News
12 Ottobre Ott 2011 1710 12 ottobre 2011

AVSI in Libano con la Cooperazione Italiana: premiato il docufilm in concorso all’Agrofilm.

"Sur les chemins de la Plaine", il docufilm di AVSI in Libano diretto da Michèle Tyan e finanziato dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri ha vinto un importante premio alla 28° edizione di Agrofilm, il festival cinematografico dedicato ai temi dell’agricoltura in corso dal 26 al 30 settembre 2011 a Nitra, Repubblica Slovacca, organizzato dal Ministero dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Cultura del paese e dalla FAO.
Il film è in concorso anche alla terza edizione del prestigioso Festival Internazionale di cinema Cibo & Videodiversità di Trento, dal 4 novembre al 3 dicembre. Una pellicola delicata che con grazia e rispetto racconta il mondo del sud del Libano, al confine con Israele, e l’impegno per promuovere la pace attraverso l’educazione e il lavoro.
Il festival Agrofilm
Il festival di Trento
In Libano uno dei grandi programmi di AVSI è il sostegno a distanza a favore di bambini e ragazzi che, nel film “Sur les chemins de la Plaine” viene ben raccontato intrecciando le loro storie lungo le strade e i campi della Piana di Marjayoun, al sud, al confine con Israele.
Un documento unico nel suo genere, toccante e inedito, nel quale i beneficiari sono veri attori protagonisti e con una sceneggiatura che narra e mette insieme tutte le attività di AVSI nel paese e ciò che è stato fatto per i bambini e le loro famiglie con il sostegno a distanza. E così ecco Charbel che scrive una lettera ai suoi “parrains” italiani, mentre i giovani Nagham, Elias e Batoul si aggirano per i loro villaggi, come veri reporter, intervistando famiglie beneficiarie per il loro giornalino di classe. Un film vero. Trenta minuti di meravigliosi panorami che dipingono un Libano anche difficile, ma possibile. Trenta minuti di poesia che afferma come sia possibile costruire la speranza.

AVSI IN LIBANO – L’acqua che unisce

Oltre mille ettari di terre abbandonate, un’inesistente gestione delle risorse idriche e due comunità diverse che, dalle sponde del fiume, non si parlavano da anni. Questa la sfida che AVSI si è trovata a dover affrontare nella Piana di Marjayoun, nel sud del Libano. Così, da alcuni anni, si è riusciti a realizzare dei condotti che hanno permesso di razionalizzare una parte del sistema di distribuzione dell’acqua in modo da ridurre del 50% il consumo idrico e di aumentare del 40% le colture nella zona centrale dell’area. Un lavoro impegnativo, che però ha fatto germogliare pratiche di convivenza tra comunità cristiane e musulmane, nel rispetto dell’ambiente e favorendo lavoro e sviluppo per oltre 40.000 famiglie. Il lavoro di esperti italiani e libanesi ha evidenziato infatti come solo una gestione condivisa e razionale della risorsa potesse dare la risposta più efficace al problema e permettere ai contadini di godere degli stessi diritti (e doveri) di accesso all’acqua. Così, tramite la realizzazione di infrastrutture, la formazione degli agricoltori e il sostegno alla Cooperativa Dardara (che oggi lavora con le comunità sciita e cristiana per gestire insieme l’accesso all’acqua) la popolazione cristiana di Qlaiaa e quella sciita di Khiam hanno cominciato a costruire. Insieme.