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9 Settembre Set 2011 1300 09 settembre 2011

CHIUSO IL CAMPO NOMADI TRIBONIANO Un successo il progetto pilota di AVSI e del suo partner FDP

La notizia, definitiva, è del 12 maggio 2011. Il campo rom milanese di via Triboniano, è chiuso a tutti gli effetti. E’ stato infatti firmato, dal sindaco Letizia Moratti e dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, un documento che ne sancisce la fine. Le famiglie rom presenti nel campo, negli scorsi mesi, si sono divise tra la scelta di rinunciare alla cittadinanza italiana per un lavoro nel proprio paese attraverso un programma di rientro, e l’affidamento temporaneo alla protezione civile italiana. Nel primo caso, grandissimo è stato l’impegno di AVSI e del suo partner rumeno, Fundatia Dezvoltarea Popoarelor (FDP)”
Guarda il servizio della Rai- tg3 Regione
Ultima rassegna stampa- 12 maggio 2011
Le ultime famiglie rom che hanno firmato la convenzione infatti hanno lasciato il campo nomadi di Triboniano a Milano per rientrare a casa, in Romania. Un progetto pilota e di successo, iniziato a ottobre 2010, per il rimpatrio volontario e la reintegrazione sociale di circa 40 nuclei familiari che vivono nel campo nomadi, a cura della Fondazione AVSI e del suo partner rumeno Fundatia Dezvoltarea Popoarelor (FDP) in collaborazione con il Comune di Milano (Assessorato alle Politiche Sociali) e la Casa della Carità che ha in gestione il campo.
Le famiglie provengono da 15 località delle province di Olt, Dolj e Gorj, nella regione Sud-Ovest Oltenia della Romania, situata a 200-300 km da Bucarest e una volta rientrate nel Paese d’origine seguono un percorso particolare di reintegrazione ed educazione monitorato da AVSI e FDP: i bambini vanno a scuola, la famiglia è sostenuta nella ristrutturazione o costruzione della casa, i genitori, nel caso, seguono anche un percorso professionale che li aiuta a raggiungere l’autonomia. “A Milano incontriamo le famiglie e in base alle loro esigenze organizziamo il rimpatrio – spiega Radu Cata, assistente sociale di AVSI e FDP che da inizio progetto sta seguendo tutti i colloqui con i nuclei familiari e monitorizza le attività del progetto – una volta in Romania le seguiamo costantemente.”
(Photo courtesy Matteo Corner)
Guarda il servizio della Rai- Tg3 Regione (4/3/2011)
La Rassegna Stampa
La scheda del progetto
Chi è AVSI
Chi è FDP- Fundatia Dezvoltarea Popoarelor

CONFERENZA STAMPA AVSI - 4 marzo 2011, Milano Italia- Romania. Educazione e integrazione per le famiglie rom Si è svolta il 4 marzo alle 12.00 la conferenza stampa di AVSI e del suo partner rumeno, Fundatia Dezvoltarea Popoarelor (FDP), sul progetto di rimpatrio volontario e di reintegrazione sociale delle famiglie rom del campo nomadi di via Triboniano, a Milano. Hanno presenziato l’incontro Alberto Piatti, Segretario Generale di AVSI, Giampaolo Silvestri, Direttore Operativo di AVSI e Simona Carobene, Direttore Operativo di Fundatia a Bucarest.
L'appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme, non è il conforto di un normale voler bene, l'appartenenza è avere gli altri dentro di sé. Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi. (Giorgio Gaber, “L’appartenenza”)
Ion ha 36 anni, due figli (Petre Samuel di 9 anni e Maria Laura, 7) e una moglie dalla quale non si separerebbe mai. Con loro e la nonna è partito due giorni fa dall’Italia per fare rientro in Romania. Là potranno rifarsi una vita, i bambini potranno andare a scuola, lui imparare un mestiere e assistere il nonno, morente, che altrimenti sarebbe solo.
Sono una delle tante famiglie rom del campo nomadi di via Triboniano a Milano che hanno accolto con favore il progetto di rimpatrio volontario e di reintegrazione sociale realizzato dalla Fondazione AVSI, ONG senza fine di lucro nata nel 1972 e impegnata in 38 paesi del mondo con 100 programmi di cooperazione allo sviluppo, e dal suo partner rumeno Fundatia Dezvoltarea Popoarelor (FDP).
Sei famiglie sono partite e già reintegrate. Diciannove hanno già firmato l’accordo (una di queste è quella di Ion) mentre nuovi nuclei familiari sono in procinto di firmare per rientrare in Romania e, probabilmente, entro fine mese. A breve, il campo di via Triboniano sarà svuotato.
Un percorso, quello di reinserimento, che intende accompagnare la persona affinché possa riscoprire e valorizzare, anche nel proprio Paese, quell’”innata dignità di ogni vita umana”, secondo l’efficace definizione di Benedetto XVI. Educazione e integrazione sono quindi le parole chiave di questo progetto in collaborazione con il Comune di Milano (Assessorato alle Politiche Sociali) e la Casa della Carità che ha in gestione il campo rom.
AVSI lavora in Romania ininterrottamente dal 1995 nell’educazione, sanità, formazione e integrazione. Con il suo partner FDP, si è presa cura dei bambini abbandonati, orfani e malati di Aids; della loro crescita e della formazione professionale dei ragazzi, fino al lavoro; dell’educazione di bambini e adolescenti, dalla scuola materna all’università; dell’integrazione di famiglie rom di persone disabili. Questa sua profonda conoscenza del territorio e dei bisogni delle persone, rende più semplice e sicuro l’accompagnamento per 12 mesi delle famiglie che rientrano in Romania, avendo a cuore una loro stabilità e miglioramento delle condizioni di vita. I bambini andranno a scuola e i papà impareranno un mestiere.
Alberto Piatti, Segretario Generale di AVSI, ha dichiarato: “Dobbiamo essere ben coscienti che, per quanto ci siano risultati positivi, l’amministrazione pubblica non può e non deve arrivare ovunque. Ci deve essere una valorizzazione di realtà che operano sul territorio e che hanno come interesse il bene della persona, non tanto l’affermazione di una ideologia dell’integrazione. Quello che ci muove è un interesse reale a conoscere il mistero della persona che si ha di fronte, qualunque condizione essa viva”.