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16 Settembre Set 2015 1100 16 settembre 2015

AVSI Uganda, da 30 anni al fianco di un popolo con al centro la persona

Nel 1985 inizia l’avventura di AVSI Uganda, dall’ospedale missionario St. Joseph’s di Kitgum. Da allora, i progetti portati a termine sono stati centinaia: dalla sanità all’educazione, alla nutrizione e agricoltura. Passando per iniziative legate al contrasto dell’HIV/AIDS, in favore dei bambini soldato e per la gestione dei campi profughi.

La persona viene prima di tutto. Per questo abbiamo sempre cercato di dar sempre un volto umano al nostro lavoro. Ciò vuol dire guardare i bisogni di ognuno e accompagnare le comunità nel loro percorso di sviluppo. In cerca di una vita migliore a partire dalle loro stesse risorse”, John Makoha, responsabile AVSI Uganda riassume così i 30 anni di lavoro nel paese africano. “Che si tratti di insegnare alle famiglie metodi di coltivazione moderni per incrementare il raccolto, di aiutare le donne a lanciare un’impresa propria, di permettere ai bambini più vulnerabili di avere accesso a un’educazione di qualità, non perdiamo di vista il nostro metodo che punta tutto sul fattore umano, sulla capacità di ognuno di superare le sfide che la vita gli pone davanti”.
La presenza di AVSI in Uganda nasce 30 anni fa dall’iniziativa di alcuni medici italiani che lavoravano presso l’ospedale missionario St. Joseph’s a Kitgum. Allora, appariva necessario iniziare una collaborazione formale con l’ospedale e le istituzioni locali per migliorare la qualità dei servizi offerti e favorire una presenza chiara e definita del personale espatriato. La presenza di AVSI si rafforza ulteriormente nel 1990. Aprono gli uffici a Kampala, attuale quartier generale, nelle aree di Pader e Hoima e il lavoro si estende in dodici altri distretti del Paese.
30 anni in cui AVSI ha accompagnato le comunità anche nel corso dei lunghi periodi di instabilità che hanno caratterizzato la sua storia recente. Il Nord Uganda è stato teatro di scontri sanguinosi tra ribelli e forze governative e di un conflitto civile al confine con quello che allora era il Sudan unito. Eventi che si sono tradotti in una massiccia presenza di rifugiati e hanno richiesto allo staff di AVSI grande attenzione ai nuovi bisogni delle popolazioni, oltre a una significativa flessibilità dei progetti in corso, spesso rapidamente trasformati da programmi a lungo termine a interventi di emergenza e viceversa.
In questo contesto, l’approccio olistico e integrato insito in ogni progetto, la decennale esperienza sul campo e la fiducia acquisita tra la popolazione nel corso degli anni hanno permesso di non perdere mai di vista gli obiettivi generali della presenza di AVSI in Uganda.

Mettersi a disposizione della singola persona, delle famiglie e delle comunità che vivono nella regione, tramite l’applicazione di un metodo che punta tutto sul fattore umano per lo sviluppo di un popolo.

Attualmente, le priorità dell’intervento di AVSI nel Paese sono legate alla qualità e all’accesso all’istruzione, alla formazione professionale e al lavoro e al supporto a cinque importanti strutture ospedaliere ugandesi, in particolare per quanto riguarda la prevenzione e la cura dell’HIV/AIDS.
Nel 2002, nasce l’emblema dell’impegno di AVSI per l’educazione in Uganda: il Permanent Center of Education (PCE) di Kampala, oggi Luigi Giussani Insitute of Higher Education, riconosciuto dal governo ugandese. Italiani e ugandesi diedero vita ad una serie di corsi per insegnanti e professionisti del campo sociale e medico, lavorando sul metodo educativo di don Giussani. Negli anni ha attivato più di 500 corsi e formato qualcosa come 25mila educatori.
Scarica la presentazione di AVSI Uganda (ENG) Cosa facciamo in Uganda