Le APAC sono entità della società civile non lucrative che hanno come obiettivo l’ umanizzazione della pena privativa della libertà. Utilizzano un metodo innovativo sviluppato in Brasile riconosciuto a livello internazionale, che rappresenta un riferimento per la custodia dei condannati.
Il focus è la risocializzazione reale dei detenuti, per evitare che dopo l’espiazione della pena non ritornino in libertà causando maggiori danni alla società. In Brasile, infatti, la percentuale di pregiudicati che commettono crimini una volta usciti dalla galera, si aggira intorno al 80-85% a causa della sovrappopolazione delle carceri e della totale assenza di attività educative e di formazione professionale che permettano ai detenuti di occupare il tempo con attività utili nel percorso di recupero. Il progetto si propone di promuovere i diritti umani di 1400 condannati a pena privativa della libertà attraverso il rafforzamento di 29 APAC localizzate nello Stato di Minas Gerais; l’iniziativa prevede un appoggio specifico alle strutture. Sono poi svolte attività educative di professionalizzazione e di avvio al lavoro per favorire il reintegro nella società. Il progetto appoggia le unità produttive presenti nelle strutture delle APAC dove i detenuti svolgono le attività formative e lavorative migliorandone l’efficienza e l’efficacia con il duplice obiettivo di generare reddito per i condannati e le loro famiglie e generare risorse finanziarie per investimenti addizionali.
“Ogni uomo é più grande del proprio errore”


Chi:
AVSI , IMPP – Istituto Minas Pela Paz , FBAC – Fraternidade Brasileira de Assistência aos Condenados , TJMG – Tribunal de Justiça de Minas Gerais
Cosa:
Conoscenza approfondita della situazione delle APAC e capacità di programmazione, gestione e esecuzione delle stesse migliorate e rinforzate Capacità umane e professionali dei condannati, e capacita produttiva delle APAC migliorate. Metodologia APAC sistematizzata e diffusa
Dove:
Brasile – Stato di Minas Gerais
Come:
Nell’ambito del miglioramento delle capacità istituzionali le azioni mirano alla valorizzazione delle APAC come aggregazione spontanea di persone che si uniscono per contribuire al bene comune. In secondo luogo l’educazione e lo studio, visto che la popolazione carceraria é molto deficitaria in questo aspetto. Inoltre i percorsi professionalizzanti destinati ai detenuti danno una connotazione al lavoro più ampia della semplice generazione di reddito, che infatti é inteso come strumento di riscatto della dignità e di riconoscimento delle capacità di ognuno. Pertanto il lavoro é concepito come espressione della persona, offrendo stimoli per sviluppare le capacità di ogni beneficiario. Infine le attività di sensibilizzazione che stimolano la partecipazione della società (governo, potere giudiziario, settore privato e società civile) a partecipare nel processo di reintegrazione é fondamentale in quanto il pregiudizio delle persone rappresenta il principale ostacolo per il riscatto dei condannati.
Quando:
gennaio 2011 –dicembre 2013
Perché:
L’ indice di reincidenza dei pregiudicati provenienti dalle APAC è di 10 volte minore di quello delle carceri tradizionali, tuttavia le APAC affrontano problematiche legate alla poca organizzazione amministrativa dovuta al fatto che normalmente le persone che gestiscono le APAC sono volontari con poca esperienza. Basso livello di risorse economiche in quanto i trasferimenti da parte del governo rispondono solamente al 70% del fabbisogno generale. Bassa conoscenza della metodologia e delle strutture delle APAC e poco interesse e manifestazione di appoggio da parte della società civile.
Finanziatori:
Unione Europea, AVSI