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24 Settembre Set 2014 1751 24 settembre 2014

AVSI all'ISPI. Brasile al voto: Dilma vs Marina

Con le prossime elezioni il Brasile sceglierà se confermare il mandato di Dilma Rousseff o cambiare rotta e chiudere una fase che, nonostante alcune rilevanti contraddizioni, ha portato il paese a successi in ambito economico e sociale. Quali sono le principali sfide politiche ed economiche? Quali risultati sono stati conseguiti sul piano sociale e cosa resta da fare?

L'incontro è organizzato in occasione della pubblicazione del numero 5/2014 della rivista “Italianieuropei”, con una rubrica dedicata a “I dilemmi del Brasile al voto”. Ha partecipato all'evento anche Fabrizio Pellicelli, direttore di AVSI Brasile. in collegamento dal Brasile via Skype.

E' stato possibile seguire il dibattito in diretta streaming dal sito dell'ISPI oppure via Twitter, dai profili di ISPI e Fondazione AVSI, con l'hashtag #brasilealvoto.

IL VIDEO DELL'INCONTRO:


Interverranno nel corso dell'evento:
Gilberto BONALUMI, già Sottosegretario agli Affari Esteri e Consigliere Scientifico, ISPI
Donato DI SANTO, già Sottosegretario agli Affari Esteri
Paolo MAGRI, Vice Presidente Esecutivo e Direttore, ISPI
Antonella MORI, Docente di Macroeconomia e Scenari Economici, Università Bocconi
In collegamento dal Brasile:
Carlo CALABRO', Capo della Governance, Banco Votorantim
Paolo MANZO, Giornalista
Fabrizio PELLICELLI, Direttore, AVSI Brasile

L'intervento di Fabrizio Pellicelli, Responsabile AVSI Brasile:

"Mi è stato chiesto di dare un contributo nello specifico su cosa è cambiato per le fasce deboli durante il mandato di Dilma e cosa resta da fare. L´intervento sarà un tentativo per rispondere alla domanda molto attuale in questo momento di campagna elettorale molto intensa, dove le fasce deboli saranno decisive per l´elezione del nuovo Presidente.
Cercherò di farlo a partire da una lettura sintetica che nasce da una presenza di oltre 16 anni in Brasile, lavorando per Fondazione AVSI, nello sviluppo sociale della popolazione più bisognosa brasiliana.
Il Brasile è un continente con situazioni regionali molto differenti tra di loro, che rendono difficile una lettura uniforme per quanto riguarda la realtà delle fasce più deboli.
Possiamo mettere in evidenza alcuni elementi per rispondere alla domanda:
1. A partire dal primo governo Lula i poveri e il tema della miseria sono stati posti al centro del dibattito politico e diventati prioritari per l'agenda dei governi che si sono succeduti (Lula e Dilma).
2. Sono state create o in alcuni casi rinforzate politiche e programmi che hanno generato un impatto positivo sui poveri. Esempi:
• BOLSA FAMILIA programma di distribuzione del reddito – in 10 anni 5 milioni di persone beneficiate; • FOME ZERO, 47 milioni di alunni ricevono pasti nelle mense scolastiche; • MCMV politica nazionale di costruzione di abitazioni popolari: 1 milione di case per i poveri; • Formazione giovanile e leggi dell´apprendistato • Incentivo alla RSC per contribuire allo sviluppo locale; • Accesso all´energia per i poveri
3. Stagnazione dell'indice di sviluppo umano IDH: 80esima posizione mondiale. Bassi i valori di salute e speranza di vita.
4. Occorre insistere sulle politiche in atto ma si evidenzia la necessità di avanzare su alcuni temi strutturanti per lo sviluppo, con visione a lungo termine e non emergenziali: educazione e salute principalmente.
5. Grande conseguenza della mancanza di educazione adeguata è la sempre maggiore insicurezza nelle città, che provoca un genocidio nelle favelas – record di omicidi oltre 56.000 morti nel 2014 - soprattutto giovani di colore.
6. Lo stato è distante e astratto, occorre sostenere lo sforzo della società civile per lo sviluppo delle persone. E' stata recentemente emanata dal governo federale, con grande sforzo, una nuova legge per regolarizzare il rapporto stato e società civile. Entrerà in vigore a breve e potrebbe rappresentare lo stimolo a una reale partnership tra lo stato e la società civile per lo sviluppo dei più bisognosi".