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26 Ottobre Ott 2017 1036 26 ottobre 2017

L’alternanza scuola-lavoro per il sostegno a distanza di AVSI

Una possibilità per le scuole di far conoscere ai propri studenti le dinamiche lavorative di una grande realtà non-profit internazionale: l’esempio del liceo Giordano Bruno di Albenga, in Liguria, che per sette mesi ha lavorato alla promozione del sostegno a distanza di AVSI.

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Per maggiori info sull’alternanza scuola-lavoro con AVSI contatta clara.broggi@gmail.com

Ricreare a scuola le dinamiche di lavoro di una grande organizzazione non-profit, dalla sensibilizzazione alla raccolta fondi, dalla comunicazione all’organizzazione di eventi: una trentina di studenti di un liceo classico ligure si sono resi protagonisti di una modalità innovativa di alternanza scuola-lavoro, promuovendo il sostegno a distanza di AVSI con i propri compagni di scuola. Risultato: 25 bambini sostenuti a distanza grazie a un lavoro di gruppo e a un percorso multidisciplinare durato 7 mesi.

La professoressa Silvia Rossetto Scrivano, che collabora da qualche anno con Marisa Ravera, ideatrice e curatrice da vent'anni del progetto “Un abbraccio senza confini” del liceo G. Bruno di Albenga, nel savonese, ci ha raccontato i dettagli in un’intervista ad AVSI.

Professoressa Rossetto, quanti studenti del suo liceo sono stati coinvolti nell’iniziativa? E per quanto tempo?

Quest'anno circa 27 studenti del triennio e del biennio, tutti alunni del liceo Giordano Bruno di Albenga, in provincia di Savona. Per circa sette mesi, da novembre 2016 a maggio di quest’anno, hanno lavorato in gruppo per raggiungere gli obiettivi previsti.

Quali step avete seguito per attivare il percorso di alternanza?

Innanzitutto è stato necessario formulare una convenzione con Fondazione AVSI, in cui l’organizzazione figurava come ente esterno. È stato poi designato un tutor esterno, in questo caso il referente locale della rete sostenitori di AVSI, e un tutor interno alla scuola.

Come è stato organizzato il lavoro dei ragazzi?

Un pomeriggio a settimana per circa due ore i ragazzi si sono incontrati dopo la scuola per preparare e realizzare le attività di promozione del sostegno a distanza di AVSI. Particolarmente importante è stata la divisione degli alunni in gruppi di lavoro, corrispondenti ai principali settori di un’organizzazione come AVSI: segreteria, comunicazione, sensibilizzazione, amministrazione, organizzazione eventi, raccolta fondi.

Quali attività sono state svolte dai gruppi di lavoro?

Il gruppo segreteria si è occupato di prendere le presenze, archiviare il materiale, organizzare la distribuzione delle comunicazioni legate al sostegno a distanza (con l’utilizzo di strumenti come Google drive e di caselle di posta dedicate), scrivere le circolari per poter presentare il progetto alle classi (e ciò ha comportato anche la verifica degli orari con i prof, la scelta dei momenti più opportuni per le presentazioni e tutti i problemi legati alla gestione di un istituto dislocato in tre diversi plessi scolastici).

Il gruppo comunicazione ha pensato alla creazione di una presentazione del progetto di sostegno a distanza, con le informazioni di base e i risultati raggiunti negli anni precedenti, e di una mostra sul tema che è stata presentata in occasione dell’ultima edizione di Albenga in fiore, una manifestazione primaverile del comune di Albenga.

Il gruppo sensibilizzazione si è occupato, presentazione alla mano, di raccontare il progetto alle altre classi. Ciò presupponeva la preparazione di un discorso di introduzione, lo studio del contesto dei Paesi in cui AVSI è presente e di tutte le informazioni di base del progetto di sostegno a distanza.

Il gruppo amministrazione si è occupato della parte contabile, verificando i pagamenti e gli abbinamenti delle classi con i bambini sostenuti.

Il gruppo organizzazione eventi si è occupato di promuovere un evento di raccolta fondi: una cena, in collaborazione con i ragazzi dell’alberghiero di Albenga. Gli allunni hanno cercato gli sponsor e gli allestitori, hanno preparato gli inviti, diretti anche a personaggi pubblici del paese, organizzato adesioni e liste d'attesa per circa 120 persone.. Inoltre, sono stati protagonisti di un momento di testimonianza, preparata insieme ai compagni nei pomeriggi di lavoro a scuola.

Il gruppo della raccolta fondi, infine, ha preso in carico la raccolta e la gestione delle adesioni al progetto di sostegno a distanza, chiedendo un minimo di 10 euro a ragazzo. Gli alunni hanno distribuito i bollettini di adesione, hanno sollecitato gli aderenti e riscosso le donazioni. Successivamente è stato necessario occuparsi della parte di abbinamento, che ha voluto dire accorpare le diverse adesioni per raggiungere la quota di 312 euro, la somma minima annuale necessaria sostenere un bambino con AVSI.

Qual è stato il ruolo di AVSI in tutto questo?

Il lavoro di AVSI è stato fondamentale nella fase di formazione, grazie agli incontri con alcuni testimonial organizzati a scuola e a collegamenti video con il Paese scelto per il progetto, in questo caso il Kenya. Le videoconferenze, in particolare, hanno avuto una funzione importantissima, perché ci ha permesso di coinvolgere anche altri docenti (inglese, geografia, ect) e di lavorare con un approccio multidisciplinare. C’è stato poi un lavoro di supervisione del tutor esterno della rete sostenitori di AVSI.

Come sono state calcolate le ore dedicate all’alternanza?

Tutti i pomeriggi passati a scuola e il tempo impiegato per le varie attività sono tutte ore che sono state contate per l’alternanza. Parliamo di circa 50 ore sul totale di 200 ore in tre anni previste dalla normativa. Poi al progetto del sostegno a distanza si uniscono varie altre attività che contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo.

E i professori?

Dobbiamo ricordare che questa attività è nata molti anni fa all'interno di un progetto più ampio del Liceo dedicato alla valorizzazione del volontariato, comprendente molte altre iniziative. Per esempio l'assistenza nelle case di riposo, il tutoraggio interno per gli alunni in difficoltà, attività coi disabili, assistenza ammalati nei viaggi a Lourdes, volontariato con Colletta Alimentare e Banco Farmaceutico. Il riconoscimento come alternanza scuola-lavoro è invece un passaggio avvenuto nello scorso anno scolastico. Marisa Ravera è quindi referente ufficiale dell’intero progetto volontariato, per il quale io ho 2 ore settimanali riconosciute nell'orario di organico. Altri insegnanti collaborano gratuitamente nelle attività organizzative e burocratiche.

Il più grande risultato raggiunto in questi sette mesi?

Si è trattato di un'occasione educativa e formativa straordinaria, e questo è l'aspetto che a noi insegnanti sta a cuore sottolineare. Abbiamo cercato di valorizzare la generosità e il protagonismo dei ragazzi attraverso le loro specifiche capacità, chiedendo sempre di dare ragioni a se stessi e agli altri del loro impegno, ed è emersa così una sorprendente capacità di iniziativa, autonomia e organizzazione. La soddisfazione che provano nel lavorare bene, assieme e per aiutare il prossimo sotto la nostra supervisione è il motore e assieme il premio della loro fatica, e la positività della loro esperienza si espande facilmente.

Pensate che la vostra sia un'esperienza replicabile da altre scuole?

Certamente! Abbiamo già attivato il percorso per riconoscere la nostra iniziativa presso il Ministero dell'Istruzione, si sta trasformando in un progetto a respiro nazionale e presto consentirà ad altre scuole di adottarlo e lavorare in rete con noi, sfruttando al meglio l'esperienza già fatta, grazie alla collaborazione attiva di AVSI.

Dobbiamo anche ricordare che si tratta di un risultato frutto di venti anni di impegno, favorito all'inizio dall'intuizione del preside, il professor Zavattaro, e cresciuto oggi grazie alla dirigenza che ne sta valorizzando l'importante dimensione educativa, formativa e professionale.

Per maggiori info sull’alternanza scuola-lavoro con AVSI contatta clara.broggi@gmail.com