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18 Novembre Nov 2011 1407 18 novembre 2011

FREE. Dieci anni di lotta all’Aids. Dieci anni di bambini nati senza Hiv. Storie di successo dall’Uganda con AVSI

Ocaya si atteggia da serio. Ma basta una smorfia della sorellina e la bocca serrata si scioglie in un sorriso eccitato. Fratelli di sangue. Anche se nelle vene di Ocaya ne scorre uno diverso. Giocano allegri nel cortile davanti a casa, in una domenica senza scuola. Rema, l’ultima nata, cerca di partecipare ai loro caroselli, ma ad ogni passo, nel rincorrerli, inciampa su quelle gambette che hanno da poco imparato a camminare. Ha voluto a tutti i costi un paio di orecchini, come sua sorella, due mezze lune luccicanti, che portano fiere con i loro vestiti svolazzanti di terra rossa e polvere, impregnati della gioia del gioco e della libertà di correre senza pensieri. Quelli che invece Ocaya ha quando, tre volte al giorno, deve ricordarsi di prendere le dosi giornaliere di medicine antiretrovirali, che permettono di ridurre la carica virale dell’AIDS. Lo fa insieme alla mamma e al papà.

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E così l’impegno pesa meno. È proprio quando Ocaya, a pochi mesi di vita inizia ad ammalarsi, che Mary e Basil, su consiglio dei medici dell’ospedale, si sottopongono al test dell’HIV, risultato positivo per entrambi.  “Ora sarebbe meglio che tu non rimanga più incinta”, dicono a Mary le vicine di casa e le colleghe del mercato. “Per non passare il virus anche ad altri figli”. Ma non si può fermare la maternità, soprattutto in Africa. Soprattutto in Uganda. Venuta a conoscenza della sua seconda gravidanza, Mary si reca immediatamente presso l’ospedale St. Joseph’s di Kitgum, dove viene iscritta nel programma di prevenzione materno-fetale, realizzato grazie al sostegno di AVSI. Gloria nasce otto mesi dopo, sana e felice. Poi è la volta di Rema, anche lei HIV negativa. Tra cinque mesi vedrà la luce anche il piccolo Aneka, finalmente un fratellino maschio per Ocaya.

AVSI, da dieci anni, include nei propri progetti sanitari la componente di prevenzione materno-fetale (denominata PMTCT), sostenendo i maggiori ospedali e centri sanitari dell’Uganda del nord.  Questo programma, attraverso la somministrazione di farmaci antiretrovirali alla madre durante le doglie e a lei e al neonato entro 72 ore dal parto, insieme al monitoraggio delle modalità di allattamento, permette di ridurre almeno del 70% la possibilità di trasmissione del virus dell’HIV da madre a figlio, la seconda principale modalità di infezione. In dieci anni di implementazione del programma, 136.300 madri ugandesi hanno usufruito dei servizi sanitari pre-natali grazie ad AVSI.
In occasione delle celebrazioni internazionali del World AIDS Day (1 dicembre), AVSI con Medicina e Persona lancia una campagna a sostegno dei programmi di riduzione della trasmissione materno-fetale del virus dell’AIDS, dal titolo: “FREE: 10 anni di lotta all’AIDS in Uganda, 10 anni di bambini nati senza HIV.” La campagna vede il lancio di una pubblicazione che espone ed analizza i dati raccolti in dieci anni di implementazione del programma di prevenzione materno-fetale dell’AIDS (denominato PMTCT) in Uganda. Un cortometraggio girato in Uganda e una mostra fotografica raccontano la storia.

1 DICEMBRE – WORLD AIDS DAY. AVSI lancia la campagna FREE: 10 anni di prevenzione materno-fetale dell’AIDS in Uganda, 10 anni di bambini nati senza HIV.
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