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19 Giugno Giu 2013 1342 19 giugno 2013

Compagni di classe…senza distanza!

Sono sempre di più le scuole che decidono di attivare un Sostegno a distanza, di classe o di istituto e che ci inviano bellissime testimonianze della loro esperienza. Parlano di un’avventura coinvolgente che permette di allargare gli orizzonti, un’occasione per riflettere sul significato di solidarietà e accoglienza facendone diretta esperienza, un modo nuovo di studiare lingue, geografia e di approcciarsi alle tecnologie informatiche.

Il Sostegno a distanza permette di incontrare una cultura diversa dalla propria e di aiutare concretamente un coetaneo, fattori che destano da subito l’interesse gli studenti, ma si rivela anche uno strumento utile ai fini della didattica, come dimostrano i bei lavori realizzati da una scuola secondaria di I grado della periferia di Milano, che sostiene Angela, una bambina ugandese di 12 anni.
Durante i cinque anni di Sostegno, fatti di lettere, foto e anche qualche videoconferenza, Angela è diventata una “compagna di classe a distanza” per i ragazzi di questa scuola dell’hinterland milanese. Gli incontri via Skype sempre molto attesi da entrambe le parti, caratterizzati dal grande desiderio di conoscere le reciproche culture e abitudini e accompagnati da una guida d’eccezione, Marco Trevisan, responsabile per il progetto di Sostegno a distanza di AVSI in Uganda che, a fianco di Angela, risponde con lei alle mille domande dei ragazzi.
Si parla di tutto, dalle tradizioni, alla cucina, alla scuola (persino delle gite!) e…in lingua inglese. Vi è sempre un momento “canoro”: Angela canta per loro una canzone e i ragazzi rispondono cantando per lei, che segue battendo il tempo con le mani e ballando con quella ritmicità naturale, innata, tipica della gente dell’Africa.
Quest’anno le hanno dedicato un calendario, interamente realizzato da loro per mezzo di programmi di grafica sul computer che hanno poi venduto per raccogliere fondi per il Sostegno a distanza, e una favola in inglese. Coordinati dai professori i ragazzi hanno pensato alla storia, a scriverla, a tradurla e illustrarla.
Alle spalle di questo lavoro vi è un progetto didattico interessante che è riuscito a coinvolgere davvero i ragazzi i quali hanno risposto con tutto il loro entusiasmo e la loro creatività dando vita ad un’amicizia davvero senza confini.