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6 July Jul 2020 0025 06 July 2020

Dietro la mascherina di Ernesto Luque, operatore sociale che distribuisce pacchi alimentari ai rifugiati venezuelani

La crisi sanitaria causata dal COVID-19 in Ecuador ha costretto AVSI a cambiare le attività del progetto "Activados" in Ecuador, finanziato da UNHCR, ma la motivazione dei collaboratori rimane la stessa, come ci racconta Ernesto.

2020 Ecuador. Ernesto Luque (Behind The Mask) 1

Ogni mattina, Ernesto Luque, 48 anni, saluta la sua famiglia ed esce di casa per recarsi al lavoro, indossando mascherina e indumenti protettivi. Dall'inizio della pandemia COVID-19 in Ecuador, Ernesto ha distribuito pacchi alimentari e kit igienico-sanitari alle famiglie di rifugiati venezuelani della città di Manta. In pieno lockdown, le strade sono tranquille e quasi vuote, ma l'ansia e l'incertezza riempiono l'aria.

"Continuare a lavorare durante questa pandemia non è facile ma stiamo adottando tutte le misure precauzionali necessarie. La mia motivazione deriva dal desiderio di aiutare gli altri che mi hanno trasmesso i miei genitori e, quando la sera torno a casa, ho la soddisfazione di aver svolto un buon lavoro" dice Ernesto.

Prima del COVID-19, il lavoro di squadra del progetto Activados era diverso. Dall'agosto 2019, grazie al finanziamento di UNHCR, Activados svolgeva attività di informazione e integrazione nei quattro quartieri delle città di Manta e Portoviejo con la più alta presenza di rifugiati venezuelani della provincia di Manabi. Questa situazione, difficilissima da gestire per chiunque, si rivela ancor più problematica per i rifugiati venezuelani, che normalmente si guadagnano da vivere lavorando per strada con esibizioni artistiche, vendita di giornali e di prodotti da forno o altri prodotti alimentari.

"La motivazione principale che mi spinge a venire a lavorare è sapere che molti di loro non hanno cibo e hanno perso il lavoro; non solo i venezuelani ma anche la ecuadoregni come me e altri migranti", spiega Ernesto.

"Siamo grati ad AVSI per il loro aiuto nella distribuzione di questi pacchi" afferma Leumy Quevedo, un rifugiato venezuelano di Manta.

AVSI Ecuador distribuito 1000 pacchi alimentari, 368 kit di protezione e 250 kit igienici: "A volte mi sento impotente. Vorrei aiutare ancora più famiglie, ma mi piace il mio lavoro", continua Ernesto.

Oltre a distribuire questi kit, AVSI Ecuador, in coordinamento con le reti per la protezione dei diritti di Manta e Portoviejo, si è attivata per identificare le persone e le famiglie che hanno bisogno di consulenza sanitaria, psicologica, educativa o legale. AVSI infatti sta cercando di aiutare i rifugiati che sono a rischio di sfratto perché non non riescono a pagare l'affitto.

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