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7 Settembre Set 2011 2000 07 settembre 2011

In Brasile AVSI va’ OLTRE IL MURO. Presentato il nuovo progetto per il recupero carcerati

Oltre il muro. E quando il muro è quello della prigione, il significato di questa frase - che è poi divenuta titolo di un progetto realizzato da AVSI in partnership con l’organizzazione brasiliana Instituto Minas Pela Paz in appoggio alle Apac (Associaçao de proteçao e assistencia dos condenados) e finanziato dall’Unione Europea IEDDH (diritti umani) - assume un valore completamente nuovo.
La promozione della dignità umana nel compimento della pena dei condannati è il punto nodale del progetto “Alem dos Muros” (oltre il muro, appunto). Tema toccato anche durante l’evento pubblico di venerdì 18 febbraio 2011, tenutosi nell’Auditorium della Federazione delle Industrie di Minas Gerais, a Belo Horizonte, in Brasile.
Le Apac sono strutture integranti il sistema penitenziario brasiliano, ma parallele alle carceri; in queste strutture gestite da civili e da volontari non è presente la Polizia Penitenziaria e il detenuto inizia ad essere chiamato “recuperando”. Inizia per queste persone un reale percorso di recupero dove per la prima volta vengono guardate con uno sguardo differente, nuovo, più umano. Sono varie, infatti, le attività di recupero scolastico, di formazione professionale e lavoro in unità produttive montate internamente in modo da ridurre la “reincidencia” (il ritono in carcere di chi ha finito di scontare la pena) dall`85% del sistema prigionale comune, all`8-10% delle Apac con un costo economico 3 volte inferiore.
Oggi a Minas Gerais ci sono 29 strutture di questo tipo, con circa 2000 persone che vi stanno scontando la pena, finanziate in parte dalla Segreteria di Difesa Sociale (Ministero dell`Interno brasiliano) ed in parte da comuni e privati.
L`evento, al quale è stato dato ampio spazio su giornali e tv, è stato aperto da uno spettacolo musicale dei giovani dell`Arvore da Vida (programma di responsabilità sociale della Fiat), dalla presentazione del progetto da parte di Gianfranco Commodaro, Responsabile AVSI a Minas Gerais e dalla firma di un Protocollo di Collaborazione tra il Tribunale di Giustizia, la Segreteria di Difesa Sociale e la Segreteria del Lavoro, la FBAC (Fraternità Brasiliana di Assistenza ai Condannati), l’Istituto Minas pe la Paz e Fondazione AVSI
A seguire, gli interventi di Olavo Machado Junior presidente della Federazione delle Industrie e di Alberto Piatti Segretario Generale di AVSI, che ha dichiarato: “Recuperare le persone deve essere un imposizione per tutti gli attori della società. Tutti gli sforzi devono convergere per rendere la società più giusta”. Dello stesso avviso Cledorvino Belini, Presidente del Gruppo Fiat America Latina: “Non possiamo solamente continuare a chiedere allo Stato soluzioni. Possiamo anche andare oltre il nostro solito campo di attuazione e presentare risposte a necessità sociali e ambientali”.
Erano presenti inoltre Rita Cauli, rappresentante dell’Unione Europea Diritti Umani, Valdecir Ferriera, Presidente della FBAC, che ha citato il nuovo progetto come esempio a cui tutti dovrebbero guardare per imparare l’importanza del recupero del condannato, Claudio Renato dos Santos Costa, Presidente Tribunal de Justiça de Minas Gerais, che ha dichiarato: “La questione è avere uno spirito aperto per sintesi ammirabili che daranno nuovi contorni al comprimento della pena, sapranno recuperare l`essere umano rinchiuso, molte volte offeso, la maggior parte delle volte umiliato, per uno stato di dignità che gli è naturale”.
Anche il Segretario di Stato Lafayette de Andrada ha confermato il desiderio del governo di investire nelle Apac, oggi considerato il metodo più adeguato per reinserire il condannato nella società con dignità. L’evento ha contato con la presenza in sala oltre che di giornalisti, del Console italiano, del pro-rettore dell’Università Cattolica, di alcuni procuratori di Giustizia e giudici, del Pubblico Ministero e numerosi avvocati e impresari. Ovviamente presenti anche diversi detenuti (recuperandi) che sono arrivati insieme ai direttori di queste strutture.
Gianfranco Commodoro ha così commentato il progetto e la presentazione: “In primo luogo bisogna riconoscere e valorizzare questo grande e coraggioso lavoro fatto in questi anni nello Stato di Minas Gerais in Brasile da tante persone, organi e istituzioni, partendo da questo fare ulteriori passi migliorandone la gestione, la professionalizzazione e la produttività. Questa posizione è quella tenuta dall’Unione Europea, quando ha deciso di appoggiare tramite AVSI questa esperienza, dando un riconoscimento internazionale a questa “buona pratica”. La presenza massiccia e compatta del Governo, del Tribunale di giustizia, dell’imprenditoria e della società civile ci lasciano con la certezza che la direzione scelta è quella giusta, allineata con le politiche pubbliche e con le altre altrettanto belle esperienze europee e sud-americane”.
Il coinvolgimento di AVSI era nato da una provocazione del presidente della Fiat Cledorvino Belini, molto coinvolto personalmente come volontario sul tema dell`umanizzazione della pena dei condannati, ad Alberto Piatti. Si erano infatti incontrati lo scorso anno, durante un seminario sul coinvolgimento delle imprese private nello sviluppo del territorio e di presentazione del programma di responsabilità sociale della Fiat. Da lì una nuova collaborazione che ha voluto e saputo andare “oltre” coinvolgendoli in questa sfida insieme a tutti gli altri partner.