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6 Settembre Set 2012 1317 06 settembre 2012

EMERGENZA SIRIA – COSA ABBIAMO FATTO FINORA

“Basta violenze in Siria”aveva invocato il Papa nel febbraio 2012 durante l’Angelus . “Invito tutti e anzitutto le autorità politiche in Siria a privilegiare la via del dialogo, della riconciliazione e dell’impegno per la pace”. Condividendo le parole del Santo Padre, AVSI aveva raccolto l’appello del Custode di Terra Santa Fr. Pierbattista Pizzaballa per l’emergenza in Siria. In questi mesi, grazie ai fondi raccolti, AVSI, ha svolto attività a sostegno della popolazione in fuga dall’emergenza in Libano e Giordania, e alla popolazione che vive nel conflitto in Siria, aiutando i monasteri francescani che diventano luoghi di accoglienza e aiuto.
Poiché la crisi continua, proseguono le necessità.  Sostieni AVSI per rispondere all’emergenza umanitaria in Siria.

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Attività svolte

Siria

I dispensari medici nei monasteri francescani, seguendo la tradizione della Custodia di Terra Santa, sono diventati luoghi di rifugio e ospitalità per tutti, senza distinzione di etnia, religione e nazionalità.
Il progetto in corso ha aiutato a garantire il mantenimento di quattro centri di accoglienza già presenti nelle città di Damasco, Aleppo, Latakia e Knaye fornendo beni di prima necessità alla popolazione sia quella locale sia quella che in queste città ha cercato rifugio.
Grazie al sostegno di AVSI e dell’ONG ATS pro Terra Sancta, i frati stanno sostenendo la popolazione in difficoltà fornendo cibo (sia pasti offerti nei centri che la possibilità di acquistare cibo presso negozianti locali tramite un sistema di voucher alimentari ) che articoli non alimentari (coperte, vestiti, medicine, prodotti per l'igiene).

Libano

Molti siriani in fuga si sono rifugiati in Libano. Per questo, AVSI insieme a CARITAS ha predisposto una Clinica Mobile, divenuta immediatamente un punto di riferimento per migliaia di persone, specialmente per quei profughi che non possono o non vogliono registrarsi presso i canali ufficiali. L'idea è semplice quanto efficace: un'equipe socio-sanitaria segue un percorso regolare e conosciuto e di villaggio in villaggio incontra le persone bisognose.
Il progetto CARITAS-AVSI risponde ad un solo indicatore: il bisogno della persona. L'intervento si è da subito concentrato soprattutto nella zona della Bekaa perché meno interessata dall'aiuto umanitario istituzionale. L'assistenza fornita consiste in consultazioni pediatriche, ginecologiche, fornitura di medicinali, assistenza infermieristica. La clinica serve specialmente bambini e donne, che fino ad ora hanno potuto usufruire di centinaia di cure mediche e medicinali.

Giordania

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, in questi ultimi mesi in Giordania si è registrato un sensibile aumento di rifugiati siriani in tutta la regione. I primi ad arrivare nel Paese sono state le famiglie che hanno parenti in Giordania o giovani che hanno partecipato all’opposizione contro il regime siriano. Al momento, si stima che ci siano circa 140.000 profughi siriani non tutti registrati presso UNHCR, l’Alto Commissariato per i Rifugiati, e il numero aumenta ogni giorno.
Molti di questi giovani sono analfabeti o hanno una preparazione scolastica molto carente; questo li porta ad essere esclusi dal mercato del lavoro in Giordania e quindi spesso a creare gravi problemi all’interno della comunità locale che li ospita.
AVSI ha avviato il progetto “Educazione e Formazione  per Giovani Siriani e scuola estiva nell’area di Mafraq”, con il coinvolgimento di giovani per migliorare la loro integrazione e le loro capacità culturali offrendo uscite ricreative, momenti di dialogo e confronto. Vengono inoltre realizzate campagne di formazione per le famiglie su salute, igiene e nutrizione, date le circostanze di precarietà in cui si trovano a vivere.
Il progetto prevede inoltre corsi professionali di piccolo artigianato per giovani e attività ricreative e sportive per bambini e ragazzi per aiutarli nel percorso di integrazione con la comunità locale giordana.