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23 Gennaio Gen 2012 1818 23 gennaio 2012

Energia e cooperazione: AVSI ospite all'incontro organizzato da EnergyLab e il Politecnico di Milano

La Fondazione AVSI ha partecipato alla giornata di confronto sul tema: l’energia sostenibile per tutti, organizzata da EnergyLab, Politecnico di Milano e Master Ridef, martedì 24 gennaio a Milano.
In particolare il ruolo dell’energia nel benessere e nella sicurezza alimentare è stato discusso nel seminario a cura di EnergyLab, in collaborazione con Expo 2015. 
I paesi in via di sviluppo infatti si affidano per la cottura dei cibi alla biomassa tradizionale, provocando un impatto dannoso per l’ambiente (degrado del suolo e inquinamento dell’aria) con conseguenti danni per la salute umana. I numeri come sempre colpiscono: “L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti stimato che le morti premature da inquinamento domestico causato da stufe inefficienti sia oggi pari a circa 1.45 milioni di persone (superiori alle morti per tubercolosi e malaria) e, purtroppo, in crescita” sottolinea la prof.ssa Emanuela Colombo del Politecnico di Milano in apertura del convegno e Andrea Mandelli di AVSI aggiunge che“si arriva a un totale di 2 milioni se si considerano anche gli incendi che vengono causati in questi ambienti.”
Gli incidenti e le malattie provocate dalle biomasse non sono gli unici danni alla salute legati al cibo in questi paesi. Un’altra piaga affligge le popolazioni, ed è definita come il fenomeno della Globesità. Spiega il prof. Eduardo Missoni dell’Università Bocconi: “L’industrializzazione del ciclo alimentare, ad alto consumo energetico ed idrico, ha modificato la disponibilità e la qualità di cibo, portando a dei risultati sorprendenti. Nel mondo, dei 42 milioni di bambini sotto i 5 anni in sovrappeso, ben 35 milioni si trovano nei paesi in via di sviluppo.”
“L’energia può quindi affrancare i popoli dalla fame in maniera sostenibile – sintetizza la prof.ssa Claudia Sorini dell’Università degli Studi di Milano - incrementando l’uso di fonti rinnovabili prelevate dall’ambiente in modo razionale, così da non compromettere la biodiversità e da garantire costantemente le condizioni perché queste risorse possano riprodursi”. Un esempio è stato portato da Stefano Mandelli del Politecnico di Milano, intervenuto per LVIA con cui ha lavorato su un progetto  in Etiopia e che mira a uno sviluppo sostenibile di fonti energetiche alternative, attraverso l’installazione di 940 impianti biogas a livello domestico.
Il rapporto tra alimentazione ed energia non riguarda solo i paesi in via di sviluppo, ma impatta tutte le nazioni a livello globale: “Non tutti sanno che il 30% dell’energia mondiale viene utilizzata per produrre alimenti, incidendo sul 20% della produzione totale di gas serra – chiarisce il prof. Pier Sandro Cocconcelli dell’Università Cattolica - O che esistono dei cibi che richiedono meno energia per essere coltivati (grano, frutta e verdura) ed altri che comportano un dispendio energetico maggiore (produzioni animali).” “Per ridurre l’impatto energetico elevato serve - continua il Cocconcelli - un miglioramento dell’efficienza energetica e una stretta collaborazione tra industrie e ricerca multidisciplinare”.
Il pomeriggio, coordinato dal Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano e rivolto principalmente agli allievi del MASTER Ridef, è stato dedicato ad un inquadramento specifico sul tema dell’accesso all’energia nei paesi in via di sviluppo a cura di Emanuela Colombo e all’illustrazione di progetti di cooperazione in campo energetico. Sono state invitate a partecipare a questo momento di formazione e informazione alcune realtà, sia universitarie che non governative, da Milano e da Roma. Gianluca Ruggieri, dell’Università dell’Insubria, ha spiegato il funzionamento delle stufe migliorate, ovvero tecnologie che migliorano la combustione in ambienti domestici, riducendo il consumo di legna e la produzione di fumi.
Matteo Leonardi, intervenuto per l’Istituto OIKOS di Milano, ha invece dedicato il suo intervento al progetto BEST RAY “Bringing energy services in Tanzanian Rural Areas. Aprile 2008 – Giugno 2011”: il progetto, da poco concluso, consisteva in 4 azioni finalizzate a fornire servizi energetici nel lungo periodo a una comunità rurale tanzaniana di circa 40.000 abitanti. Andrea Micangeli membro del CIRPS – Centro di ricerca interuniversitario per lo Sviluppo Sostenibile –e docente alla Sapienza di Roma, ha presentato l’attività del centro negli ultimi 15 anni focalizzando l’attenzione sui progetti di mini idroelettrico, autoproduzione di cloro e biogas in Chiapas-Messico, Uganda e nei campi profughi Saharawi, citando anche progetti legati a specifiche situazioni italiane quali l’Abruzzo del post terremoto.
Roberto Salustri, direttore tecnico scientifico della società cooperativa romana RESEDA, ha presentato il social network per la sostenibilità Wiser Earth e il progetto degli orti solari familiari a sostegno dei rifugiati nei campi Saharawi. Di un’esperienza appena nata ha parlato Paola Fava, Fondazione COOPI di Milano, che da settembre 2011 si sta occupando di due progetti finanziati dalla Commissione Europea nell’ ambito del ‘Energy Facility’ framework, in Etiopia e in Malawi. In entrambi i casi l’utilizzo di energie sostenibili mira al sostegno delle comunità rurali per la creazione di micro businesses,la fornitura servizi di illuminazione e di computer nelle scuole, la diffusione ed utilizzo di stufe a ridotto consumo, il miglioramento dei sistemi di irrigazione.
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