News
16 Ottobre Ott 2013 1249 16 ottobre 2013

WORLD FOOD DAY 2013: fiere alimentari e cash and voucher in Congo

“Sistemi alimentari sostenibili per la sicurezza alimentare e la nutrizione” questo il titolo del World Food Day che anche quest’anno si celebra il 16 ottobre. Nel solco della discussione dell’agenda post-2015 che andrà a sostituire gli Obiettivi del Millennio, la sostenibilità è il tema guida anche per quanto riguarda il cibo.

I futuri Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile avranno come caratteristica fondamentale la multi-settorialità. Come suggerito dal titolo non c’è più spazio per azioni focalizzate su un unico settore specifico – agricoltura, nutrizione – ma è necessario tener conto dei molteplici fattori che impattano sulla povertà e la fame. Un approccio inclusivo che da sempre AVSI condivide e porta avanti nei suoi progetti.
AVSI opera nella Regione del Kivu nell’est della Repubblica Democratica del Congo dal 2002 in favore degli sfollati, che alla fine dell’agosto 2013 sono diventati più di 1.7 milioni. Oggi, a seguito dei ripetuti attacchi dei ribelli e di generali condizioni di insicurezza la popolazione continua a spostarsi.
AVSI, grazie ai finanziamenti della Direzione Generale per gli Aiuti Umanitari e la Protezione Civile dell’Unione Europea (ECHO) e di altri finanziatori come il World Food Program, è stata pioniera nella realizzazione di interventi che coinvolgessero le risorse dei mercati locali nelle zone raggiunte dagli sfollati. Questo tipo di interventi, erano inizialmente limitati ai beni materiali di prima necessità, ma dal 2012 AVSI si è proposto, per la prima volta, di sperimentare una fiera alimentare. Da allora decine di migliaia di famiglie hanno potuto acquistare dai commercianti locali il cibo di cui necessitavano.
Il sistema è semplice: AVSI seleziona le famiglie maggiormente vulnerabili nelle zone che accolgono gli sfollati, a queste viene dato un voucher, ossia un buono di un valore di circa 60$ che tale famiglia può spendere nel mercato locale o in uno appositamente creato. In base ai bisogni alimentari delle famiglie e alla disponibilità di prodotti locali, AVSI coinvolge dei venditori – come prima scelta piccoli produttori o piccole cooperative locali – che si recano in questo mercato per servire le persone sfollate.
Il meccanismo appena descritto ha molti vantaggi rispetto alla classica distribuzione di cibo a fronte di un’emergenza: intanto permette di fare un’analisi dei bisogni alimentari, e ciò permette di inserire nel mercato i cibi che meglio soddisfano le loro esigenze nutrizionali. In secondo luogo permette di alimentare l’economia locale: la partecipazione, infatti, di tutti i commercianti locali (dall'agricoltore, al grossista), permette di dare un input positivo e controllato ad un’economia locale spesso molto debole. Infine, ma è forse l’aspetto più importante, tiene conto della libertà di scelta delle persone, che possono decidere cosa comprare in base alle proprie esigenze.
Anche in contesti di emergenza, quindi, è possibile rispondere ai bisogni alimentari ponendo al centro la persona, le sue esigenze e la sua libertà, così come aiutare a sviluppare le potenzialità delle comunità locali.