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7 Luglio Lug 2014 1838 07 luglio 2014

Povertà energetica, la sfida per lo sviluppo sostenibile

Il presidente di AVSI Alberto Piatti ha preso parte al workshop internazionale organizzato da Fondazione Eni Enrico Mattei, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli all'interno del progetto Laboratorio Expo, in collaborazione con ENI, il 10 luglio a Milano.

L’accesso all’energia è considerato un prerequisito per la crescita sostenibile, verde ed inclusiva. E’ essenziale per garantire la soddisfazione dei bisogni primari, per esercitare i diritti delle persone, per sostenere l’imprenditorialità: nelle parole del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, “è una priorità nel piano di sviluppo globale”.
1,3 miliardi di persone infatti non hanno accesso all’elettricità e 2,7 miliardi ricorrono alle biomasse tradizionali per cucinare, una pratica inquinante e insalubre. La comunità internazionale pone un obiettivo chiaro: assicurare l’accesso universale ai moderni servizi energetici entro il 2030, anche attraverso la stretta cooperazione tra ricerca, settore pubblico e privato.
A partire da questo scenario Fondazione Eni Enrico Mattei e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, all’interno del progetto Laboratorio Expo e in collaborazione con Eni, hanno organizzato un workshop internazionale, con l’obiettivo di mettere a confronto il mondo della ricerca, le imprese, le organizzazioni pubbliche e discutere di soluzioni capaci di promuovere un’energia sostenibile per tutti. Nel corso dell'evento ha parlato anche Alberto Piatti, per Fondazione AVSI, con un intervento sulla povertà energetica e sulla best practice di AVSI per garantire l'accesso all'energia nelle areepiù povere del Brasile e del progetto di distribuzione di 15mila sistemi di cottura ad alta efficienza energetica in Mozambico. "Il nostro intervento in Mozambico - ha spiegato Alberto Piatti - è un esempio di come la promozione di azioni per l’efficienza energetica e per la salvaguardia delle risorse abbiano un impatto diretto positivo sulle condizioni di vita della popolazione più povera, in questo caso negli insediamenti informali di Maputo"