News
19 Settembre Set 2011 1628 19 settembre 2011

SISTEMA ITALIA: ALLEANZA PER LO SVILUPPOAVSI nel discute in un workshop al Meeting

"Sistema Italia: alleanza per lo sviluppo" un incontro promosso dalla Fondazione AVSI nell’ambito della XXXII edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli.
Martedì 23 agosto alle ore 11.15, in Sala Tiglio A6 sono intervenuti Alberto Piatti, Segretario Generale AVSI; Marina Migliorato, Responsabile Corporate Social Responsability Enel, Mauro Nori, Direttore Generale Inps, Francesco Confuorti, Presidente Advantage Financial, Daniele Mancini, Consigliere Diplomatico Ministero Sviluppo Economico. Con la partecipazione di Cesare Trevisani, Vice Presidente per le Infrastrutture, logistica e mobilità Confindustria e Antonio Miglio, Vice Presidente ACRI. L'incontro è stato moderato da Roberto Fontolan, Direttore Centro Internazionale Comunione e Liberazione e Direttore di Buone Notizie.

Il workshop e le testimonianze dei protagonisti:

“Un po’ come gli scienziati di laboratorio, con questa tavola rotonda vogliamo dare vita ad un esperimento: mettere insieme importanti e realtà per creare nuove alleanze tra pubblico, privato e organizzazioni non governative e tracciare nuovi orizzonti della cooperazione internazionale.”
Una grande sfida lanciata da Roberto Fontolan, Direttore del Centro Internazionale Comunione e Liberazione e Direttore di Buone Notizie, in apertura dell’incontro "Sistema Italia: alleanza per lo sviluppo" promosso dalla Fondazione AVSI nell’ambito della XXXII edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli, martedì 23 agosto.
Con lui, al tavolo degli oratori: Alberto Piatti, Segretario Generale AVSI; Marina Migliorato, Responsabile Corporate Social Responsability Enel, Mauro Nori, Direttore Generale Inps, Francesco Confuorti, Presidente Advantage Financial, Daniele Mancini, Consigliere Diplomatico Ministero Sviluppo Economico. E la partecipazione di Cesare Trevisani, Vice Presidente per le Infrastrutture, logistica e mobilità Confindustria, Antonio Miglio, Vice Presidente ACRI e Giuseppe Tripoli, Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico.
Per Alberto Piatti di Fondazione AVSI “senza lavoro non c’è sviluppo”. Nella sua introduzione al confronto per una possibile progettualità, che vede presenti alcuni autorevoli protagonisti del sistema socio-economico del nostro Paese, Piatti pone il problema centrale che a che fare con tutti i Paesi in via di sviluppo.
“Cerchiamo importanti alleanze per creare sviluppo attraverso la formazione e il lavoro, favorendo il protagonismo di ogni persona nella realtà in cui vive. Diventa però impossibile aiutare i Paesi in via di sviluppo a “casa loro” se vengono tagliati i due terzi degli aiuti del nostro Paese allo sviluppo e alla cooperazione internazionale. Questo mancata prospettiva positiva determina un crescente aumento dei flussi di persone che fuggono dai loro Paesi. Il sistema Italia può realmente costituire un modello per la crescita di diversi Paesi in difficoltà , potendo far leva sulla capacità di fare squadra e networking che diverse eccellenze imprenditoriali e istituzionali del nostro Paese hanno messo in opera da tempo. Credo che da oggi possa iniziare un approfondimento che può far maturare una nuova visione condivisa della cooperazione allo sviluppo, tenendo conto del ruolo delle ONG e degli altri attori del sistema”.
Secondo Marina Migliorato di Enel - che con la Fondazione Enel Cuore in Messico hanno da costruito con AVSI la nuova sede del centro Maria de Guadalupe a Oaxaca - “il nostro esempio di politica aziendale può essere significativo. Nonostante la crisi Enel è cresciuta puntando sulla creazione di sinergie tra la social corporate responsability (CSR) e le strategie di impresa. Fino ad arrivare oggi alla piena integrazione della CSR nelle scelte strategiche di Enel. La sostenibilità è un aspetto rilevante del nostro piano di business il cui nuovo modello include un progetto valoriale che integri la logica economica con elementi non finanziari.
Certamente una buona relazione con il territorio e con i suoi attori istituzionali costituisce per noi un “vantaggio competitivo”, perché riusciamo a cogliere istante e aspettative a cui dare risposta. Il mondo delle ONG, come AVSI, è vitale per fare sistema, visto la capillarità di presenza unita alla conoscenza del territorio.
Creare un sistema di valori condivisi è la nuova responsabilità delle imprese in un sistema globalizzato dell’economia. Si sta facendo strada - sottolinea Migliorato - un nuovo capitalismo dal volto umano che punta sul capitale umano. Sulle persone. Dobbiamo fare sistema per non morire di solitudine, proponendo all’estero un modello italiano di sussidiarietà che aiuti in modo intelligente. Che il lavoro diventi il nuovo paradigma della solidarietà”.
“Prima di venire a questa tavola rotonda – ha detto Mauro Nori dell’Inps - mi sono domandato in che modo un Ente come il nostro, che è tra i più grandi e complessi enti previdenziali d’Europa, possa approcciarsi e contribuire in qualche modo a rispondere, anche in piccolissima parte, a queste esigenze di bene comune per lo sviluppo dei popoli nel mondo.
L’attività principale di Inps consiste nella liquidazione e nel pagamento delle pensioni e indennità di natura previdenziali e di natura assistenziali. La raccolta e trasmissione delle informazioni, da tutta Italia e da tutti gli italiani all’estero da parte dei datori di lavoro è quotidiana e in tempo reale. Di ogni contribuente conosciamo tutte le informazioni necessarie, ma con ognuno di loro Inps dialoga trasmettendo e ricevendo informazioni. Ecco allora che il nostro contributo potrebbe essere quello di trasmettere comunicazioni dal mondo delle ONG per coinvolgere le persone sui progetti di sviluppo internazionale, rendendoli consapevoli della varie difficoltà vissute in altri Paesi del mondo”.
Il vantaggio competitivo sembra di casa nella banca d’investimenti di Francesco Confuorti, Presidente e CEO di Advantage Financial, società finanziaria internazionale che come simbolo ha scelto la creatura mitologica dell’ippogrifo. “La nostra attenzione per creare sviluppo è storia; abbiamo sostenuto una scuola di italiani a New York dopo il crollo delle torri gemelle, così come le famiglie giapponesi ospitate in Italia dopo lo tsunami.
L’anello di unione tra noi e le ONG è chiaro: quello che fate voi – rivolgendosi a Piatti, ndr - è una manna per individuare le emergenze, i bisogni e raggiungere le persone. Ma il nocciolo duro su cui costruire il sistema Italia è il senso della famiglia, della responsabilità. Un senso dei valori che non può certo essere definito dalla sola incentivazione fiscale per chi dona, ma da una motivazione ideale. Tutti dobbiamo sentire la responsabilità di contribuire alla crescita delle parti più povere del pianeta.
La responsabilità sociale è una esigenza per stare insieme. Ma il vero lavoro è l’azione, il fare. Appare sempre più corale la necessità di lavorare insieme per lo stesso obiettivo, senza sovrapporsi. Ogni attore può contribuire allo sviluppo portando le sue conoscenze”.
“Questa crisi che stiamo vivendo può essere la leva per esigere un cambiamento. Valorizzare quello che c’è, quello che già si fa, può essere il punto di partenza – sottolinea Fontolan – ed è questo uno degli elementi di forza di AVSI nel mondo, riconosciuto e apprezzato.”
“Il nostro Paese soffre di queste tematiche che stiamo affrontando. Non possiamo negarlo - ammette Daniele Mancini, già ambasciatore italiano in Romania. “Ma penso che AVSI possa fare da collante per il sistema Italia. Se il 27% del prodotto interno lordo italiano è creato dalle esportazioni, a mio avviso risulta quindi vitale la presenza di una certa italianità all’estero. Sempre di più si delinea l’esigenza di fare sistema per favorire condizioni migliori. Così come il nostro Paese già lo fa, per esempio, in Afghanistan sostenendo la popolazione”.
Persone, solidarietà. Nasce il sistema-Uomo. L’Italia per affermarsi deve mettersi insieme. “Ma ciò che non possono fare gli Stati devono farlo anche le aziende”, ribadisce ancora Migliorato di Enel. Che aggiunge: “Non c’è futuro per l’Italia e del sistema Paese se non si ingloba un concetto di interdipendenza e rapporto congiunto tra pubblico e privato”.
Dello stesso avviso Cesare Trevisani di Confindustria: “Noi stiamo operando su due filoni. Nella nostra commissione cultura per migliorare e promuovere il significato del sociale nell’approccio culturale.
L’altro, più diretto e partecipativo con un tavolo al ministero degli Affari Esteri italiano, con il direttore della Cooperazione Elisabetta Belloni, attorno al quale abbiamo avviato un lavoro di connessione competitiva con ONG, imprese e istituzioni per favorire la nostra presenza e importanza all’estero. Dall’altro, la promozione e realizzazione delle infrastrutture, essenziali per lo sviluppo.
Un contadino africano – per esempio - non può certo portare la sua frutta al mercato senza strade, così come non può conservarla per commercializzarla all’estero senza una catena del freddo. E così via.”
Antonio Miglio di ACRI, l’organizzazione che rappresenta le Casse di Risparmio Spa e le Fondazioni di origine bancaria che sostiene AVSI da anni, prima in Africa ed ora in Haiti: “Le nostre fondazioni bancarie sono da sempre molto attive e attente alla tematica solidarietà e sviluppo. Ora stiamo mettendo a punto un importante progetto per l’Africa.”
“Possiamo dire di aver trovato un punto di sintesi: promuovere una sorta di manifesto congiunto con proposte costruttive di interventi da porre alla cabina di comando su tematiche particolari”, rilancia al termine dell’incontro Fontolan. “Abbiamo aperto un laboratorio con molti spunti da approfondire, che qui riassumo: innanzi tutto, valorizzare quel che c’è. Significa anche che le attività positive dei pochi diventino patrimonio comune.
Secondo punto, di metodo: insistere sulle alleanze. Si fa troppo poco tra ong, istituzioni pubbliche e imprese. Un’altra questione vitale è il tema del lavoro, che offre certamente una prospettiva più solida per lo sviluppo. Quarto punto: l’accompagnamento culturale e la necessità di rinnovare il nostro pensiero. Un ultimo aspetto che può diventare un’ipotesi già operativa: creare una campagna pubblicitaria per aumentare i benefici fiscali di chi dona.”
“Se saremo quello che dobbiamo essere metteremo a fuoco tutto il mondo”, ha concluso Piatti ricordando Santa Caterina da Siena. “Questa tavola rotonda è stato un esercizio formidabile, che non può certo terminare qui. In tutti noi è chiara l’esistenza di una ricchezza che va riscoperta e che vuole ridare all’uomo quell’innata dignità di cui è fatto. Ci vuole un nuovo soggetto che prenda in mano questo compito. Una nuova compagnia italiana per lo sviluppo”.