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4 March Mar 2021 0923 04 March 2021

Tessera dopo tessera al lavoro per la tutela del mosaico culturale di Rihab, nel nord della Giordania

Waleed, rifugiato siriano, e Raida, disoccupata giordana, sono due dei 120 lavoratori coinvolti nel progetto "Employment opportunities for cultural heritage safeguarding in Jordan cash-for-work" implementato con l'UNESCO per restaurare i pavimenti a mosaico di tre antiche chiese di Rihab.

2021. Rihab

Waleed Khaled, rifugiato siriano di 45 anni, vive con la moglie e i sei figli nel villaggio di Rihab, a circa 50 km a nord di Amman (nel governatorato di Mafraq). È fuggito dalla Siria nel 2012, dove stava studiando legge, abbandonando il sogno di diventare avvocato. "Ho cercato di imparare il mestiere del muratore, pensavo fosse più facile trovare lavoro", racconta. Non avrebbe mai immaginato di poter restaurare siti antichi. "Quando ho saputo del progetto cash-for-work dell'UNESCO e di AVSI a Rihab per la conservazione dei mosaici mi sono detto... perché no?".

Waleed è uno dei 56 lavoratori che si occupano della manutenzione di base del sito e degli interventi di conservazione in una delle tre chiese antiche del villaggio di Rihab (la chiesa di Santa Maria, il complesso della chiesa di San Giovanni Battista e dei Padri Sergio e Procopio).

"Mi piace questo lavoro anche perché mi ricorda i siti archeologici presenti nel mio villaggio in Siria. Sono grato perché ho imparato molte tecniche per la conservazione e il restauro dei mosaici, sia lavorando sul campo che su alcuni mosaici provenienti dal sito ma conservati presso l'ufficio del Dipartimento delle Antichità giordano a Rihab. Spero che questo progetto continui perché ha un grande impatto sul benessere economico e psicologico dei rifugiati siriani nella regione". Lavorando al progetto, Waleed si è sentito parte della comunità: "Contribuire a trasformare Rihab in una meta turistica è come restituire qualcosa alle persone che hanno ospitato me e la mia famiglia. Inoltre, metà dei lavoratori sono siriani, l'altra metà giordani: abbiamo iniziato a parlare fra di noi, sviluppando uno spirito di squadra e di fratellanza per raggiungere un obiettivo comune".

Il progetto impegna anche 39 giordani vulnerabili, tra cui Raida Ali.

Raida ha 45 anni e vive da sola in una vecchia casa vicino alle chiese interessate dal progetto. Quando AVSI l'ha incontrata, dipendeva completamente dai fratelli maggiori e non aveva mai lavorato. Nel momento in cui le è stata offerta l'opportunità di lavorare al progetto, Raida ha dovuto affrontare la resistenza dei suoi fratelli; alla fine, riuscendo a convincerli, non solo ha trovato un'indipendenza economica ma anche fiducia nelle sue capacità. Durante il restauro dei mosaici, grazie alle sue abilità manuali e alla delicatezza con cui lavorava, Raida si è fatta apprezzare dai formatori e dai supervisori tecnici della conservazione dei mosaici, tanto che le hanno affidato l'incarico di formare altri lavoratori.

"Questo progetto mi ha aperto nuovi orizzonti e mi ha restituito lo spirito intraprendente che avevo da ragazza; ora sto ricominciando a progettare la mia vita. Voglio avviare un mio progetto: produrre dei souvenir per i turisti, lavorando a maglia e ricamando particolari artistici delle chiese. Sono sicura, infatti, che nel prossimo futuro il mio villaggio diventerà una meta turistica e che tutta la comunità si prenderà cura del nostro patrimonio culturale, che stiamo imparando a scoprire. Mi sento parte del futuro del mio villaggio e questo alimenta il desiderio di una vita migliore per me e per tutta la mia comunità" racconta Raida.

"In questo progetto - spiega Nicola Orsini, responsabile AVSI Giordania - AVSI ha sviluppato e gestito il piano contrattuale e di monitoraggio dei lavoratori giordani e siriani coinvolti nelle attività di cash for work legate al patrimonio culturale. L'approccio del Cash for work per la manutenzione di un sito archeologico è piuttosto insolito, ma con l'Unesco l'abbiamo già sperimentato con esiti positivi a Petra promuovendo il coinvolgimento della comunità locale nella valorizzazione del proprio patrimonio".

Il progetto "Employment opportunities for cultural heritage safeguarding in Jordan" ("Opportunità di lavoro per la salvaguardia del patrimonio culturale in Giordania") è realizzato da UNESCO con la "Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit GmbH" (GIZ), e fa parte dell'iniziativa speciale del ministero per la cooperazione economica e lo sviluppo tedesco (BMZ) "Tackling the root causes of migration, stabilizing host regions, supporting refugees".

Entro la fine del progetto, 120 siriani e giordani saranno coinvolti:

  • nel restauro dei pavimenti a mosaico. I beneficiari, formati e supervisionati dall'esperto di mosaici Franco Sciorilli, hanno già lavorato alla pulizia e conservazione della parte di mosaico rimasta

  • nella pulizia e conservazione delle strutture architettoniche

  • nella messa in sicurezza degli spazi esterni che circondano le tre chiese

  • nella promozione del sito archeologico

La photo-gallery degli interventi di conservazione dei mosaici