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25 Settembre Set 2014 1200 25 settembre 2014

Il Papa in Albania, “No alla violenza in nome di Dio”

Una giornata storica per il paese balcanico: nella sua prima tappa europea, il Pontefice ha lanciato un appello per un mondo libero da conflitti religiosi in un’affollata chiesa di Tirana, dopo aver ascoltato le testimonianze sulle persecuzioni e le crudeltà subite dai cristiani da parte del regime comunista.

L’Albania è un paese che ha sofferto tanto, tanto, ed è riuscito a trovare una pace con le differenze religiose. E questo è un bel segno per il mondo. Il dialogo, la pace, questo equilibrio che è a favore della governance”. Sono state le parole di Papa Francesco a Tirana, che ha preso a esempio la tragica storia dell’Albania per ridare la speranza di un mondo più giusto e in pace.
Il Pontefice ha anche parlato più direttamente del conflitto che sta infiammando in questi mesi il Medio Oriente, definito in passato "terza guerra mondiale a pezzi" dallo stesso Bergoglio: “Il clima di rispetto e fiducia reciproca tra cattolici, ortodossi e musulmani è un bene prezioso per il Paese e acquista un rilievo speciale in questo nostro tempo nel quale, da parte di gruppi estremisti, viene travisato l’autentico senso religioso e vengono distorte e strumentalizzate le differenze tra le diverse confessioni, facendone un pericoloso fattore di scontro e di violenza anziché l’occasione di un dialogo aperto e rispettoso, e di riflessione comune su ciò che significa credere in Dio e seguire la sua legge”.
"300.000 persone in piazza “Madre Teresa” solo per vedere il volto Suo - Racconta Ermira Bandi, presidente di SHIS, partner di AVSI in Albania - Cattolici, musulmani, ortodossi, tutti insieme davanti a un Dio che unisce miracolosamente. Il Papa ci ha ricordato il valore della storia del nostro popolo, dei martiri che in nome di Cristo hanno datto la loro vita, esempio della grande fede e fedeltà che i giovani del paese devono conservare. Ci ha invitato a guardare verso la speranza che non delude".
Quella albanese è una storia di persecuzioni e di violenze, culminate negli anni ’90, quando tutto un popolo ha cercato di fuggire, prima di tutto in Italia, in cerca di un futuro migliore. Fondazione AVSI è presente in Albania dal 1998, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di un paese ancora in cerca della sua strada dopo l’esodo di fine secolo. A partire dall’educazione, settore cardine del nostro lavoro nel paese balcanico, insieme al partner SHIS.

Nel corso dello speciale di TV2000 di domenica, dedicato al viaggio di Papa Francesco in Albania, il giornalista Luciano Piscaglia ha ripercorso la storia del paese nel corso di un’intervista alla ex direttrice del Centro ‘Kardinal Mikel Koliqi, sostenuto da Fondazione AVSI:

Dal 1998 a oggi, SHIS ha percorso tanta strada, insieme ad AVSI, sempre tenendo a mente l’obiettivo della crescita della singola persona. SHIS fin dalla sua nascita si è posta l’obiettivo di migliorare la qualità di vita dei minori e prevenire le difficoltà psicosociali, attraverso la creazione di un luogo che offra servizi adeguati per lo sviluppo affettivo, per l’educazione e la socializzazione. Inoltre svolge attività di prevenzione del fenomeno dell’emigrazione irregolare,dell’abbandono scolastico attraverso la formazione degli insegnanti e la realizzazione di attività ricreativa con i bambini e i loro genitori.