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22 Dicembre Dic 2016 1046 22 dicembre 2016

Arriva la luce nel campo profughi per accendere l’istruzione

L’iniziativa di Eni e Fondazione AVSI a Dadaab (Kenya), dove il 60% della popolazione ha meno di 18 anni. Un aiuto alla formazione: otto scuole saranno dotate di energia solare entro il 2017.

di Jessica Chia da Corriere.it, 21 dicembre 2016
Ci sono luoghi del mondo in cui basta accendere una luce per alimentare la speranza. Dadaab, per esempio. Nato 25 anni fa per accogliere i rifugiati della guerra civile somala, il campo profughi di Dadaab, Kenya del nord, accoglie oggi circa 350 mila persone, di cui la metà sono bambini in età scolare. Il campo presenta enormi problemi di sicurezza, integrazione, sostentamento e istruzione. È qui che è stato lanciato il progetto non profit Eni porta una luce a Dadaab.
Eni, colosso dell’energia, ha scelto di investire in un progetto mirato a dotare le scuole di elettricità. E così, attraverso l’energia solare, è l’istruzione di un’intera comunità che viene incoraggiata e potenziata.
La luce porta con sé ovvi ma essenziali vantaggi: una maggiore sicurezza; la possibilità di usare più a lungo i testi scolastici, che circolano in numero limitato; l’apertura di corsi serali di alfabetizzazione anche per gli adulti, oltre alle lezioni per i numerosi bambini nati nel campo che, provenienti soprattutto dalla Somalia, hanno perso l’uso della loro lingua di orgine.
Entro il 2017, il percorso dovrebbe coinvolgere 7 mila studenti (dai 3 ai 16 anni) e 150 insegnanti per un totale di otto scuole. A oggi le prime luci sono state accese in due istituti (proprio all’altro ieri risale l’installazione degli impianti fotovoltaici) e dieci sono stati i primi computer messi a disposizione.
L’iniziativa si svolge con la collaborazione tra Eni e la Fondazione Avsi, una ong che, nata nel 1972, realizza progetti di cooperazione allo sviluppo con particolare attenzione all’educazione. Coinvolti anche l’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr) e il ministero kenyano dell’Energia e del Petrolio.
La storia di Eni porta una luce a Dadaab era iniziata nel 2015 quando l’amministratore delegato dell’azienda, Claudio Descalzi, partecipò a un dialogo con un gruppo di ragazzi del campo grazie all’iniziativa Instant Classroom, organizzata da Vodafone Foundation.
Nello spiegare ai giovani profughi come l’energia muova il mondo in quell’occasione, Descalzi iniziò a interrogarsi su possibili interventi umanitari per Dadaab e coinvolse sul tema, con un testo pubblicato nel blog aziendale, tutti i dipendenti. Da questo scambio è nata l’idea, adesso concretizzatasi nelle lampadine accese in Kenya.