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2 Novembre Nov 2016 1142 02 novembre 2016

Un nuovo ospedale sulle verdi colline di Minembwe per 80 mila persone

Congo, Minembwe, terra segnata dall'insicurezza e dalla cronica mancanza di infrastrutture. E' qui che il 27 ottobre AVSI grazie al contributo dell’Unione Europea e a generose famiglie italiane ha inaugurato un nuovo ospedale a beneficio di una comunità di 80 mila persone, devastata da decenni di conflitti.

Il Congo è un luogo dove morire può essere molto più facile che vivere. Un paese di grandi contrasti, oggi più che mai instabile e costretto ad affrontare una ennesima crisi politica. Il territorio di Fizi, dove si trova il villaggio di Minembwe, e in generale le Province del Nord e Sud Kivu sono zone particolarmente pericolose, che da sempre preoccupano i poteri che siedono nella capitale Kinshasa all'estremo ovest della grande foresta.

AVSI, in partenariato con il Ministero della Salute e grazie al contributo dell’Unione Europea e a quello di alcune famiglie generose, ha scelto di realizzare proprio a Minembwe un nuovo centro ospedaliero per rispondere alla domanda di prestazioni sanitarie fino a questo momento rimasta inascoltata.

La storia di questo ospedale è cominciata nel 2008, con un finanziamento dell’Unione Europea. Le difficoltà non sono mancate e per alcuni anni i lavori furono interrotti. Ma oggi, grazie alla tenacia di Diego Filopandi e della sua equipe e al generoso contributo della Famiglia Taioli, l’ospedale di Minembwe è stato finalmente concluso e consegnato alle autorità locali.
Il Centro servirà una popolazione di circa 80.000 persone e assicurerà alle famiglie della zona la possibilità anche di ricovero. I reparti presenti sono: medicina generale, chirurgia e ostetricia.
Ringrazio molto la famiglia Taioli, oggi qui presente – ha detto Chiara Nava, Rappresentante Paese per AVSI in Congo, durante l’inaugurazione ufficiale– per la sua disponibilità e per questo gesto generoso a favore di una popolazione che ha estremo bisogno di stabilità e speranza. Consegniamo con gioia e soddisfazione questa bella struttura nelle mani dell’autorità del territorio, con la speranza che resti un luogo di pace”.
Di fronte, ad applaudire, già i primi pazienti.