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30 Aprile Apr 2014 1405 30 aprile 2014

Sostegno a distanza in Repubblica Democratica del Congo: storie di speranza in terre di frontiera

Vi sono terre di frontiera, terre segnate da conflitti, insicurezza e povertà dove vivere è una grande incognita quotidiana. Eppure la speranza nasce anche in contesti che appaiono senza soluzioni, destinati ad una povertà senza soluzioni. Occorre solo qualcuno che tenda la mano per condividere il bisogno estremo in cui vivono i popoli di queste latitudini.

Come nelle province del Nord e Sud Kivu della Repubblica Democratica del Congo, Paese dove il 70% dei circa 70 milioni di abitanti vive al di sotto della soglia di povertà e il tasso di mortalità 0-5 anni è di 199 su 1000 nati vivi. Si stima che ogni anno muoiano 554.000 bambini sotto i 5 anni. In un Paese dove l’accesso alle cure è un problema e difficile è poter studiare ed avere una possibilità di uscire da situazioni di povertà estrema, vivere nel Nord e Sud Kivu è una sfida ancora maggiore.
AVSI opera nel Congo dal 1972 con progetti di cooperazione internazionale e con il sostegno a distanza, attraverso il quale 1.400 bambini possono curarsi, nutrirsi e soprattutto ricevere un’istruzione. Attraverso la mano tesa da tantissimi sostenitori a distanza è possibile veder fiorire storie nuove, diverse, storie di cambiamento.
Come la storia di Ntahobari di Rugari, Nord Kivu. Fu ammessa nel progetto di sostegno quando frequentava la terza classe primaria. Orfana di padre aveva pochissime possibilità di continuare gli studi anche solo primari. Ntahobari si è sempre impegnata, cosciente della grande opportunità che aveva tra le mani e nonostante la salute cagionevole ha concluso le scuole primarie e si è iscritta ad un corso professionale di taglio e cucito per poter divenire sarta. Senza il supporto del suo sostenitore e le cure mediche nessuno dei suoi grandi risultati sarebbe stato possibile: ha concluso il corso, aperto una piccola bottega e creato una associazione sua, dove insieme ad altre ragazze oggi lavora per realizzare le divise scolastiche per i bambini che vanno a scuola.
È stato un cammino in salita il suo ma oggi ogni divisa confezionata dalla sua associazione è per lei segno di un traguardo raggiunto. Per questo quando ha incontrato l’assistente sociale che per anni l’ha aiutata ha voluto esprimerle la sua gratitudine: “Sono riconoscente per tutto ciò che AVSI e il mio sostenitore hanno fatto per me. Per questo anche io darò ciò che posso, perché ho ricevuto gratuitamente dagli altri”.
Anche la storia della mamma della piccola Divine è una storia di rinascita. Rimasta sola con 12 figli a carico, gli assistenti sociali di AVSI la trovarono in condizioni di salute precarie e con diversi dei suoi bambini malnutriti. Il ciclo di cure sostenute presso il centro di salute nutrizionale, i corsi di sensibilizzazione sull’igiene alimentare, il sostegno agli studi e l’avvio di un piccolo progetto di supporto ad un’attività generatrice di reddito hanno permesso a Divine, ai suoi fratelli e alla loro madre di curarsi, studiare e avere un piccolo reddito.
Senza l’accesso alle cure mediche e all’istruzione queste, come tante altre storie, non sarebbero state possibili. Raccogliendo proprio questi bisogni il 10 maggio prossimo grazie alla collaborazione tra i Padri Saveriani ed AVSI verrà inaugurato il nuovo Centro Ospedaliero “Mario Vannucci” a Kilomoni nel Sud Kivu. Un’opera importante per chi vive in queste province, una grande possibilità per poter vivere una vita più umana, per poter scrivere altre storie di speranza in queste terre di frontiera.
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