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4 Gennaio Gen 2013 1207 04 gennaio 2013

Haiti tre anni dopo: continua l'impegno per la ricostruzione dell'umano

A tre anni dal terremoto che scosse Haiti il 12 gennaio 2010 e che ha causato una situazione di emergenza umanitaria di estrema gravità, generando oltre 230.000 morti, un milione e 500.000 persone senza tetto e un tasso di distruzione che ha toccato il 95% in alcune zone del centro storico di Port-au-Prince, continua l’impegno di AVSI a sostegno della popolazione.

“Ognuno di noi è chiamato ad assumersi le proprie responsabilità, prendendosi carico del presente e del futuro del popolo haitiano con scelte sagge e intelligenti” perché possa rinascere e diventare padrone del suo destino. È questo l’invito lanciato dal vescovo haitiano di Gonaives Yves-Marie Péan per il 2013 in occasione della festa dell’indipendenza di Haiti celebrata il primo gennaio. Nella stessa giornata il Presidente della Repubblica Joseph Michel Martelly ha sottolineato come crisi politiche, problemi economici e disastri naturali abbiamo ritardato lo sviluppo di Haiti. “Se Haiti vuole essere padrona del suo destino – ha affermato Martelly – non deve abbandonare la battaglia per lo sviluppo”.
A tre anni dal terribile terremoto che ha colpito l’isola quasi 360.000 haitiani vivono ancora nei campi per sfollati in 496 siti in tutto il paese, secondo gli ultimi dati dell'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim).Più della metà, il 58%, sono disoccupati ed il 57% delle famiglie sono monoparentali. L’Oim ha evidenziato la necessità che la comunità internazionale e i donatori non abbandonino Haiti perché in questo momento ci sono ancora numerose famiglie che hanno bisogno di sostegno.
L’équipe in Haiti, diretta da Fiammetta Cappellini, sin dai primi giorni dopo il sisma è stata accanto alla popolazione terremotata e continua tutt'oggi il suo impegno. In questi anni ha avviato 16 nuove opere: 9 scuole, un centro educativo, 5 centri nutrizionali laboratori artigianali e un ristorante comunitario. Un lavoro reso possibile da uno staff di circa 180 persone in condizioni difficili e spesso estreme e grazie alla straordinaria collaborazione degli amici di AVSI, dei donatori privati e istituzionali, del network, dei sostenitori a distanza e dei volontari degli AVSI Point.
Dopo tre anni, la strada per Haiti è ancora lunga e difficile. Ma i miglioramenti si vedono. Le scuole ricostruite funzionano, i bambini studiano, le mamme imparano anche a fare le sarte e i padri a coltivare la terra. Lentamente, ma progressivamente, Haiti sta germogliando.
Il terremoto non ha cancellato la vita. La centralità della persona, il riconoscimento del suo valore come essere unico e irripetibile è l’elemento essenziale su cui costruire.

I numeri di AVSI in Haiti

40.000 persone sostenute con beni e servizi di prima necessità (tende, prodotti alimentari, acqua, vestiti, scuola e centri sanitari-nutrizionali) nel 2010
16 strutture costruite: 9 scuole, 5 centri nutrizionali, 1 centro educativo e 1 laboratorio per prodotti artigianali
1 acquedotto ristrutturato per fornire acqua a 10.000 persone
12 centri nutrizionali attivi, 7 a Port-au-Prince e 5 a Les Cayes, a favore di circa 15.000 bambini (minori di 5 anni) e donne gravide e con bambini in fase di allattamento all’anno.
1.500 bambini scolarizzati in circa 100 scuole e ricevono sostegno personalizzato
40.000 bambini hanno ricevuto kit scolastici (quaderni, libri, zainetto)
2.000 contadini ricevono formazione, assistenza tecnica e attrezzature/ sementi
300 studenti della Facoltà di Agraria della UNDH di Les Cayes hanno a disposizione una azienda agricola sperimentale funzionanante