News
17 Febbraio Feb 2014 1847 17 febbraio 2014

Emergenza Siria, il piano di AVSI per l'accoglienza di 33mila profughi

Ginevra 2 si conclude con un nulla di fatto e si allontana ancora una volta la soluzione della crisi siriana. Intanto, ogni giorno cresce il numero di rifugiati che oltrepassano i confini con Libano e Giordania. Il piano di AVSI per far fronte all’emergenza umanitaria punta a coinvolgere 33mila persone entro il 2014.

930mila in Libano, 570mila in Giordania. I due Paesi cardine dell’accoglienza ai siriani in fuga dal loro Paese faticano a gestire l'enorme flusso di rifugiati. E se da un lato gli Stati Uniti confermano l’accordo di cooperazione per aiutare la Giordania a ricevere i profughi, dall’altro non c’è ancora un impegno ufficiale da parte del governo libanese nella gestione dell’emergenza umanitaria.
«Il bisogno dei siriani e dei libanesi e un tema che sempre di più si fa delicato - Racconta Marco Perini, responsabile AVSI in Libano - Le ragioni sono molteplici, ma prima di tutto è evidente il fatto che la crisi siriana sta diventando purtroppo lunghissima e oramai nella West Bekaa ci sono villaggi che contano più siriani profughi che libanesi residenti”.
In questo contesto di emergenza continua, Fondazione AVSI prosegue nelle sue iniziative di accoglienza messe in moto nel 2013 e sostenute dalla campagna #10forSyria e dalla collaborazione di donatori internazionali, come Unicef ed Echo. Un lavoro che ha permesso di coinvolgere oltre 14mila persone dal 2012 a oggi e che punta a raggiungere oltre 33mila beneficiari per la fine del 2014.

I numeri dell’accoglienza di AVSI ai profughi siriani in Libano e Giordania nel 2013

  • 2400 rifugiati hanno ricevuto coperte e materiale per affrontare l’inverno
  • 9150 famiglie con materiali (coperte, tende, strumenti di lavoro) per affrontare la vita nei campi
  • 1000 rifugiati ospitati nelle tendopoli in Libano
  • 500 bambini hanno frequentato corsi di alfabetizzazione
  • 500 bambini sono stati inseriti nelle scuole locali libanesi e giordane
  • 960 giovani sostenuti con attività di supporto psico-sociale

L'accoglienza in Libano. "La priorità sono i bambini"

Abbiamo fatto molto, ma l`emergenza continua, così come il flusso di profughi – continua Marco Perini - C'è un dato da tenere sempre presente: degli oltre due milioni e mezzo di persone in fuga dalla Siria, la metà sono bambini. Questi bambini da almeno due anni hanno perso il diritto alla scuola o, se non l`hanno perso, è stato comunque molto limitato. Quindi la nostra sfida, oggi, è permettere a quanti più bambini possibile di andare a scuola”.
A Marj El Kok, campo profughi informale del sud del Libano, mancano acqua corrente, latrine e assistenza medica e la temperatura raggiunge solitamente 40 gradi. Da qualche mese, però, i bambini hanno ripreso ad andare a scuola, grazie all’impegno degli operatori di AVSI nel fornir loro corsi di alfabetizzazione. Per tanto tempo, per i piccoli siriani di Marj El Kok i libri di scuola, come del resto tutto ciò che faceva parte della loro vita in patria, erano solo un lontano ricordo. Il lavoro di AVSI al fianco dei piccoli siriani è diventato oggetto di un reportage, pubblicato a novembre dal giornalista Gian Micalessin, che racconta come si svolgono le attività educative nel campo:
Affianco all’emergenza umanitaria, quella di assicurare un tetto e del cibo a chi scappa dalla guerra, c’è anche un’altra urgenza: quella di evitare che una generazione vada perduta, che resti senza alcuna istruzione o non completi i cicli iniziati in patria. Ecco perché insieme a Unicef, AVSI ha anche portato a termine un progetto di emergenza a supporto dell’educazione e protezione dell’infanzia nel sud del Libano. L’iniziativa ha coinvolto più di 2.000 bambini siriani e libanesi attraverso attività educative formali ed informali, supporto psico-sociale, formazione di 75 tra educatori ed insegnanti. “E’ stata un’esperienza ricchissima che prima di tutto ha insegnato a noi quanto importante sia dare a questi bambini e alle loro famiglie dei momenti di normalità - racconta Chiara Nava, responsabile dei progetti d’urgenza di AVSI - Cose normali della vita sono quelle da ritrovare per queste persone: quando sei profugo, lontano da casa tua e vivi sotto ad una tenda, niente è più normale, bello, famigliare”.

L'accoglienza in Giordania. Una nuova modalità di assistenza

Quasi 600mila profughi siriani hanno trovato rifugio in Giordania, in campi gestiti dal governo e dalla comunità internazionale. In Giordania, come in Libano, AVSI è attiva in programmi di sostegno alle famiglie in fuga dal conflitto siriano, in particolare attività educative per ragazzi e di formazione professionale e produzione di artigianato locale affinché si creino attività generatrici di reddito che permettano il sostentamento delle comunità.
Nelle ultime settimane, Fondazione AVSI ha iniziato a sperimentare una nuova modalità di assistenza in partnership con ECHO, che consiste nella distribuzione di denaro liquido alle famiglie vulnerabili, senza precondizioni.
Il progetto, finanziato dalla direzione generale per gli aiuti umanitari della Commissione europea (ECHO), prevede il supporto per quattro mesi di 550 famiglie (circa 2750 persone) con un trasferimento, ‘cash in hand’, di 70 euro al mese tra profughi siriani e famiglie giordane vulnerabili. La modalità è quella del unconditional cash transfer, denaro liquido trasferito senza imporre alcuna condizione ai beneficiari al fine di limitare il più possibile il rischio di esclusione dal flusso di aiuti.