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17 Settembre Set 2013 1131 17 settembre 2013

Sierra Leone: un lusso chiamato scuola

A Mayenkineh la scuola ha riaperto una settimana fa, ma i bambini che hanno iniziato a frequentarla sono ancora pochi. Solo fra qualche giorno i cortili della Holy Family School, la scuola costruita grazie ai fondi ricevuti da amici di AVSI e attraverso il Sostegno a distanza, si riempiranno di studenti delle classi elementari e medie nella loro nuova uniforme.

Molti ragazzi sono ancora fuori Freetown, nelle Province, i territori al di fuori della capitale, dove hanno trascorso le loro vacanze con i parenti che vi abitano. Le piogge finalmente stanno diminuendo, dopo aver causato molti danni in centro città e qualche disagio anche nella nostra scuola riempiendo di fango alcuni cortili e rendendo quasi impraticabile la strada che da Calaba Town porta alla collina di Maynekineh sulla cima della quale è situata la scuola.
Questo però non dissuade certo i bambini che non vedono l’ora di ricominciare la scuola. I più fortunati, che vivono nell’area di Mayenkineh, non hanno molta strada da fare, ma molti altri dovranno percorrere quella lunga salita di 40 minuti a piedi. In pochi possono permettersi di salire con l’okada, la diffusissima moto-taxi guidata da spericolati ragazzini: il costo del trasporto è quasi raddoppiato negli ultimi due anni e se la strada è rovinata dalle piogge, il prezzo aumenta.
John, responsabile del Sostegno a distanza, mi racconta di Fanta, una ragazzina appena promossa in seconda superiore che questa mattina ha incontrato a scuola mentre puliva il cortile: era la punizione per essere arrivata a scuola con 15 minuti di ritardo. Fanta spiega a John il motivo del ritardo e così scopriamo che deve alzarsi tutte le mattine alle 4.30 per andare a raccogliere l’acqua al pozzo della comunità che dista 10 minuti da casa, lì deve attendere il suo turno insieme agli altri bambini in coda per riempire il secchio. Dopo aver mangiato un po’ di riso (per lo più avanzato dalla sera prima) userà quell’acqua per lavarsi e per pulire la casa prima di poter andare a cercare un trasporto per raggiungere la scuola.
Il momento di preghiera a scuola inizia alle 7.45 e alle 8 cominciano le lezioni, ma arrivare puntuali non è per niente facile: il traffico a Freetown è caotico ed è pressoché impossibile calcolare quanto dovrai attendere per poter salire sul primo okada libero. Non tutti i motociclisti poi sono disposti a salire fino alla scuola e spesso i bambini devono percorre gli ultimi 20 minuti di salita a piedi. John accompagna Fanta in classe a lezione iniziata e spiega all’insegnante le difficoltà che la ragazza incontra ogni mattina prima di venire a scuola; stavolta Fanta non sarà punita per il suo ritardo.
Il nostro è un lavoro continuo di educazione, non solo con i ragazzi, ma anche con gli insegnanti e lo staff della scuola e sono proprio questi rapporti che fanno la differenza con la maggior parte delle scuole della capitale. Pochi giorni fa James, studente delle medie, ci ha comunicato che riprenderà a venire alla Holy Family School: lo scorso anno, a causa di un ritardo e di alcune difficoltà in famiglia non aveva potuto iscriversi alla Holy Family e aveva quindi frequentato un’altra scuola nell’area. John gli chiede perché abbia deciso di tornare e James risponde: “desidero imparare; nella scuola che ho frequentato quest’anno se arrivavo in ritardo oltre ad essere punito, non trovavo posto nelle classi sovraffollate … qui mi sento accolto e anche se gli insegnanti sono severi, non mi picchiano e se ho delle difficoltà so di avere qualcuno che mi aiuterà”.
Al termine delle lezioni, alle 2, molti ragazzi si fermano a giocare nei cortili della scuola, James e altri vengono anche il sabato nonostante non ci siano lezioni: John e alcuni insegnanti organizzano partite di calcio nel cortile e gli studenti della Holy Family non si fanno certo mancare l’occasione di sfidare lo staff della scuola!

Nicola Orsini, Responsabile AVSI Sierra Leone

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