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16 Ottobre Ott 2012 1525 16 ottobre 2012

Sostegno a distanza: tanti grandi e indimenticabili incontri

Tra le tante testimonianze che arrivano dai paesi dove opera il Sostegno a distanza c'è la lettera di Marta che racconta degli incontri e dell'esperienza che sta facendo al centro MEO presso la sede di AVSI Burundi.


Caro Carlo, sono ormai tre mesi che sono arrivata qua in Burundi e un po’ mi comincio a sentire a casa, una casa con tante, infinite stanze, di cui non ho visitato che l’ingresso. Pian piano comincio a prendere confidenza con i luoghi, con i visi, con le storie e la mia curiosità, piuttosto che affievolirsi, trova nuove forme.
La mia esperienza durerà nove mesi, tre in più del previsto. Sono molto felice di questa opportunità perché mi permette di approfondire e migliorare il mio lavoro qua, che è vario e interessante quanto le persone che in questo mi accompagnano o di questo beneficiano.
Il Centro MEO, teatro principale di tutte le mie giornate, è una bella famiglia che evolve e cresce in continuazione. Le attività che qui si svolgono sono tante e diverse e insieme contribuiscono a dare strumenti preziosi alle famiglie del quartiere, o anche solo un po’ di speranza. Da mesi ormai osservo ammirata le signore che ogni lunedì e venerdì pomeriggio arrivano cariche di bambini e armate di penne e quaderni a frequentare i corsi di alfabetizzazione per adulti. Tra le urla dei neonati avvolti attorno alle loro schiene e la confusione del centro riescono a ritagliarsi un momento per imparare a leggere e scrivere il Kirundi. Chissà se hanno mai avuto modo, prima d’ora, di permettersi un momento simile, un momento per loro stesse e nessun’altro.
Per tutto il giorno l’aria del centro si riempie delle risate dei bambini, della musica, dei giochi che fanno insieme agli educatori. All’ora di pranzo, quando escono, tutto cade in un irreale silenzio. Dura solo qualche decina di minuti. Presto la calma si infrange nel rumore dei primi bambini del pomeriggio che bussano al cancello per entrare. In questo periodo i bambini stanno impegnandosi moltissimo nelle danze, sia moderne che tradizionali. Questa domenica il gruppo del centro, dopo numerose e severe prove generali segrete, ha partecipato alla competizione tra i diversi gruppi di danza moderna dei quartieri nord, che si è tenuta al Centro Giovani di Kamenge, poco lontano dal MEO. I nostri ragazzi sono arrivati sesti su diciotto formazioni in gara. Non male per un debutto, è stata per loro una bella soddisfazione.
Da qualche tempo una mattina a settimana viene dedicata al film della muzungu, ovvero io. Gli educatori hanno detto ai bambini che sono film speciali, che vengono dall’Europa. Ostacoli linguistici a parte è insieme bello e strano vedere le reazioni e ascoltare le impressioni di questi bambini e di questi ragazzi su film che hanno caratterizzato l’infanzia di ognuno di noi. Insieme con loro, che non hanno idea di chi siano Robin Hood, Mago Merlino, Nemo o ET, guardo i film come fosse la prima volta e provo a capire cosa possono diventare nei loro occhi quelle immagini così lontane.
A partire da Giugno comincerò a passare una settimana al mese nell’ufficio di Kayanza. Sarà un po’ come ricominciare da capo, un’altra volta, in un Burundi completamente diverso. Sarà molto interessante vedere il Paese così come lo conosce la maggioranza della sua popolazione, fuori da Bujumbura e dal piccolo e acerbo mondo che li mi sono creata. Come ho avuto modo di scrivere a un mio caro ex professore, qui sto imparando moltissimo e non solo nel lavoro. Dai bambini del centro, soprattutto. Imparo qualche mal pronunciata parola di Kirundi. Imparo a ballare le danze tradizionali (più che altro a guardare). Imparo come funziona uno spettacolo (letteralmente uno spettacolo) di tamburi burundesi. Imparo dalle cuoche come setacciare il riso e fare la cernita dei fagioli. Imparo, soprattutto, a sentirmi fortunata. Un abbraccio
Marta

Sostegno a distanza: un caffé al giorno, due lettere all’anno e un sorriso per sempre!

Con un piccolo contributo economico (85 centesimi al giorno, 312 euro all’anno) un bambino in condizioni difficili può andare a scuola, ricevere aiuti materiali ed essere accompagnato da un adulto con la sua famiglia nel percorso educativo. E la tua famiglia accoglie un amico lontano.


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