News
8 Luglio Lug 2014 0900 08 luglio 2014

Il Mondiale visto dalle favelas del Brasile

Martedì 8 luglio a Tg1/Fa' la cosa giusta il Mondiale visto dalle favelas del Brasile.

A pochi minuti da Copa Cabana nella favela "Morro dos Cabritos" i ragazzi a piedi nudi giocano a pallone. Da tre anni la polizia ha espulso i trafficanti di droga e armi e oggi la vita è meno dura in questa cosiddetta favela "pacificata". "Prima cominciavano a sparare e ci buttavamo tutti per terra compresi i bambini, ora non succede più" racconta Paola Gaggini cooperante AVSI all'asilo Cantihno da Natureza.
A Recife lo stadio nuovo della partita Italia - Costa Rica è un impianto che stride con il quartiere rimasto sempre uguale.
Le storie di chi cerca di voltare pagina e le contraddizioni raccontate dall'inviato in Brasile Marco Clementi. In studio con Giovanna Rossiello, Fabrizio Pellicelli responsabile in Brasile dei progetti AVSI.

Tg1/Fa' la cosa giusta il Mondiale visto dalle favelas del Brasile

AVSI  a Belo Horizonte

L'Unione Europea attraverso un video "Il calcio ha le sue regole, il mondo ha i suoi diritti" ha presentato in questi giorni di Mondiale l'esperienza del progetto "Oltre il muro" portata avanti con AVSI nella città di Belo Horizonte a favore delle APACs.
L'APAC è un’associazione della società civile senza scopo di lucro che ha come obiettivo l’umanizzazione della pena privativa della libertà, che rappresenta una alternativa al carcere. In Brasile esistono 147 APAC con una recidiva che scende fino al 10%, contro il 90% di media nazionale. Inoltre il costo di costruzione di un posto/persona è un terzo del costo del carcere comune, e il costo di mantenimento è dimezzato.
La metodologia utilizzata nelle APAC nasce 40 anni fa per opera di un volontario della Pastorale Carceraria a San Paolo, il signor Ottoboni. Oggi, è riconosciuta dalla legge brasiliana e praticata dai Tribunali di 17 stati brasiliani. Tale metodologia è basata sul riconoscimento di aver commesso un errore e sulla decisione di cambiare vita all’interno delle carceri APAC.

AVSI a Manaus

A Manaus, città esordio degli Azzurri circondata dalla foresta, AVSI gestisce una scuola di agricoltura, di calcio, e di vita. L'inviato Marco Clementi per il TG1 e Francesca Benvenuti per Mediaset hanno raccontato la visita alla Escola Agrícola Rainha dos Apóstolos che quest'anno festeggia 40 anni “e ricorda ai giovani che l’agricoltura è lavoro per il pane quotidiano".

 TG1 edizione ore 20 del 7 giugno

SportMediaset edizione ore 13 del 12 giugno dal minuto 00:12:15

La “Escola Agrícola Rainha dos Apóstolos” accoglie oltre 300 studenti e si trova lungo la strada BR 174 che collega Manaus con Caracas (dopo 2.243 km), al 22° km. Siamo in Brasile, in Amazzonia, nel cuore del polmone verde della terra, in febbricitante attesta dei mondiali di calcio. Quarant’anni fa iniziavano proprio qui, in questo paradiso del mondo, le prime lezioni della scuola agricola Regina degli Apostoli, fondata dai padri missionari del Pime e sostenuta da AVSI con il sostegno a distanza. Oggi la gestione è affidata alle amorevoli cure del Centro de Solidariedade São José, un’associazione non-profit fondata da manauensi e riconosciuta come utilità pubblica e iscritta nel registro del Consiglio nazionale del servizio sociale. Situata in una zona rurale considerata area indigena, in questi 40 anni la scuola ha ospitato ragazzi indios di diciotto etnie diverse, i Sateré, i Macú, Yano-man, … Tutti figli di piccoli produttori rurali o di agricoltori o di operai che vivono lungo la strada. Famiglie che non sono in grado di sostenerli negli studi, ma che fanno un sacrificio enorme privandosi delle loro braccia per il periodo scolastico. Le attività della scuola rispondono a una domanda precisa: assicurare alle nuove generazioni saperi e conoscenze di cultura generale, ma soprattutto del territorio, nel campo dell’agricoltura con approfondimenti in orticultura e zootecnia, in modo da offrire alle nuove generazioni l’abilitazione professionale e l’amore per la propria terra.
Il percorso formativo è assicurato da una quarantina di persone adulte, tra docenti, direttori, tecnici professionisti ed educatori. Oltre alle undici aule, c’è una biblioteca, un refettorio, dormitori separati per maschi e femmine, auditorium, laboratori e non mancano certo i campi per una partita di calcio. La scuola offre un percorso formativo completo dall’asilo fino al diploma professionale: 195 bambini alle elementari e medie, 97 studenti alla scuola tecnica e 15 universitari. 120 aiutati col Sostegno a distanza di AVSI.
Qui si studia e si abita. Per i mesi di studio la scuola diventa infatti una vera famiglia. Sono tanti i ragazzi che per raggiungerla devono percorrere giorni interi di viaggio, anche 2 mila chilometri, a bordo di barconi navigando il Rio delle Amazzoni, che quando le sue acque incontrano quelle del il Rio Negro corrono affiancate senza mischiarsi per chilometri. Una natura spettacolare con un ecosistema unico che la scuola si prefigge di salvaguardare proponendo lezioni in campo, sperimentando e mettendo in pratica quello che si è imparato.
Accanto alla scuola sorge un’azienda agricola di 200 ettari, la maggior parte dei quali sono rimasti a foresta tropicale, mentre una cinquantina di ettari sono coltivati. Una parte è aula didattica per i ragazzi, l’altra sostiene la scuola con le proprie produzioni, riducendo al 20% la necessità di acquistare i cibi per l’alimentazione degli alunni. La Escola Agrícola Rainha dos Apóstolos è una scuola con radici profonde che favorisce il contatto dei giovani con le realtà produttive locali per facilitare il futuro inserimento nel mondo del lavoro.
Un’opera straordinaria “per far ricordare ai giovani - come ha suggerito Papa Francesco - che l’agricoltura è lavoroper il pane quotidiano.”