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29 Settembre Set 2014 1200 29 settembre 2014

Unicoop Tirreno, una giornata per la solidarietà

Continua l’impegno di Unicoop Tirreno a favore di AVSI con il sostegno a distanza. Anche quest’anno ha dato vita a una giornata dedicata ai progetti di solidarietà.

Si tratta di un incontro con le Presidenze delle Sezioni Soci di Unicoop Tirreno sul territorio (una trentina di sezioni), allo scopo di rendicontare le attività di donazione e di solidarietà fatte da Unicoop. Un momento per rendere ancor più concreto il gesto della donazione attraverso la restituzione di testimonianze e di presenze da parte dei soggetti per i quali Unicoop Tirreno è diventata compagna di viaggio da alcuni anni, partner come Fondazione AVSI, movimento Shalom ed Emergency.
L’evento è programmato per la mattina del 30 settembre a Vignale Riotorto, in provincia di Livorno, dalle 11 alle 13,30, con la partecipazione del Presidente di Unicoop Tirreno Marco Lami, del direttore delle politiche sociali Massimo Favilli e dei rappresentanti delle 3 organizzazioni.
Unicoop Tirreno accoglie così presso la propria sede i rappresenti di Emergency, Avsi e del Movimento Shalom: le Onlus con cui porta avanti i tre principali progetti di solidarietà, riuniti sotto il nome Basta un gesto. L’occasione è la consulta delle presidenze delle sezioni soci, durante la quale la Cooperativa esporrà il risultato di un anno di raccolta fondi a sostegno dei progetti di solidarietà: 125.520 euro.
Per Avsi, Franco Argelli resp. sostegno a distanza e Nicola Orsini resp. Avsi in Sierra Leone. (Progetto: “Cuore di Coop”, sostegno a distanza di 210 bambini).
Per Emergency, Andrea Bellardinelli, coordinatore programma Italia. (Progetto: Poliambulatorio di Palermo, per garantire assistenza gratuita ai migranti e ai residenti in stato di bisogno).
Per il Movimento Shalom, il presidente Bellarmino Bellucci e Isidore Amavi resp. cantiere in Togo. (Progetto: La casa di Giacomo e Vanda in Togo. Un centro di formazione scuola e lavoro dedicato alla memoria di Vanda Spoto, consigliera di amministrazione Unicoop Tirreno e presidente di Legacoop Campania, e Giacomo, giovane volontario del Movimento Shalom. La casa sarà inaugurata il prossimo 12 ottobre).

Il sostegno a distanza di Unicoop Tirreno ha prodotto cambiamenti concreti nella vita di tanti ragazzi e delle loro famiglie, in grado di ridare speranza di un futuro migliore e in cui mettere a frutto i propri talenti.

Storie come quella di Anastasia, nata in una famiglia numerosa a Novosibirsk, capoluogo siberiano della Federazione Russa: -20° d’inverno e 20° in estate. Quando, grazie al supporto di Unicoop Tirreno, Nastjia entrò nel programma a distanza di AVSI, né la mamma né il papà avevano un lavoro fisso, solo un piccolo orto e qualche animale da cortile con cui riuscivano a ricavare il minimo indispensabile per nutrire la famiglia.
Il sostegno a distanza ha portato quel tanto di aiuto e di speranza per rimettere in moto la famiglia, per farla uscire da un circolo chiuso si sussistenza e iniziare a guardarsi attorno, a fare progetti. Il papà ha trovato un lavoro alla cooperativa del villaggio, mentre la mamma ha intravisto l’importanza di quell’aiuto a che la sua figlia studiasse invece che rimanere a casa ad aiutare. E Nastjia non si è lasciata sfuggire l’occasione: a scuola è sempre andata bene ottenendo un diploma come “operatore della rete”. Ha cominciato finalmente a lavorare e oggi, a 20 anni, ha trovato un posto in banca, guadagnando un’indipendenza insperata solo fino a pochi anni fa.
Il sostegno a Nicholas, invece, è iniziato nel 2002. Dodici anni  che hanno cambiato radicalmente il futuro di questo bambino ugandese e di suo padre. Quando fu portato agli uffici di AVSI ad Hoima, Uganda, il bambino si trovava in uno stato di evidente povertà. Il padre, con una forte dipendenza da alcol, non riusciva a soddisfare neppure i bisogni primari della sua famiglia e per il piccolo non vi era la più lontana possibilità di poter andare a scuola.
Il sostegno di Unicoop Tirreno ha abbracciato non solo Nicholas ma anche suo padre, che durante tutto questo tempo è stato aiutato a disintossicarsi, a recuperare la sua autostima, a trovare un lavoro e la voglia di crescere i suoi figli. Così anche il piccolo Nicholas ha potuto svelare i suoi talenti: ha mostrato grande intelligenza e tenacia negli studi arrivando a concludere il livello avanzato della scuola secondaria, il College, e si appresta ora ad iniziare l’Università grazie al suo ottimo percorso scolastico.
Un’opportunità assai rara, che pochi bambini ugandesi, provenienti da condizioni così vulnerabili, ottengono. Il suo futuro ora ha tutto un altro orizzonte.