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19 Giugno Giu 2012 1607 19 giugno 2012

SOSTEGNO A DISTANZA: dal Brasile la bella storia di Jean Jefferson

L’aiuto che si offre attraverso il Sostegno a distanza talvolta è velato da un timore: come può influire questo aiuto nella vita del bambino? Che cosa rimarrà nel tempo?

Jean Jefferson è cresciuto nel Centro Educativo “Cantinho da Natureza” che opera nella favela Morro dos Cabritos a Rio de Janeiro, Brasile. Tutta la sua storia educativa si è svolta all’interno del Centro e grazie all’appoggio del Sostegno a distanza.
Il suo sostegno, durato otto anni, si sta ora concludendo e nel tracciare un bilancio dell’aiuto ricevuto attraverso il Sostegno a distanza racconta come questo abbia inciso sulla sua vita.

Come sei venuto a conoscenza del corso di formazione per giovani?
In verità io sono cresciuto qui in AVSI, facevo parte della Creche (asilo), quindi sono qui da quando ero un bambino. Crescendo sono stato poi aiutato per la scuola con le attività del doposcuola.  Quando incominciò il primo corso di formazione per il mercato del lavoro ero molto piccolo, e non avrei potuto frequentarlo perché avevo 13, 14 anni. Ma dato che io ci tenevo molto a fare quello che loro preparavano, andavo lì con i ragazzi più grandi, anche se non stavo effettivamente facendo il corso.
E poi cosa sei riuscito a fare?
Ho continuato da quando avevo 15 anni fino ai 17, quindi due anni, frequentando continuamente il corso.
Il corso corrispondeva alle aspettative che avevi?
Certamente. Infatti ti spiegavano come funziona il mondo del lavoro, ti davano un appoggio se avevi qualsiasi tipo di problema relativo al lavoro, una questione che non sapevi, potevi chiedere. E anche se loro non sapevano subito rispondere, si mettevano lì con te, per aiutarti a capire.
Cosa hai appreso che prima non sapevi?
Tutto quello che so! Ero molto timido a quel tempo, e io non riuscivo a relazionarmi con le persone. E in vista del lavoro, mi hanno spiegato che non potevo rimanere così, perché avrei dovuto fare dei colloqui, delle interviste, devi saperti relazionare con le persone. Io ero molto chiuso. Diventavo nervoso, tremavo. Adesso sono qui tranquillo, quindi direi che quello che ho imparato è sicuramente il comportamento da avere sul lavoro. Non puoi arrivare in ritardo, le parole che usi con i tuoi amici sono diverse… Io ho iniziato con AVSI che ero un bambino e loro mi hanno aiutato a crescere, e crescere, crescere…
In termini più tecnici, quello che hai imparato di più è stata la matematica, il portoghese, eccetera,  o si tratta di una questione di comportamento?
No, sono stati molto efficaci anche gli insegnamenti: la matematica, e le materie extrascolastiche. Ad esempio, se uno era interessato alla carriera di avvocato, preparavano una lezione su questo argomento, a uno interessava ingegneria, e facevano una lezione di ingegneria…, era molto bello ed interessante.
Nella tua vita nel mondo del lavoro dopo il corso, cos’è che ritieni sia stato più utile, tra le cose che ti hanno insegnato?
La cosa più utile è stata il relazionarsi con le persone, il modo di comportarsi, perché vedi, io prima mi sarei seduto così [posizione accasciata] e invece so che è opportuno sedersi così [posizione composta]. Adesso è diverso, è un’altra vita. Io trascorro al lavoro la maggior parte del mio tempo, quindi praticamente là è come la mia famiglia.
Sei riuscito a rispondere alle richieste del corso?
All’inizio è stato difficile, non capivo quello che stavano dicendo… poi ho iniziato a capire. Rimanevano insieme a me! All’inizio gli dicevo “non ce la faccio, non riesco a seguire” e loro mi rispondevano che lo sapevano che non riuscivo a seguire, ma che nel tempo ce l’avrei fatta. Mi spingevano a tentare di nuovo. E allora provavo di nuovo, e loro erano sempre con me, qualsiasi difficoltà io avessi, mi erano sempre vicini.
Hai fatto uno stage dopo il corso? Dove?
Sì, in uno studio di avvocati. E’ stato il mio primo impiego, e sta andando avanti fino ad oggi; sono 3 anni che lavoro lì. Ho cominciato come Jovem Apprendiz (apprendistato), studiavo alla mattina, e poi lavoravo il pomeriggio, dalle 14 alle 18.
E che compiti hai?
Sono Office Boy cioè l’aiutante dello studio nella parte amministrativa, quindi aiuto in archivio, faccio i giri al Cartorio (ufficio del registro), pago i documenti in banca, ecc..
Come hai fatto a trovare questo lavoro?
Funzionava così, loro ci aiutavano nella ricerca del lavoro a preparare un curriculum e i colloqui. Ad alcuni colloqui ci mandavano loro, ma ci aiutavano anche a cercarli da soli. Io ho fatto tre colloqui e al mio quarto ho trovato il lavoro. All’inizio avevo un contratto come Jovem Aprendiz, ma poi mi ho ottenuto un posto fisso.
Ti piacerebbe continuare a studiare, lavorando allo stesso tempo?
Sì, non posso smettere di studiare. Ho finito l’Ensino Medio l’anno scorso (scuola superiore). Adesso mi sto preparando per fare gli esami per entrare in Università.
Gli esami per entrare in quale facoltà?
Dunque… il mio sogno è sempre stato fare design. Ho sempre disegnato, vorrei fare disegno industriale. Però poi ho iniziato a lavorare nello studio, e adesso non ho idea. Non perché non voglio fare la università, ma sai quella fase in cui sei indeciso? E quindi io penso tutto il giorno e ogni giorno scopro qualcosa di nuovo.
Quindi tu quest’anno stai cercando di capire?
Esatto.
Per decidere la cosa migliore?
Esattamente.
Come erano le condizioni della tua casa? Hai riscontrato dei cambiamenti da quando hai iniziato il corso?
Sicuramente ho visto un cambiamento, perché prima di iniziare il corso ero un bambino, la mia vita era leggera, ma dopo il corso ho iniziato a sentire più responsabilità verso la casa, verso mia mamma… Adesso mi interesso, ho la responsabilità delle mie cose…
Credi che questo cambiamento sia stato un cambiamento legato solo alla maturazione normale o a una maturazione legata in qualche modo al corso?
Con il corso.
E adesso con chi vivi?
Vivo con mia mamma, il mio patrigno e mia sorella.

Come usi i soldi del tuo stipendio? Aiuti in casa o compri cose che non potevi avere prima di trovare lavoro?
A quell'epoca, quando ero Jovem Apprendiz, il salario era molto più basso di quello che è adesso. Quindi mia mamma mi diceva che non voleva il mio stipendio. Io davo il 30, il 40 % del mio salario a mia mamma, ma lei  lo teneva per me, se non aveva cose da comprare. Io avevo già tutto, non avevo responsabilità di figli, di casa, quindi il denaro che usavo per me a volte era fin troppo, quindi lo davo a mia mamma. E adesso che guadagno molto di più, aiuto molto di più. Anche mia sorella ha frequentato il corso di AVSI e anche lei ha iniziato a lavorare, e aiuta in casa. Se vedo delle scarpe da tennis, già so che il mese dopo posso comprarle.
Cosa fai durante il tuo tempo libero? Il mio tempo libero è il fine settimana. Sto con gli amici, gioco a pallone, dormo, mi riposo, guardo le partite alla televisione.
Come è il tuo legame con il personale di AVSI? Hai mantenuto i contatti?
Quando ho iniziato come Jovem Apprendiz, era possibile mantenere un contatto, perché c’era tempo tra la scuola e il lavoro, fare un salto qui per parlare con Aline (coordinatrice dei corsi). Ma oggi io lavoro dalle 8.30 alle 18 e faccio il corso per prepararmi ad entrare in Università, dalle 19 alle 22… a volte Aline mi chiama e mi dice “facciamo qualcosa… tutti insieme, i ragazzi di AVSI, andiamo in pizzeria, parliamo…” ma oggi raramente riusciamo a trovarci tutti.
Ma lavorate tutti?
Si lavoriamo tutti!
Ok. Adesso rispetto alle prospettive: che prospettive hai? Vuoi continuare a studiare per cambiare lavoro, o studiare per continuare quello che stai facendo?
E questa è la domanda che ho nella mia testa dagli ultimi due anni… ma se io potessi, continuerei a studiare facendo la facoltà di diritto. Anche perché loro stessi, quelli dello studio, mi dicono di farlo, e che se ho delle difficoltà mi aiutano, mi stanno vicini… quindi mi incentivano. Ma non è una cosa che io ho da sempre amato. Io ho sempre avuto la passione per il disegno. Quindi nella mia testa rimane sempre anche il disegno industriale.
Quindi sei in dubbio...
Ho un dubbio fortissimo.
Stai attento allora ai segnali, perché se stai attento ai segnali della realtà, con certezza capisci quello che devi fare.
Sì, sicuramente!

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