News
4 Giugno Giu 2015 1135 04 giugno 2015

#EDD15. AVSI e Mazars per una nuova etica dei diritti umani

Fondazione AVSI e Mazars, promuovono un incontro agli European Development Days, il più importante evento europeo dedicato alla cooperazione. Un lab durante il quale saranno presentati strumenti pratici per aiutare le aziende a promuovere e tutelare i diritti umani.


Ridurre i casi di mancato rispetto dei diritti umani a stimolare un reale cambiamento nel comportamento delle aziende. E' questo il fine ultimo dell'evento di Bruxelles, durante il quale sono stati presentati due strumenti pratici, realizzati indipendentemente da AVSI e Mazars, per aiutare le imprese prendere coscienza delle loro responsabilità e a tradurle in processi virtuosi che coinvolgano l'intera filiera produttiva.
AVSI e Mazars puntano così a contribuire al dibattito sulla sostenibilità e a coinvolgere ancor più attivamente il settore privato nelle sfide dello sviluppo. A partire da un maggior dialogo tra i diversi attori della società civile, delle imprese e delle organizzazioni non governative e dallo sviluppo di un'etica del rispetto dei diritti che incida su trasparenza, affidabilità e comportamenti.
"E' un'importante occasione per parlare della connessione tra diritti umani e sviluppo", ha detto Richard Howitt, delegato del Parlamento Europeo alla Responsabilità Sociale d'Impresa, per introdurre il brainstorming lab che si è tenuto all'interno degli European Development Days, evento cardine dell'Anno Europeo dello Sviluppo sancito dall'Unione Europea - Il rispetto dei diritti umani riguarda il tentativo di rispettare l'essere umano. E per questo motivo le imprese hanno la responsabilità di mettere in pratica le due diligence, quel meccanismo utile ad assicurare i diritti.
"I diritti umani si basano sulla dignità di ogni persona. Rispettare la dignità di un essere umano vuol dire permettergli di far parte della società", ha spiegato Giampaolo Silvestri, segretario generale di Fondazione AVSI, prima di illustrareil progetto brasiliano di Arvore da Vida, innovativo esempio di responsabilità sociale di impresa, in dicei anni capace di coinvolgere "più di 10.000 giovani dell'enorme favela di Betim".
"Il punto essenziale è quello di impegnarsi a coinvolgere le imprese e le comunità locali allo stesso modo - ha continuato Giampaolo Silvestri - Proteggere i diritti umani deve essere una situazione win-win, altrimenti ogni strategia è destinata a fallire. E' questo il quadro in cui le ong si inseriscono, che hanno un ruolo inprescindibile di connessione con le comunità locali, grazie al radicamento profondo sul territorio".
"Le piccole imprese hanno un vantaggio nel lavoro di tutela dei diritti umani: sono vicine ai lavoratori.Il discorso cambia per le imprese più grandi. E' una delle ragioni per cui deve esserci un margine di flessibilità nel processo di compliance, in base alle dimensioni delle imprese", ha spiegato il professor Alessandro Costa, che ha curato il documento presentato da AVSI su piccole e medie imprese e diritti umani. Uno strumento pratico per supportare le aziende nel loro processo di consapevolezza, strutturato in 4 passi: consapevolezza, auto-valutazione, valutazione del rischio, engagement.
E' stato poi il turno di Caroline Rees, di SHIFT che ha evidenziato come ormai "l83% delle imprese considerano i diritti umani come una questione rilevante per il loro business model. Anche se spesso il reporting non finanziario è ancora considerato il cugino più piccolo di altri tipi di reporting+".
"Il rispetto dei diritti umani è un obiettivo a lungo termine. E' un viaggio appena cominciato - ha spiegato Richard Karmel, Head of Global Business And Human Rights practice di Mazars - Le imprese creano valore, stimolano l'innovazione e migliorano i servizi pubblici attraverso le tasse. Ma il reporting sui diritti umani è ormai necessario".

Il rispetto dei diritti umani non dovrebbe più essere un modo di pensare parallelo all'ordinario - ha detto la legal adviser Giulia Di Tommaso in chiusura - Dovrebbe invece essere inglobato nelle strategie di business".


Speakers

Richard Karmel, Partner and Head of Global Business And Human Rights practice, Mazars Giampaolo Silvestri, Segretario Generale,Fondazione AVSI Prof. Alessandro Costa, docente diritto internazionale e cooperazione internazionale, Università di Roma Tor Vergata Giulia Di Tommaso, Legal, Corporate Affairs & Sustainability Adviser And with the participation of SHIFT (video messaggio)


Moderatore

Richard Howitt, MEP, delegato del Parlamento Europeo alla Responsabilità Sociale d'Impresa (TBC)


Leggi il documento "Business and Human Rights" Vai al sito di Mazars Vai al sito degli EDD

Background

"È  venuto il momento di affermare un'etica del rispetto dei diritti umani che è, e dovrà essere sempre più in futuro, alla base delle attività delle imprese che formano l'ossatura fondamentale della nostra economia". (prof. Alessandro Costa)

AVSI e Mazars già da tempo hanno dato vita a iniziative di promozione dei diritti umani nel settore private, con la profonda convinzione che profit e non-profit possano collaborare assieme, e con successo, per gli obiettivi dello sviluppo sostenibile.
Negli ultimi anni, si sono rafforzate le legittime pressioni nei confronti delle imprese perché rispettino i diritti umani in ogni passaggio e processo di produzione. Ciò vuol dire per una impresa dimostrare di essere in grado di continuare a lavorare, generare occupazione, ricchezza e crescita per l’intera società, senza intaccare dignità e benessere delle persone coinvolte. Dal 2011, da quando cioè le Nazioni Unite hanno approvato il Guiding Principles on Business and Human Rights, le imprese hanno finalmente avuto linee guida autorevoli per delineare le loro responsabilità nel campo dei diritti umani. Da allora, i governi, i mercati e gli investitori richiedono una sempre maggiore trasparenza per quanto riguarda la filiera produttiva.
Le stesse aziende hanno iniziato a promuovere iniziative di auto-regolamentazione delle proprie filiere, ma continua a permanere un certo scetticismo sulla loro efficacia. Proprio per venire incontro alla nuova necessità per le imprese di migliorare trasparenza e affidabilità delle pratiche, monitorare e gestire le responsabilità in materia di diritti umani, Fondazione AVSI e Mazars presentano a Bruxelles due strumenti innovativi, sviluppati in maniera indipendente, con l'obiettivo di dare alle aziende efficaci guide per analizzare l’impatto della loro filiera sul rispetto dei diritti umani e, dunque, di migliorarli, con una ricaduta potenziale sulla vita di milioni di persone.
Fondazione AVSI presenta il paper “Imprese e diritti umani: percorsi verso la conformità delle PMI. Dall’ autovalutazione alla due diligence”, realizzato in collaborazione con l’università di Roma Tor Vergata.. Un percorso pensato per le piccole e medie imprese, per permetter loro di adeguare le loro pratiche (compliance) alle norme sui diritti umani e propone efficaci metodi di due diligence.
Mazars presenta il document “UN Guiding Principles Reporting Framework”, sviluppato insieme a Shift, come il primo manuale completo per le aziende che vogliono monitorare il rispetto delle line guida dell’Onu in material di diritti umani.