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3 Giugno Giu 2013 1253 03 giugno 2013

Speciale giornata mondiale dell'ambiente: pianta un albero, guardalo crescere e condividilo con il mondo!

Mai pensato di piantare un albero in Haiti o in Gran Chaco in Argentina? Una piantina che a distanza di migliaia di chilometri può essere accudita, monitorata e geolocalizzata, verificando il suo stato di salute? Sembrerebbe un’idea impossibile e invece è quello che propone Treedom, una soluzione semplice e virtuosa per invertire la rotta del pianeta neutralizzando le emissioni di CO2 che vengono costantemente immesse nell’atmosfera.

Molto si è detto del mercato dei crediti di carbonio e di società e associazioni che partecipano a progetti di riforestazione. E come spesso accade, a far notizia è il lato oscuro di questo mercato. La vera notizia è invece un’altra, ovvero tutte quelle realtà fatte di startup, società, associazioni e ONG che operano nel mercato volontario per esaltarne la portata sociale e di sviluppo economico. Tra queste si inserisce la collaborazione, stimolata e supportata dall’Università degli Studi di Firenze, tra AVSI e Treedom in progetti di riforestazione in Argentina e Haiti.
Treedom, nata da un’idea di due giovani studenti appassionati di green economy e social media, dal 2010 aiuta privati, aziende e organizzazioni a abbattere le loro emissioni di CO2 promuovendo progetti agroforestali in Argentina, Haiti, Camerun, Senegal e Malawi, con l’obiettivo di produrre molteplici benefici ambientali e fornire anche una valida e concreta alternativa al reddito da taglio illegale delle piante.
La piantumazione di nuovi alberi permette infatti di incrementare l’assorbimento di CO2 per contrastare l’effetto serra, il cambiamento climatico, la deforestazione, ed il degrado ambientale, e contribuire anche alla tutela della biodiversità. Treedom e AVSI hanno scelto di operare insieme per unire la loro mission ambientale a quella sociale. La realizzazione dei progetti è infatti affidata a singoli contadini e piccole cooperative di agricoltori, fornendo così alla popolazione locale un concreto contributo economico per la piantumazione di nuovi alberi.
La metodologia ideata da Treedom, riconosciuta anche da AVSI come garanzia di credibilità, offre la massima trasparenza. Treedom ha infatti sviluppato un sistema innovativo grazie al quale ogni albero piantato viene georeferenziato, fotografato, sempre visibile sul sito di Treedom grazie a Google maps e tracciato in un apposito registro. All’innovazione tecnologica si abbina la metodologia per la certificazione dell’accumulo del carbonio negli alberi.
Infatti AVSI ha incaricato il Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Firenze (capofila del Consorzio per il Monitoraggio del Bilancio del Carbonio ), di certificare, a partire dalle equazioni allometriche e dagli strumenti per il calcolo dell’accumulo del carbonio nella biomassa sviluppati da IPCC (Intergovernamental Panel for Climate Change) e UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), il calcolo di carbonio accumulato nel singolo albero tenendo in considerazione la specie arborea, il suo modello di crescita e le condizioni di applicabilità nel caso dello specifico progetto. Così facendo, è possibile calcolare esattamente quanta CO2 può assorbire durante la sua crescita e offrire una garanzia di effettivo abbattimento delle emissioni atmosferiche.
In questa cornice d’innovazione e metodologia s’inserisce la collaborazione tra Treedom e AVSI, che partecipano a progetti che prevedono la piantumazione di specie da frutto, specie forestali e specie a rischio di estinzione. Ogni intervento è pianificato per far fronte alle specifiche caratteristiche e necessità dalla zona di progetto. Le specie arboree che vengono piantate sono native o comunque naturalizzate nelle aree di intervento, al fine di preservare gli habitat e gli equilibri ecosistemici.
La Fondazione AVSI con la Fundaciòn Gran Chaco in Argentina sostiene il progetto “El futuro està en el monte”, insieme ad un’ampia rete di organizzazioni, istituzioni pubbliche e imprese che accompagna i processi di sviluppo delle comunità aborigene e creole del Gran Chaco. La mission è quella di favorire l’arricchimento, il ripristino e la conservazione dei boschi nativi del Gran Chaco sudamericano, promuovendo lo sviluppo di una coscienza ambientale ed uno spirito forestale nei membri della comunità. A compimento, il progetto vedrà la messa a dimora di 100.000 piante con beneficio da parte di circa 500 persone.
Treedom e la Fondazione AVSI collaborano anche a un progetto di riforestazione in Haiti. L’obiettivo principale è la difesa del suolo dall’erosione ed il rilancio produttivo di zone marginali nella zona del Parco Macaya. Questo intervento avrà un impatto economico e sociale a favore di 20 organizzazioni con 3.600 beneficiari. Queste sono solo alcune delle tante realtà positive e innovative dei progetti di riforestazione. Con Treedom e AVSI, chi decide di compensare le proprie emissioni di CO2 può scegliere in prima persona quali alberi piantare, che siano da frutto come gli aranci o forestali. La scelta può anche riguardare a quale dei tanti progetti partecipare, contribuendo così anche allo sviluppo economico delle comunità locali per rilanciare la micro imprenditoria come quella legata agli alberi da frutto.
D’altra parte, grazie ad una storica collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze e lo spin-off accademico Carbon Sink Group , dal 2009 AVSI opera nel mondo dei crediti di carbonio attraverso progetti di riforestazione ed efficienza energetica. Infatti è stato prima sviluppato il progetto Bonobo Peace Forest, che mira alla riforestazione di circa 1.600 ettari nella riserva di Kokolopori (Repubblica Democratica del Congo), alla conservazione dell’ecosistema ed alla tutela di specie animali in pericolo (come il bonobo o scimpanzé pigmeo), di cui è consultabile una pagina web dedicata e aggiornata in tempo reale con gallery fotografica, piattaforma di social network e sezione dei video.
Ed ora, in Mozambico, è stato avviato un progetto che promuove l’efficienza energetica, la salvaguardia delle risorse naturali ed il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione indigente che abita nei quartieri periferici di Maputo, attraverso la sostituzione di 15.000 “cucine tradizionali” con innovative stufe a basso impatto ambientale, diffondendo in questo modo un uso consapevole e sicuro dell’energia, riducendo le emissioni atmosferiche di gas-serra.
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