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26 Giugno Giu 2013 1147 26 giugno 2013

Padre Berton, una vita di carità cristiana

Padre Berton da Marostica era un missionario saveriano in Africa, precisamente in Sierra Leone. Martedì 25 giugno si è spento all’età di 81 anni.

Con quell'aria legittimamente affaticata degli ultimi anni non sembrava proprio la persona più adatta a tenere testa a gente che fino al giorno prima aveva avuto a che fare con fucili mitragliatori, crudeltà e obiezioni varie. Ma se ci parlavi faccia a faccia subito ti accorgevi della stoffa dell'irriducibile, del virile spessore della carità cristiana che è diventata ragione di vita e vocazione di tutta un'esistenza. E non ti meravigliavi più che, anziché tirare i remi in barca come alla sua età poteva essere giusto, avesse scelto come ennesimo campo del suo apostolato quello dei bambini soldato in corso di smobilitazione.
Amava raccontare: “Ho assistito in prima persona a tutta questa decadenza perché svolgo il mio apostolato in questo paese ininterrottamente dal 1972. Sono stato testimone di tutte le fasi della dissoluzione della società locale, incluse quelle che hanno trovato qualche eco sui mass media europei, come il fenomeno dei bambini soldato. Finché ho deciso che, come negli anni precedenti mi ero occupato di bambini e ragazzi bisognosi, adesso dovevo aiutare anche questa nuova categoria di emarginati. Come gli orfani e i bambini di strada che già accoglievo, anche questi ragazzi hanno bisogno di protezione”.
Nel 1985 fonda il Family Home Movement, il movimento delle Case famiglia: un'associazione che cerca di dare una casa e il calore di una famiglia a bambini e ragazzi abbandonati.  Raccontava: “C'è in giro tanta brava gente disposta ad accogliere i giovanissimi sfortunati come fossero figli propri, ma sono poveri e hanno bisogno di aiuto, che io cerco di procurare loro senza però ingenerare una mentalità assistenzialistica: tutti coloro che aiutano i ragazzi, sia le famiglie che singoli operatori, non sono pagati per farlo. Piuttosto, cerco di passare dalla sovvenzione alla creazione di una stabile attività economica con cui la famiglia possa sostentare se stessa e i ragazzi che accoglie. Perciò nel tempo ci siamo dotati di una barca da pesca, una panetteria, una bottega di falegname e un'altra di fabbro ferraio e saldatore, un'attività di produzione di mattoni e una di sartoria, un negozio di idraulico”.
Ciò che animava l’opera di Padre Berton era una passione per l'umano, non una ideologia, non uno schema di intervento studiato a tavolino o una astratta politica dello sviluppo. Senza questa coscienza personale ogni intervento è destinato ad essere inefficace perché la carità sarà sempre necessaria anche nella società più giusta.

Venditti ha incontrato Berton nel 2005 e sono diventati amici. Guarda il video.

AVSI in Sierra Leone

AVSI ha iniziato ad operare in Sierra Leone dal 2000 sostenendo il lavoro di una ONG locale, Family Home Movement (FHM) nata nel 1985 per iniziativa di Padre Berton, un missionario saveriano che vive nel paese da oltre 30 anni. L’attività principale di FHM nel primo decennio è stata quella di creare dei centri di accoglienza per bambini e giovani abbandonati, con il coinvolgimento di famiglie disponibili anche ad accoglierli nelle loro case. Durante la guerra civile FHM ha svolto un’opera significativa di reinserimento dei bambini soldato. Quest’opera di reinserimento dei bambini ex soldato e di sostegno ai bambini abbandonati si è allargata nel tempo anche ad altre fasce di minori emarginati creando attività ed opere nel campo dell’accoglienza, dell’educazione, della formazione e del reinserimento sociale. La presenza di AVSI e la collaborazione con FHM si è consolidata nel tempo e dal 2003 ha portato alla presenza in loco di un rappresentante stabile AVSI. In questi anni sono stati creati, tra gli altri, un centro di prima accoglienza per il reinserimento dei bambini soldato e la scuola primaria a Mayenkineh (quartiere periferico di Freetown). Dal 2003 AVSI sostiene alcuni bambini e giovani in difficoltà attraverso il sostegno a distanza, che ad oggi sono circa 950. Tra i vari interventi di AVSI nel paese, uno dei più significativi è stato lo sviluppo, grazie anche al co-finanziamento del MAE e di donatori privati, della scuola di Mayenkineh che, nata come scuola primaria, in pochi anni è stata in grado di offrire un servizio educativo completo dalla scuola materna alla secondaria. Oggi ospita 1.500 studenti e da alcuni anni, in base ai risultati scolastici, è riconosciuta come la miglior scuola della Sierra Leone. Altri progetti svolti nel paese hanno riguardato la formazione professionale e l’inserimento lavorativo di giovani e persone disabili.