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5 Giugno Giu 2014 1328 05 giugno 2014

AVSI con la regione Veneto per le periferie del Burundi

Approvato il finanziamento della regione Veneto a un progetto di AVSI nella capitale Bujumbura, grazie all’impegno del comune di Noale che ha presentato la proposta.

E’ nata in maniera silenziosa ed informale l’amicizia che lega l’amministrazione comunale di Noale e Fondazione AVSI. A febbraio, AVSI chiede aiuto al comune di Noale per avere un partner pubblico in grado di accedere alle risorse offerte da un programma di cooperazione internazionale promosso dalla Regione Veneto.
La proposta viene accolta: si tratta di aiutare gli abitanti di un quartiere periferico di Bujumbura in Burundi, Chibitoke, dove AVSI dal 2011, assieme al Centro MEO (Maman Enfants Orphelins), aiuta circa 800 bambini rafforzandone il contesto famigliare.

A marzo, il lavoro del Centro MEO è stato raccontato da una mostra fotografica accolta dalla sede ONU di Ginevra

Non sappiamo ancora se il progetto di cooperazione decentrata proposto sarà finanziato dalla Regione – aveva speigato il sindaco di Noale Michele Celeghin al momento della proposta, lo scorso febbraio – ma voglio comunque far conoscere ai miei Cittadini questa organizzazione meritoria, della quale ho avuto la fortuna di conoscere personalmente alcuni volontari direttamente coinvolti in progetti di solidarietà internazionale e apprezzarne le doti umane e lo spirito di solidarietà che li anima nel loro agire”.
Il progetto approvato, "Sviluppo integrato bambini e famiglie della periferia settentrionale di Bujumbura", è stato avviato nel 2012 con l'obiettivo di migliorare la qualità di vita dei bambini e delle loro famiglie in condizioni difficili attraverso la realizzazione di attività in ambito educativo e psicosociale.
Il Centro é uno spazio aperto durante il giorno ai bambini, giovani e alle loro famiglie dei quartieri Nord. Intende offrire modelli educativi ai bambini ed alle loro famiglie in uno spazio dedicato e protetto dove possano vivere delle esperienze positive in quanto attori diretti del loro sviluppo umano. Il centro è anche in prima fila nella lotta allo sfruttamento minorile, pratica molto diffusa e radicata in Burundi.