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20 Dicembre Dic 2016 1747 20 dicembre 2016

Un Natale indimenticabile: dalla baraccopoli alla laurea

Ignatius sin da piccolo impara che nella baraccopoli di Kibera bisogna darsi da fare per poter sopravvivere. E' intelligente: sfrutta il fatto che è un bel bambino e va in giro per le strade di Nairobi a chiedere l'elemosina, perché Mary, la mamma, essendo malata di AIDS, deve spesso stare a letto, debilitata. “La vita era dura, andavo in giro a chiedere cibo e soldi dalla mattina alla sera. Tutto quello che desideravo era qualche caramella e del cibo per la mia famiglia …”

Un giorno incontra un missionario e gli dice che vuole incontrare i suoi genitori: ha paura di essere rimproverato per non essere a scuola e fugge. Ma nel missionario ha visto uno sguardo diverso e dopo un po’ torna a trovarlo: gli ripete che vuole incontrare la mamma. Quando si incontrano Ignatius rimane stupito da come il missionario accoglie la mamma: le dà parte delle offerte, cibo e vestiti. Sarà finalmente una vera festa di Natale per tutta la famiglia! Il missionario lo invita ad andare a scuola. Tornano a casa: anche la mamma è colpita dallo sguardo del missionario e gli dice: “Tu vai a scuola!” Ma Ignatius da piccolo era stato in varie scuole pubbliche, da cui era fuggito per le punizioni corporali. Ha paura. Passa una settimana ed il missionario lo ritrova in strada e Ignatius trova il coraggio di condividere le sue paure ed il fatto che non ha i soldi per la divisa scolastica che in Kenya è obbligatoria. Il missionario rincontra la mamma e le dice di mandare il bimbo alla scuola che AVSI ha nella baraccopoli di Kibera: la Little Prince Primary.

Ignatius non ne ha voglia ed ha paura, ma la mamma insiste e lo accompagna personalmente. Ignatius scopre che in questa scuola puoi fare domande agli adulti, che ti aspettano: insomma che hai un valore, che ti vogliono bene senza tornaconti. E' senza parole per il fatto che viene accolto pur essendo senza scarpe!

La sua insegnante a pranzo gli dona la sua porzione di cibo e Ignatius può portare la propria a casa per i fratelli. “Se posso fare un ringraziamento alla Little Prince è per il cibo che ho ricevuto perchè mi ha fatto amare la scuola.” L'inizio è comunque duro: Ignatius è il penultimo, ma piano piano scopre di essere amato gratuitamente ed inizia ad amare tutto.

Il grande passo avviene poi con un'insegnante Mary Jo che gli chiede di partecipare alla recita di Natale nella parte di S. Giuseppe: lo chiede proprio a lui! Ignatius sente una stima cosi grande su di sé e decide di dare tutto se stesso: ed è un successo! “Da quel giorno la fiducia in me stesso ha cominciato a crescere.”

Scopre di essere portato per la recitazione e partecipa a tante recite, spesso da protagonista, fino a che nel 2005 un regista americano resta colpito da lui e gli assegna la parte del protagonista nel cortometraggio “Kibera Kid”, che vince molti premi e fa il giro del mondo. “Molte persone vennero a conoscermi dopo il film e ripetevo loro che era tutto merito di quello che avevo scoperto alla Little Prince.”
Gli anni stanno passando ed Ignatius si ritrova a chiedersi chi sia veramente e si ricorda del sogno che aveva da bambino di diventare Presidente del Kenya. Resta colpito da come Rosalia, l'educatrice di AVSI che lo segue, lo prenda sul serio. “Se Rosalia crede che io possa farlo, significa che è possibile. Da quel momento ho iniziato a credere nel mio sogno.” Grazie al Sostegno a Distanza di AVSI, Ignatius ha la possibilità di frequentare le superiori alla Card. Otunga. Una delle migliori scuole superiori del Kenya, dove resta colpito dalla continuità col metodo della Little Prince: il continuo invito ad essere se stessi, ad aprire gli occhi ed il cuore davanti alla realtà.

Questo sarà un bellissimo Natale per Ignatius e la sua famiglia, perché in dicembre si è laureato in Diplomazia Internazionale alla Kenyatta University.

Tanti amici della baraccopoli di Ignatius sono finiti in giri di droga, delinquenza ed alcuni sono già morti. E' un profondo sentimento di gratitudine che accompagna in questo Natale Ignatius e la sua famiglia: “Credo di avere molto da ringraziare per quello che sono oggi. Nella vita tutto è possibile, ma la vita è resa bella da amici che ti accompagnano e ti indicano il giusto cammino. Innanzitutto persone che credono in te. Nella vita ci saranno sempre delle sfide da affrontare e finché ci saranno dei buoni amici accanto a me potrò affrontarle senza temere".