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9 Giugno Giu 2017 1136 09 giugno 2017

L’acqua di Damasco

Al via i lavori per riabilitare le infrastrutture idriche e sanitarie di Sahnaya, un quartiere alla periferia di Damasco che dall’inizio della guerra ha accolto più di 250mila sfollati. Bagni, cucine ma anche cisterne e pompe per l’acqua saranno installate in 150 appartamenti, grazie a un progetto finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e che si rivolge a circa 2mila siriani.

Sahnaya è un quartiere a sud-est di Damasco, nell’area rurale della capitale. Prima della guerra accoglieva una popolazione di circa 100mila abitanti, ma dal 2011 il numero di abitanti è quasi triplicato, a causa del gran flusso di sfollati arrivati dalle aree circostanti. Oggi, oltre 365,000 persone affaticano drammaticamente le infrastrutture locali: rimane grande il bisogno di servizi igienici, sanitari, pozzi per l'acqua, di alloggi dignitosi.

"La maggioranza degli sfollati - ci spiega Edoardo Tagliani, direttore dei programmi AVSI in Medio Oriente - sono anziani, donne e bambini, perché gli uomini e i giovani o sono morti, o sono al fronte, o sono scappati dal Paese come disertori, per evitare di essere arruolati".

Per loro la priorità è l'acqua, risorsa preziosissima a Damasco ma non accessibile a tutti. Ecco perché il progetto lanciato da AVSI e finanziato dalla Cooperazione Italiana prevede l’installazione di cisterne e pompe negli appartamenti e attività di sensibilizzazione e formazione per evitare il più possibile gli sprechi.

"Molte delle famiglie - continua Tagliani - che sono state costrette ad abbandonare la loro casa per fuggire dalle linee di fronte della guerra Siriana, hanno trovato rifugio in edifici in costruzione, non finiti. Quello che erano semplici cantieri bloccati, oggi sono le case di centinaia di migliaia di persone".

Mancano i bagni e le cucine nel quartiere ed è per questo che gli ingegneri di AVSI sono già al lavoro per installare tubature, allacci e tutto il necessario per garantire agli abitanti i servizi essenziali . Anche in questo caso, la formazione sulle corrette pratiche igienico-sanitarie, in un contesto così a rischio, diventa fondamentale.

"I bisogni delle famiglie di Sahnaya - dice Tagliani - sono molteplici. Di certo la disponibilita' di servizi igienici decenti, di una cucina e di acqua corrente e potabile resta una priorita' assoluta. La zona in questione e' tornata accessibile da poco".

Finalmente AVSI ha accesso all'area. E tra pochi giorni, apriremo i cantieri.

Edoardo Tagliani, direttore dei programmi AVSI in Medio Oriente

AVSI in Siria. Nel Paese arabo, Fondazione AVSI è una delle 16 organizzazioni umanitarie presenti. Opera su più fronti per dare sostegno alla popolazione siriana. A fine 2016 AVSI ha lanciato la campagna Ospedali aperti, con l'obiettivo di sostenere tre ospedali privati ad Aleppo e Damasco e garantire cure mediche a tutti, anche ai più indigenti.

Gli ingegneri e i logisti di AVSI durante un sopralluogo a Sahnaya

Progetti da sostenere

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