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17 Luglio Lug 2013 1841 17 luglio 2013

Sostegno a distanza in Libano: “Chi dona al povero presta a Dio”

Il ristorante Seeman a Marjayoun ha appena riaperto le sue porte. Rinnovato nello stile, nuove attrezzature, nuovi menù, nuove locandine per raggiungere il maggior numero di clienti possibile. Nella realizzazione di questo miracolo non è intervenuta nessuna troupe televisiva, nessun programma in prima serata ma l’aiuto da parte di un amica lontana.

La famiglia Seeman gestisce un piccolo ristorante alle porte di un paesino in Libano. Il padre soffre di disturbi alla schiena, i soldi sono pochi e le spese tante, non si possono fare interventi di miglioria al locale per dare un nuovo impulso all’attività, unica fonte di reddito della numerosa famiglia.
Una situazione comune a molte famiglie della piana di Marjayoun, dove AVSI opera anche attraverso il progetto di Sostegno a distanza aiutandole nel pagamento delle tasse scolastiche, fornendo il combustibile per il riscaldamento d’inverno e il supporto medico-sanitario. L’intervento è anche volto a favorire l’incontro e la convivenza pacifica tra persone di diverse culture e religioni, così importante in Libano, dove AVSI è presente dal 1996 e sostiene ad oggi circa 1.400 bambini. E’ grazie a questo progetto che la famiglia Seeman conosce Leonilda, italiana, che inizia a sostenere a distanza il loro piccolo Elie Charbel.
Leonilda non è nuova all’esperienza del Sostegno a distanza. Con AVSI ha già un altro sostegno, una bimba, ad Haiti, che segue con altrettanto affetto. In questo cammino di amicizia già ricco di lettere e regali, Leonilda riesce a fare un nuovo, straordinario, passo.
Dall’Incontro Mondiale delle Famiglie tenutosi nel giugno 2012 a Milano, torna a casa con una frase di Benedetto XVI impressa nella mente:  l’invito rivolto ad ogni famiglia, nell’ambito delle sue possibilità concrete, di “adottare”, sostenerne una in difficoltà.
Subito le viene in mente quella di Elie, la difficoltà del padre a lavorare, l’assenza di mezzi e strumenti adeguati a far sì che il ristorante possa funzionare, la decisione presa dalla madre di emigrare nei paesi vicini per trovare lavoro al fine di sostenere la famiglia… E qui decide: la sua famiglia può sostenere quella di Elie nel cammino verso l’autonomia. Inizia così una corrispondenza più fitta, volta a conoscere meglio questa famiglia del Libano e in seguito invia contributi ulteriori alla quota annuale del sostegno a distanza per aiutarli a raggiungere l’indipendenza economica, sino a donare la somma necessaria a permettere loro di acquistare un gruppo di alimentazione elettrica, indispensabile per poter conservare i cibi nel ristorante e ad apportare migliorie al locale.
Un gesto grande e inaspettato che ha commosso profondamente la famiglia di Elie e tutto lo staff AVSI Libano che non trovando parole per esprimere la loro gratitudine si sono affidate a quelle di Victor Hugo: “Chi dona al povero presta a Dio”.
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