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25 Febbraio Feb 2014 1605 25 febbraio 2014

Insieme per l’educazione. I volti del Burundi in mostra all’Onu di Ginevra

Dal 4 marzo la mostra “Ensemble” racconta l’esperienza del centro MEO in Burundi, sostenuto dalla ong italiana Fondazione AVSI e dalla Fondation d’Harcourt allo scopo di ricostruire il futuro di una comunità devastata dalla guerra.

Uno sguardo particolare, insolito. All’interno di una realtà drammatica come quella africana, gli scatti di Ensemble colgono, tra gli occhi dei bambini e i sorrisi delle donne, un percorso di speranza, dando un volto alla dignità della persona come essere unico e irripetibile. Oltre la miseria o la malattia. Oltre la fame o l’abbandono.
Ensemble cioè insieme perché lo sviluppo è accompagnamento e crescita della persona come per Elie 22 anni, che grazie alla compagnia trovata al Centro Meo dai quartieri poveri di Bujumbura oggi studia all’università: “AVSI mi ha offerto l'opportunità di crescere e credere in un futuro migliore”.
Per celebrarne l’importanza la sede ONU di Ginevra ospita la mostra sull’esperienza del centro MEO in Burundi, a cura di Fondazione AVSI e Fondazione d’Harcourt. Dal 4 marzo e per tre settimane “Ensemble” racconta con un breve documentario e tredici scatti del fotografo americano Brett Morton altrettanti anni di lavoro al fianco dei diritti della persona: i volti, i gesti e i sorrisi di un’intera comunità rinata a partire dall’educazione.
Obiettivo della mostra è quello di documentare come lo sviluppo proviene anzitutto dalla valorizzazione della dignità della persona, dall’educazione e dall’accompagnamento di ogni essere umano nel suo percorso di crescita.
Nel quartiere periferico di Cibitoke, a nord di Bujumbura, capitale del Burundi, sorge il centro MEO (Mamans Enfants Orphelins) “Lino Lava”, uno spazio comune e protetto per bambini, mamme e orfani di guerra, costruito grazie all’aiuto della Comunità Biellese Aiuti Umanitari (CBAU), onlus di Biella, dal 1999 partner di AVSI.
Dal 2012 l’offerta del Centro si è fortemente incrementata, grazie al contributo della Fondation d’Harcourt che ne sostiene le attività, con particolare attenzione alla promozione del benessere psico-sociale dei bambini e delle loro famiglie. Oggi il centro è gestito da 6 operatori sociali ed è frequentato da circa 800 bambini e dalle loro famiglie, per un totale di circa 3mila persone coinvolte.
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