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26 November Nov 2020 1103 26 November 2020

Uganda. La nuova vita di Charlotte e Aime grazie al progetto “Graduating to Resilience”

Giunta in Uganda con la famiglia dalla Repubblica Democratica del Congo, nel 2016 le è stato riconosciuto lo status di rifugiata. Grazie al progetto, implementato da AVSI in partnership con IMPAQ International e TrickleUp e finanziato da USAID, Charlotte e il marito hanno avviato con successo un piccolo allevamento di bestiame

2020. Uganda (G2R) Charlotte Family

Charlotte Bahati ha 36 anni e, grazie alla formazione ricevuta da AVSI, in pochi mesi è passata dal vendere pesci al mercato a produrre prodotti agricoli fino a possedere un allevamento di polli e suini. Dopo essere fuggita dal suo paese d'origine, la Repubblica Democratica del Congo, dove coltivava e vendeva mais e fagioli, Charlotte ha ora l'occasione di iniziare una seconda vita.

Quando nel 2016 ha ottenuto lo status di rifugiata in Uganda, le è stato assegnato un quarto di acro di terra nel villaggio di Kaihora nell'insediamento di rifugiati di Rwamwanja ma i raccolti erano miseri e si sentiva frustrata; perciò dopo due stagioni di scarsi raccolti, Charlotte ha cominciato a vendere pesce in un mercato vicino a casa. Guadagnava 100.000 scellini ugandesi al mese (circa 22,5 euro).

Nel 2018, si è iscritta al progetto “Graduating to Resilience”, finanziato da USAID per formare i rifugiati estremamente poveri e le famiglie ugandesi vulnerabili e accompagnarli verso l'autosufficienza.

Tramite il gruppo Upendo “Saving and Farmer-Field and Business”, Charlotte ha ricevuto una formazione su tecniche agricole “Prima di partecipare alla formazione, non sapevo come usare il fertilizzante, né conoscevo l'importanza della spaziatura tra piante” racconta.

Grazie a Jack Amani, il tutor del progetto che l'ha accompagnata nel percorso di formazione, Charlotte ha migliorato la qualità delle sue colture: la scorsa stagione, dopo aver acquistato semi di mais da FICA Seeds, una società che vende sementi migliorate e fornisce servizi di consulenza ai partecipanti al programma, il suo raccolto è quadruplicato.

Nel giugno 2019, insieme al marito Aime, ha messo a punto un piano per espandere l'attività della vendita di pesce che ora le frutta 200.000 scellini ugandesi al mese (45 euro circa). Pochi mesi dopo, ha acquistato due cinghiali da cui sono nati 17 maialini che ha subito rivenduto per investire i guadagni in un allevamento di polli.

Ogni mattina, prima di recarsi a vendere il pesce, prepara il cibo per la famiglia mentre Aime si occupa dell'allevamento. Adesso per Charlotte l'alimentazione è una priorità e nutre i figli con una dieta equilibrata perché crescano in salute: le prime uova che le galline depongono sono per loro. "Non mi sono mai interessata all'acquisto di latte fino a quando il mio tutor non mi ha spiegato l'importanza di una sana alimentazione” spiega. "Per questo vorrei comprare una mucca da cui ottenere latte fresco ogni giorno piuttosto che acquistarlo".

Nell'ambito del progetto, finanziato da USAID e implementato in partnership con IMPAQ International e TrickleUp, AVSI ha selezionato 89 formatori di comunità e 206 coach per formare 6.387 famiglie (13.200 rifugiati e famiglie vulnerabili della comunità ospitante) del distretto di Kamwenge (Uganda occidentale) e accompagnarle verso l'autosufficienza e la resilienza.

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