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11 Giugno Giu 2013 1535 11 giugno 2013

Sostegno a distanza: il cuore di una famiglia

Cinque anni fa Giuliano, 7 anni, dopo aver visto in TV alcune immagini sullo stato di povertà in cui si trovano tanti bambini in Africa, rivolge ai suoi genitori la domanda più semplice e profonda che si possa fare: non possiamo fare nulla per loro? Valeria e Diego, i suoi genitori, gli propongono di attivare un sostegno a distanza.

Da quella scelta si svilupperà una meravigliosa storia che ancora oggi lega profondamente i suoi protagonisti.
John Bosco è ai tempi un bambino di 12 anni che vive ad Hoima, Uganda. Come molti suoi coetanei, ha perso il padre a causa dell’AIDS e anche la madre, Ngarosa, è affetta dal virus. La famiglia è molto numerosa e povera, dipende da un’agricoltura di sussistenza appena sufficiente a sostenerla. Ngarosa si rivolge per le cure al Meeting Point di Hoima, uno dei parteners locali di AVSI che in Uganda sostiene oltre 4500 bambini e ragazzi, e la loro storia inizia ad avere una svolta. Tramite il Meeting Point John Bosco entra nel progetto del Sostegno a distanza e viene infine affidato a Giuliano.
Giuliano si occupa di raccogliere ogni anno la cifra necessaria al sostegno di John Bosco partecipando, con una bancarella piena di oggetti realizzati da lui e dalla sua famiglia, al Mercatino per bambini che l’Antognano di Bologna organizza al Parco Montagnola. Anche la sorellina di Giuliano, Giorgia, di 6 anni più giovane, non appena raggiunge l’età per capire la situazione viene contagiata dall’entusiasmo del fratello e partecipa con determinazione alle attività di raccolta fondi. Per un paio di mesi, prima del mercatino, tutta la famiglia dedica qualche sera a realizzare disegni con i window colors. Sono poi i bambini ad occuparsi delle vendite, fermando i passanti e spiegando cosa c’è a monte di questa attività. Quanto manca al raggiungimento della cifra necessaria al sostegno viene integrato da mamma Valeria e papà Diego.
John può così ricevere un’istruzione, cure, sostegno alimentare e il supporto di un assistente sociale. Nasce un’amicizia fatta di lettere, foto e disegni. In uno degli aggiornamenti sul bambino e la sua famiglia, scritti dall’assistente sociale che li segue, Giuliano viene a sapere che la bimba di Juliet, la sorella di John, è nata purtroppo con una gamba in necrosi e che per questo le è stata amputata. Il padre, a seguito di questo fatto, le ha abbandonate senza farsi più sentire né vedere.
Valeria, Diego, Giuliano e la piccola Giorgia rimangono colpiti, addolorati da questa notizia. John Bosco è oramai uno di famiglia per loro e non possono non dare una mano anche a Juliet e alla sua piccina, Immaculate. Si informano, chiedono qual è la situazione di Juliet e vengono a sapere che, non avendo un lavoro e provenendo da una famiglia in difficoltà, Juliet non è in grado di far fronte ai costi per la costruzione di una gamba artificiale per la figlia, che quindi non può camminare.
Così parte un altro sostegno, per aiutare Immaculate a crescere, curarsi, istruirsi. Grazie a questo nuovo sostegno a distanza la bimba ottiene una protesi, che viene periodicamente modificata e sostituita, seguendo la sua crescita. Ora Immaculate sa stare in piedi. A questa bella famiglia di Bologna è da poco arrivata la sua foto, dove la si vede aggrappata al cancello del Meeting Point, in piedi.
Muove solo qualche passo al momento, ma effettivamente, grazie alle mani tesale da Giuliano e Giorgia, sta iniziando a camminare.
Scopri il Sostegno a distanza