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19 Luglio Lug 2013 1815 19 luglio 2013

Le sfide dello sviluppo in Mozambico con eni

Le sfide dello sviluppo urbano in Mozambico, in relazione alla sostenibilità, al centro di un workshop organizzato da eni a Maputo lo scorso 27 giugno dal titolo “Operating responsibly within Mozambique's natural and social environment”.

Scopo del workshop, a cui hanno partecipato circa 70 persone, tra cui Fabrizio Trilli (eni East Africa), Sabina Ratti (eni), Emanuela Colombo (Department of Energy, Politecnico di Milano) e Alberto Piatti (AVSI), è stato condividere l’approccio di eni e fornire un’opportunità di dialogo sulle questioni chiave in tema di sostenibilità, in relazione al futuro sviluppo del Mozambico.
Il Mozambico è un Paese in rapido sviluppo con un tasso di crescita economica negli ultimi dieci anni di oltre il 7% e ricco di risorse  naturali. Per aumentare la capacità produttiva del paese, il governo sta investendo in grandi infrastrutture e opere pubbliche. Le grandi imprese, attratte dalla crescita del Mozambico, sempre più decidono di investire nel paese, stimolando così un vero e proprio processo di crescita in una prospettiva di sviluppo sostenibile in tre dimensioni: ambientale, economica e sociale.
Questo nuovo interesse è motivo dell’aumento della migrazione verso le città che porta ad una maggiore densità  delle aree già urbanizzate o delle aree peri-urbane prive di infrastrutture e servizi di base. Questi insediamenti sorgono spesso in zone non appropriate, sensibili all'erosione e alle inondazioni, causando e aggravando situazioni di rischio.
Pertanto, diventa necessario intervenire nello sviluppo urbano attraverso la  pianificazione degli spazi aperti,  il recupero delle aree vulnerabili e la riqualifica delle aree a rischio.
AVSI sta realizzando in Mozambico un intervento integrato negli insediamenti urbani informali grazie al progetto “Cooperazione Tecnica Trilaterale: Appoggio alla riqualificazione del quartiere di Chamanculo C", finanziato dalla Cooperazione italiana, brasiliana e Cities Alliance.
Si tratta di un progetto pilota che si propone di contribuire alla riqualificazione completa e urbanizzazione degli insediamenti informali della città di Maputo, attraverso il trasferimento e l'adattamento di esperienze sviluppate in Brasile negli ultimi 30 anni.
Alla base di questa metodologia  c’è lo sviluppo umano e il miglioramento della qualità della vita attraverso la valorizzazione del capitale sociale delle famiglie e della comunità.
Lo sviluppo è sostenibile se ha come punto di partenza il talento e il desiderio della persona e come punto di arrivo la reale necessità della persona, perché questa possa soddisfare i propri bisogni umani. In questo percorso le organizzazioni della società civile sono "l'ultimo miglio"cioè il necessario collegamento tra l'infrastruttura sociale che genera beni e servizi e l'individuo.