News
31 Luglio Lug 2014 1448 31 luglio 2014

Giordania, tre giorni di teatro per i rifugiati siriani

Una festa pubblica ad Aqaba, in Giordania, ha riunito più di 800 persone presso il centro giovanile del principe Hamzeh. Bambini giordani e siriani, insieme ai genitori hanno partecipato alle tre serate dell’evento teatrale, nell'ambito di un progetto in favore della famiglie siriane.

Pupazzi, mimi e musica hanno coinvolto il pubblico in uno spettacolo studiato per sensibilizzare i profughi e la comunità locale sull’importanza della protezione dei bambini, della scuola, della corretta igiene e alimentazione, contro il lavoro infantile, a favore della pace e all’amore tra i singoli.
E’ seguito poi un momento di presentazione di ragazzi e ragazze siriani che hanno subito il trauma della perdita dei familiari durante la guerra. Aver trasposto in versi, poesia o canzoni la loro tragica esperienza è stato parte di un percorso di consapevolezza, in grado di mostrare a tutti la possibilità di un cambiamento: dall’incubo della violenza a una condizione di pace. “Abbiamo trovato qualcuno che ci voleva bene e si preoccupava del nostro futuro”, ha raccontato uno dei ragazzi.
Significativa è stata, infine, la presenza di un maestro che collabora con i progetti di AVSI in Giordania, che alcuni giorni fa ha perso la figlia di 7 anni, vittima di un grave incidente di auto. Attraverso una sua prosa, ha spiegato come è stato possibile accettare la tragedia e come, nonostante il dolore, ha scelto di proseguire il suo compito di educatore insieme ad AVSI. “Ho deciso di continuare e di prendermi carico della responsabilitò educativa che ho nei confronti di questi ragazzi: questo ha dato un significato diverso alla perdita di mia figlia”, ha spiegato.
L’evento è nato nell’ambito di un intervento umanitario urgente che AVSI ha svolto in Aqaba, sostenuto dal fondo della Cooperazione Italiana, attuato da AVSI in seguito alla crisi siriana, assieme al Woman Program Centre di Aqaba e Our Lady of Peace.
Il progetto, che accoglie giornalmente circa 80 bambini, è volto a rafforzare le strutture di protezione per 850 minori siriani e le loro famiglie rifugiate nella zona garantendo ambienti sicuri ai più piccoli e supporto specifico ad almeno 200 delle 650 famiglie identificate come bisognose di aiuti, oltre a una formazione ad hoc per gli operatori coinvolti. Inoltre, sono stati sostenuti alcuni bambini disabili costruendo un’area “amica dei bambini” e fornendo mezzi di assistenza. L’obiettivo è stato quello di generare speranza, a partire dai loro bisogni reali, e nuovi soggetti sono stati coinvolti in prima persona in un percorso di cambiamento.