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11 Marzo Mar 2014 1200 11 marzo 2014

“Terapie contro l’HIV per 15 milioni di persone”. L’esperienza di AVSI in un convegno a Roma

Allargare l’accesso al trattamento anti-HIV a livello globale e rafforzare il ruolo delle organizzazioni a carattere religioso nella battaglia alla sindrome. E’ il focus del convegno organizzato da Caritas Internationalis e UNAIDS il 25 e 26 febbraio a Roma, a cui AVSI è stata invitata a partecipare.

A prendere parte agli incontri di Roma e a portare al convegno l’esperienza quarantennale di Fondazione AVSI in ambito sanitario, è stato Lawrence Ojom, ex- medical superintendent dell'Ospedale St. Joseph di Kitgum ora responsabile dei progetti sanitari di AVSI in Uganda, e Luciano Valla, da oltre quarant’anni attivo nell’ambito della cooperazione.

Ojom e Valla hanno portato testimonianza del lavoro di AVSI, in particolare in Uganda, uno dei paesi dove circa 30 anni fa è scoppiata la tragica edipemia del HIV uccidendo milioni di persone e dove attualmente AVSI sostiene 4 ospedali e 37 centri sanitari. In più di dieci anni, il lavoro dello staff nel Paese africano nell'ambito del progetto FREE ha permesso di sostenere 197.343 neomamme e di far nascere 4.713 bambini sani da mamme sieropositive.

Assicurare a 15 milioni di persone l’accesso a terapie e medicine antiretrovirali di qualità entro il 2015 è un obiettivo fondamentale - ha dichiarato Luiz Loures, Assistant Secretary General del programma delle Nazioni Unite UNAIDS – Ma non possiamo raggiungerlo da soli. E' necessario un approccio costruttivo che coinvolga tutti gli attori (le varie istituzioni, le organizzazioni della società civile e del mondo accademico) per lavorare sempre di più per la dignità umana. Bisogna raggiungere l’ultimo miglio e soddisfare le necessità immediate delle persone. Storicamente, i servizi garantiti dalle comunità a carattere religioso hanno rappresentato un contributo imprescindibile alle milioni di vite salvate e per questo devono essere pienamente coinvolte nel percorso verso ampliamento dell’accesso alle cure”.
L’evento riconosce il ruolo delle organizzazioni cattoliche nel garantire adeguati trattamenti anti-HIV, in particolare nelle aree del mondo più svantaggiate – ha aggiunto Michael Roy, Segretario Generale di Caritas Internationalis.
Il convegno è legato all’iniziativa UNAIDS Treatment 2015, mirata a garantire trattamenti antiretrovirali a 15 milioni di persone affette da HIV, a partire dalle 9,7 milioni di persone che secondo il programma avevano accesso alla terapia nel 2012. Sono stati più di cento i partecipanti, in rappresentanza delle diverse tradizioni cristiane, del Vaticano, dei governi, della comunità scientifici, dei corpi diplomatici accreditati alla Santa Sede, oltre che degli organi promotori, UNAIDS e Caritas.
Il convegno di Caritas e UNAIDS
FREE: nati liberi