News
21 Settembre Set 2017 1042 21 settembre 2017

I dipendenti Whirlpool, un giorno di volontariato e gli ospiti di casa Suraya

In occasione del primo “Community day”, alcuni dipendenti del quartier generale di Whirlpool EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) si sposteranno per una giornata di volontariato nel cuore di Milano in sostegno ai profughi. Svolgeranno diversi lavori manuali e avranno l’opportunità di incontrare e conoscere gli ospiti di Casa Suraya.

21686089 1660217274041151 5729010461217285309 N

Il profit incontra il non-profit su un tema di bruciante attualità. Whirlpool ha proposto ai dipendenti del quartier generale di coinvolgersi in una giornata di volontariato e in centocinquanta hanno accettato.

Giovedì 21 settembre lasceranno l’ufficio per recarsi in un centro d’accoglienza del capoluogo lombardo, Casa Suraya, in via Padre Salerio 51, gestito dalla cooperativa Farsi Prossimo, con il sostegno della Caritas Ambrosiana.

Impegneranno le loro ore accanto agli ospiti di questa struttura in semplici attività manuali come ridipingere alcune pareti, pulire i vetri e gli spazi comuni, piantare dei fiori, curare le aiuole, sistemare le aree gioco dei bambini, aiutare a preparare il pranzo e riordinare le cucine insieme agli ospiti. Gesti che aiuteranno a ridurre le distanze, permetteranno una reale conoscenza reciproca e, non da ultimo, contribuiranno a rendere il luogo di ospitalità più accogliente e bello.

«Da sempre siamo attivamente impegnati nel promuovere un modello di impegno sociale e sviluppo sostenibile in tutti i territori in cui siamo presenti» – commenta Karim Bruneo, Corporate Responsibility e Government Relations Manager di Whirlpool EMEA – «È un orgoglio per noi che il Community Day nasca a Milano, qui dove abbiamo la nostra casa per l’intera regione EMEA. Il progetto si inserisce perfettamente nella nostra filosofia e nel nostro modo di intendere il business, secondo le aspettative di tutti i nostri stakeholder».

«Per AVSI è una bella opportunità poter favorire questo incontro: solo immedesimandosi con chi è profugo, accostandolo in gesti quotidiani, è possibile cominciare a guardare a questo fenomeno epocale con uno sguardo nuovo, e quindi concorrere a trovare soluzioni realistiche, insieme, senza gridare, ma rimboccandosi le maniche». Racconta Giampaolo Silvestri, segretario generale di Fondazione AVSI.