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27 Marzo Mar 2014 1140 27 marzo 2014

Roma, i capolavori dell’impressionismo per la Campagna Tende

Il primo aprile, l’associazione Arte in Compagnia ha aperto le porte del Vittoriano a sostegno della Campagna Tende. Una visita riservata e gratuita ha dato la possibilità a circa duecento persone di accedere alla retrospettiva sulle opere del Museo D'Orsay di Parigi, in mostra nella Capitale fino all’8 giugno.

L’esposizione del Vittoriano racconta l’evolversi della pittura dal 1848 al 1914 esponendo i capolavori del Museè D’Orsay di Parigi: dalle novità precedenti all’impressionismo alle sperimentazioni che ne conseguirono. L’ex stazione ferroviaria parigina, oggi museo, vede partire verso l’Italia fino all’8 Giugno le opere di Gauguin, Monet,Manet, Degas, Sisley, Pissarro, Van Gogh, Manet, Corot, Seurat, Renoir, Matisse.

Il primo aprile, dalle 19, si è tenuta una serata speciale in favore di AVSI per conoscere da vicino questi capolavori, a cui hanno partecipato circa duecento persone, grazie all’impegno dell’associazione romana Arte in Compagnia, nata qualche anno fa proprio per promuovere e diffondere tutto ciò che di nuovo e innovativo si affaccia sul panorama artistico nazionale e internazionale. Nel corso della serata è intervenuto Alberto Piatti, presidente della Fondazione.

Il percorso si articola in cinque sezioni: la prima si concentrerà sulle opere dei “Salons” parigini, esposizioni collettive del Louvre sull’arte contemporanea e emergente che nel 1860-70 vedono affermarsi il realismo di Cabanel, Bouguereau ed Henner prima e di Courbet dopo. Svecchiati dall’accademismo i Salons ammisero, negli stessi anni i quadri impressionisti.
La seconda sezione presenta le opere dei paesaggisti della Scuola di Barbizon e le ricerche luministiche. Fu proprio lo studio sulle qualità atmosferiche a spianare la strada all’impressionismo che fu considerato il movimento artistico più innovativo e moderno. La sezione post impressionista si concentrerà sulla pittura simbolista della seconda metà dell’Ottocento in cui la Natura che l’uomo attraversa è una foresta di simboli. Pierre Puvis de Chavannes e Moreau (maggiori rappresentanti) cercavano di superare l’esteriorità dell’impressionismo legando il mondo sensibile a quello interiore.
L’ultima sezione è dedicata ai pointillisti (Searaut e Signac) della fine dell’800 che estremizzano la “macchia” di colore degli impressionisti separando cromaticamente le pennellate.