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12 Giugno Giu 2014 1114 12 giugno 2014

Lavoro minorile, in Burundi un programma per i 'domestici bambini'

In occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile, il 12 giugno una manifestazione in Burundi punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dello sfruttamento minorile e salvare i migliaia di bambini che lavorano come domestici in casa. AVSI partecipa con un progetto di prevenzione e protezione dei minori più vulnerabili tramite il reinserimento scolastico, finanziato dal DUE Burundi e in partner con la ong locale Giryuja.

Il lavoro minorile è una pratica molto diffusa e radicata nel contesto culturale del Burundi. Spesso i giovani sono impiegati in lavori, che rischiano di compromettere seriamente il loro futuro e la loro crescita. Per questo, il Governo è impegnato da anni a sviluppare un sistema di protezione capace di prevenire possibili abusi, ma il contesto di povertà in cui il paese è immerso complica il lavoro per garantire i diritti riconosciuti a livello internazionale.
Da queste premesse nasce la scelta di AVSI di intervenire, assieme alla ong Giryuja, con il progetto PASYPETRAD (Projet d’Appui au Systeme de Protection des Enfants Travailleurs Domestiques) nella capitale Bujumbura. Si tratta di attività di sensibilizzazione e prevenzione, svolte attraverso sessioni di educazione e formazione, allo scopo di sensibilizzare e diffondere un’adeguata consapevolezza del tema tra le famiglie, le autorità locali e i funzionari pubblici.

Il Burundi è uno tra i paesi con il peggior tasso di sfruttamento minorile al mondo: lavora un bambino su cinque. Nella capitale, i minori sono costretti a lavorare in casa per svolgere faccende domestiche, pagati poco o per nulla. Una pratica radicata, ma che la ong italiana AVSI prova a combattere. Riportando i bambini a scuola.

Proprio per garantire una difesa effettiva dei diritti umani dei minori, il programma prevede anche attività di tutela diretta dei bambini coinvolti, come la reintegrazione scolastica e la formazione di base, e di advocacy presso istituzioni e ministeri burundesi. Alcune delle attività previste sono:
  • sensibilizzazione della comunità sulle conseguenze del lavoro minorile, attraverso spot radio, teatro forum e pannelli pubblicitari;
  • rinforzo dei CPE ( Comitati di protezione dell'infanzia) sui meccanismi di protezione dell'infanzia a livello comunitario, per prevenire il fenomeno di spostamento dalle campagne alle città, dei bambini;
  • organizzazione di dibattiti a livello provinciale sul lavoro dei bambini e, in particolare sul lavoro dei domestici bambini;
  • organizzazione di sessioni d'informazione sui diritti dei bambini;
  • corsi di alfabetizzazione per i domestici bambini  e per i bambini che hanno dai 16 ai 18 anni, corsi per migliorare le loro competenze pratiche ( per esempio corsi di pedagogia pratica per le giovani baby sitter e corsi di cucina e igiene per i giovani che lavorano in cucina);
  • reinserimento scolsastico dei bambini domestici oppure orientamento alla scuola professionale;
  • assistenza giuridica dei bambini domestici;
In occasione del lancio ufficiale del progetto, lo scorso 27 marzo, si è tenuta una cerimonia di inaugurazione a cui hanno partecipato numerose personalità istituzionali e della società civile burundese: il Direttore del Dipartimento della famiglia, dipartimento che fa capo al Ministero della Solidarietà, gli amministratori dei quartieri Nord di Bujumbura, il direttore del CDFI della Municipalità di Bujumbura (Centre pour le développement familial communautare), i rappresentanti delle ONG locali partner, i parroci delle chiese presenti nei quartieri Nord e la signora Charlotte TILLI BLOMHAMMAR della DUE Burundi.

La manifestazione di Bujumbura

I 12 giugno si è tenuta a Bujumbura una marcia organizzata dal Ministère de la Fonction Publique, du Travail et de la Sécurité Sociale in collaborazione con Unicef, la Delegazione dell’Unione Europea, Avsi, Giriyuja, Terres des Hommes, Heartland Alliance e l’Association des Enfants et Jeunes Travailleurs du Burundi.
Durante la mattinata un centinaio di bambini e ragazzi, accompagnati da alcune autorità, hanno sfilato per le vie della capitale con striscioni e cartelli, cantando vari slogan come “No al lavoro domestico dei bambini. Genitori, mandate i bambini a scuola”.
La marcia si è conclusa presso il Musée Vivant, dove alcuni ragazzi che partecipano al progetto PASYPETRAD di AVSI contro il lavoro domestico hanno cantato una canzone che lancia un messaggio per il rispetto dei diritti dei bambini lavoratori domestici, affinché possano continuare a frequentare la scuola ed apprendere un mestiere per il futuro. Dopo la canzone si è esibito il gruppo di teatro del Centro MEO Lino Lava che, attraverso la tecnica del Teatro Forum, ha messo in scena un piccolo spettacolo sul lavoro minorile domestico, coinvolgendo il pubblico di bambini in una riflessione finale sul tema.