerimonie sulla spiaggia, feste nei mercati. Così uno dei paesi più poveri al mondo si prepara al Natale facendo della condivisione il dono più bello

AVSI Sierra Leone232 Natale 2003 By Nembrini

di Elga Contardi, AVSI SIERRA LEONE

La Sierra Leone è uno dei paesi più poveri al mondo con gravi carenze nel sistema economico, sanitario ed educativo. La popolazione ha superato una terribile guerra civile dal 1991 al 2002 e solo da due anni ha sconfitto l’epidemia di ebola che ha decimato interi villaggi.

E proprio per colpa del virus nel 2014 al paese era stato “negato” il Natale, lasciando strade e mercati deserti per paura del contagio. Oggi, nella capitale, l’atmosfera natalizia si respira soprattutto nei vari punti di incontro delle comunità dove si balla, si canta e ci si augura i cosiddetti “compliments of the seasons”. La gioia del Natale è condivisa sia dalla maggior parte della popolazione che è musulmana sia dai cristiani. È un’occasione speciale all’insegna della condivisione dove non conta lo status economico ma le famiglie, anche le più povere, condividono il poco che hanno con parenti, vicini e amici.

Sulle fiancate delle barche sulla spiaggia si leggono slogan coloratissimi che dimostrano la voglia di andare avanti: “Believe”, un messaggio di speranza da un paese in cui la maggior parte della popolazione fatica ad arrivare a fine giornata ma vuole lottare per costruire un futuro migliore per le giovani generazioni.

Albero di Natale a Freetown

AVSI in Sierra Leone

AVSI ha iniziato ad operare in Sierra Leone dalla fine del 1990 sostenendo il lavoro della ong locale Family Home Movement (FHM), nata nel 1985 per iniziativa di Padre Berton, missionario saveriano che ha vissuto nel Paese per decenni. Nei primi dieci anni di attività, fulcro del lavoro di AVSI e FHM è stato quello di creare centri di accoglienza per bambini e giovani orfani, con il coinvolgimento di famiglie disponibili ad accoglierli nelle loro case. Durante la guerra civile, l'impegno di AVSI e FHM si è focalizzato sul reinserimento dei bambini soldato, con la realizzazione di un centro di prima accoglienza per le vittime del fenomeno. Negli anni AVSI si è impegnata per garantire l’accesso ad un’educazione di qualità per i bambini, coinvolgendo in questo processo anche gli insegnanti ed i genitori. Tra i più significativi interventi di AVSI nel paese vi è la realizzazione e lo sviluppo, grazie anche al co-finanziamento del MAE e di alcuni donatori privati, dell'istituto scolastico di Mayenkineh. Nata come scuola primaria, in pochi anni è stata in grado di offrire un servizio educativo completo dalla scuola materna alla secondaria. Oggi ospita 1540 studenti ed è riconosciuta come una delle migliori scuole del Paese. Negli ultimi 10 anni, AVSI ha anche iniziato a sostenere la Holy Family School di Tabai, un piccolo villaggio a 300 Km da Freetown nel distretto di Bombali. Grazie ad AVSI, viene garantito a 276 bambini l’accesso alla scuola primaria e ad una educazione di qualità.