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28 Agosto Ago 2014 1432 28 agosto 2014

Cisgiordania, il dramma di Qalqilya dopo il muro. Un progetto per il sostegno all'agricoltura

Da area in forte espansione a zona cuscinetto con la più alta disoccupazione di tutta la West Bank. Nel 2003, la costruzione del muro israeliano ha diviso in due il distretto di Qalqilya, rendendo inaccessibili la metà dei terreni destinati all’agricoltura, prima fonte di reddito per la popolazione. A marzo, AVSI ha deciso di lanciare un progetto, co-finanziato dalla Regione Emilia Romagna, per sostenere gli agricoltori locali.

Il distretto di Qalqilya, in Palestina, era da sempre considerato il più importante centro agricolo della Cisgiordania. Agrumi, e frutti tropicali sono l’“oro” di queste terre, ricche di acqua – è qui che si trova la principale falda acquifera di tutta la Cisgiordania - e dal clima benevolo. Il 60% dei vivai della West Bank si trovano a Qalqilya e da qui proviene il 70% degli agrumi e delle piante attualmente sul mercato cisgiordano.
L’attività agricola è sempre stata la prima fonte di sostentamento per la popolazione. Ma dal 2003, quando Israele ha portato a termine il muro di separazione che ora circonda Qalqilya, gli agricoltori sono stati privati di gran parte dei loro mezzi di sussistenza. Il muro ha spaccato in due i terreni agricoli, parte dei quali, rimasti dal lato israeliano, sono diventati inaccessibili. Un corridoio di circa 70 metri di larghezza per cinque chilometri di lunghezza la cui costruzione ha significato anche lo sradicamento di alberi e vegetazione, e danni significativi ai terreni ancora coltivabili. Inoltre, secondo le stime della Banca Mondiale, Israele estrae circa l'80% del "potenziale stimato" della falda acquifera di Qalqilya, mettendo così a rischio la sostenibilità di questa risorsa.
Il distretto di Qalqilya ha così perso il 50% del suo terreno riservato all’agricoltura agli agricoltori e’ negato l'accesso a parte dei terreni e dove c’erano i campi e i frutteti ora ci sono posti di blocco e strade riservate ai soli coloni. Da area in forte espansione, Qalqilya si è trasformata in una zona cuscinetto, con il più alto tasso di disoccupazione di tutta la West Bank e il 23% della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà.

Per venire incontro ai bisogni della popolazione di Qalqilya e migliorare le condizioni di vita e di reddito delle famiglie più svantaggiate, a marzo Fondazione AVSI ha lanciato un progetto, co-finanziato dalla Regione Emilia Romagna, per il sostegno allo sviluppo agricolo e alla sicurezza alimentare nella regione.

Lo scopo del progetto è garantire l’auto-sostentamento delle famiglie rurali e generare micro attività di reddito attraverso la distribuzione di piante, strumenti agricoli e piccoli animali per l’allevamento ed erogare un’adeguata formazione. L’aiuto sarà indirizzato verso donne, contadini e allevatori, che privi di reddito, abbiano un terreno adiacente la loro abitazione su cui piantare alberi di frutto e gestire un piccolo allevamento.
Il progetto vede il patrocinio del Ministero dell’agricoltura della Palestina e della Municipalità di Qalqilya e la collaborazione operativa della controparte locale ICC che vanta una pluriennale esperienza in progetti di sviluppo di microimprese nel settore rurale con ottimi risultati in termini di sostenibilità e impatto.
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