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16 Luglio Lug 2018 1719 16 luglio 2018

Uganda, Kampala: dallo slum a testimone a Bruxelles: la storia di Sharon Akidi

"Ricordo la fuga, l’arrivo nella baraccopoli di Kireka, dove vivo ancora oggi e dove la mia famiglia è stata accolta dalle Ong Meeting point international ed AVSI”

“Ora so che ho un valore e per questo posso realizzare i miei sogni” – a parlare è Sharon Akidi, 20 anni. È Acholi, un’etnia dell’Uganda del Nord, dove nei primi anni 2000 imperversava una guerra civile che ha costretto lei e la sua famiglia a scappare a Kampala, la capitale, quando aveva quattro anni. “Ricordo che mia madre copriva me e i miei fratelli con un lenzuolo bianco, non ho immagini della guerra, ma se chiudo gli occhi sento ancora il sibilo dei proiettili. E ricordo la fuga, l’arrivo a Kampala, nello slum di Kireka, dove vivo ancora oggi e dove la mia famiglia è stata accolta dalle Ong Meeting point international (MPI) ed AVSI, che ci hanno aiutato a ricominciare a vivere”.

La visita a Beuxelles da protagonista. Ed è con le due Ong partner AVSI e Meeting point interational che Sharon ha partecipato agli European Development Days, il principale forum europeo sulla Cooperazione internazionale e lo sviluppo, organizzato dalla Commissione europea a Bruxelles. Ha partecipato da protagonista per raccontare, a partire dalla sua storia personale, come AVSI e MPI intendono e promuovono l’emancipazione femminile. La XII edizione degli EDD (5 – 6 giugno 2018) ha infatti richiamato più di 8000 persone e 1200 organizzazioni da oltre 140 paesi per affrontare il tema dell’emancipazione e partecipazione delle donne allo sviluppo sostenibile. Sharon ha preso l'aereo per la prima volta, ha visto un Paese straniero e non le sembra vero che funzionari europei, imprese, Ong e persone da tutto il mondo siano venute allo stand allestito da AVSI per ascoltare la sua storia. E che abbiano voluto sapere cosa lei pensasse della parità di genere, o qual sia il ruolo della donna nei progetti di sviluppo.


L'incontro con realtà assai diverse. “Aver partecipato agli European Development Days è stata una grande emozione, sono stati due giorni di incontri con persone da ogni parte del mondo, che vengono da realtà molto diverse dalla mia ma non è stato difficile trovare un modo di comunicare, di conoscerci. Anche poter parlare da pari a pari, con rispetto reciproco, guardandosi negli occhi significa parità tra uomo e donna e dove vivo non è scontato. Ma quando una donna ha piena consapevolezza di sé inizia a scardinare dei meccanismi nella relazione. Io ho imparato questo, e non sono disposta a farmi calpestare”. Attraverso il programma multi-settoriale promosso da AVSI e MPI, la madre di Sharon, sieropositiva, ha trovato non solo un aiuto economico, ma una realtà che riconoscesse la sua dignità come persona, sostenendola nell’avviare un’attività economica imparando a gestire i propri guadagni anche attraverso gruppi di risparmio. E Sharon, grazie al sostegno a distanza attivato da AVSI, ha potuto studiare in una scuola voluta e sostenuta economicamente dalle donne del Meeting point.

"Voglio studiare economia". “Mia mamma era tra le donne che si incontravano per creare gioielli in carta riciclata – continua Sharon - quelli che poi ho imparato a fare anche io e che ho realizzato agli European Development Days con i visitatori allo stand. Queste collane sono un segno importante della mia storia: grazie alla loro vendita, attraverso i volontari di AVSI, le donne del Meeting point hanno potuto contribuire alla costruzione della scuola dove ho studiato. Ed è proprio in questa scuola che ora lavoro come assistente insegnante nella sezione materna, un’attività che mi permette di mettere via qualche risparmio per iscrivermi all’università. Voglio studiare economia, il mio sogno è avviare un’impresa agricola. E, avendo ben chiaro che ogni persona ha un valore, so che ce la farò”.

I cambiamenti con al centro la persona. “La storia di Sharon – ha commentato Giampaolo Silvestri, segretario generale AVSI – è un esempio di come i cambiamenti siano possibili solo se si mette al centro la persona. Lei, sua madre, e le donne del Meeting Point non sono state considerate un problema da risolvere, un costo sociale, ma una risorsa. Per se stesse e per la comunità. È così che le donne più vulnerabili di uno slum hanno creato un impatto positivo non solo sulle proprie vite, ma sulla collettività, attraverso la costruzione di una scuola dove, ancora una volta, il valore della persona è al centro dell’azione educativa. Questa esperienza è la dimostrazione che, se le donne vengono messe nella condizione di essere protagoniste della propria vita, si innesca un processo positivo, uno sviluppo che non lascia indietro nessuno”.

Oggi puoi scegliere di sostenere uno dei 150 bambini che, come Sharon, possono trovare nel sostegno a distanza un aiuto concreto per i loro studi.

Scopri come: www.avsi.org/uganda

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