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	<title>Fondazione AVSI</title>
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	<description>Sostegno a distanza - Adozioni a distanza - Cooperazione allo sviluppo</description>
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		<title>I video dell&#8217;inaugurazione</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione AVSI</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il taglio del nastro Il discorso di  Rose Busingye, direttrice del Meeting Point International Il discorso di Alberto Piatti, Segretario Generale di AVSI Il discorso di John Makoha, responsabile di AVSI in Uganda<i>...</i>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il taglio del nastro</h3>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/hayvkrU0wiI" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3>Il discorso di  Rose Busingye, direttrice del Meeting Point International</h3>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/P5e9t_yoa18" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3>Il discorso di Alberto Piatti, Segretario Generale di AVSI</h3>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/zGxjbKstoY0" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3>Il discorso di John Makoha, responsabile di AVSI in Uganda</h3>
<h3><iframe src="http://www.youtube.com/embed/q_8vO8DHU84" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></h3>
<h3>Jesus Carascosa, rappresentante di Comunione e Liberazione alla cerimonia, legge il messaggio di Julián Carrón</h3>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/uLy8J6C-gsI" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<h3><strong>Gli studenti si esibiscono in balli e musica</strong></h3>
<h3><iframe src="http://www.youtube.com/embed/dFATkommriA" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></h3>
<h3><strong>Il momento dell&#8217;offertorio durante la Messa</strong></h3>
<h3><iframe src="http://www.youtube.com/embed/-j5djIq4iFM" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/2012/02/16/luigi-giussani-high-school-una-scuola-secondaria-per-400-ragazzi-taglio-del-nastro-3-febbraio-a-kampala/">Torna alla notizia</a></p>
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		<title>&#8220;Crescere Insieme, da lontano. Il sostegno a distanza come progetto di sviluppo umano&#8221;. Un convegno a Roma lo conferma</title>
		<link>http://www.avsi.org/2012/02/21/roma-%e2%80%9ccrescere-insieme-da-lontano-il-sostegno-a-distanza-come-progetto-di-sviluppo-umano%e2%80%9d/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=roma-%25e2%2580%259ccrescere-insieme-da-lontano-il-sostegno-a-distanza-come-progetto-di-sviluppo-umano%25e2%2580%259d</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 18:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione AVSI</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sad]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sostegno a distanza come progetto di sviluppo umano è il tema affrontato al convegno “Crescere insieme, da lontano” organizzato dall’Agenzia per il Terzo Settore martedì  21 febbraio a Roma,<i>...</i>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sostegno a distanza come progetto di sviluppo umano è il tema affrontato al convegno “<strong>Crescere insieme, da lontano</strong>” organizzato dall’<strong>Agenzia per il Terzo Settore</strong> martedì  21 febbraio a Roma, presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini.</p>
<p>“Il sostegno a distanza è uno dei più importanti ed efficaci modi per accumulare capitale sociale ed è il fattore decisivo per lo sviluppo” sottolineava <strong>Stefano Zamagni</strong>, Presidente Agenzia per il Terzo Settore, al Meeting di Rimini 2011 dialogando con AVSI. “Il sostegno, in definitiva – continuava – è parte di un progetto educativo che tiene conto del contesto culturale del bambino.”</p>
<p>Insieme a Stefano Zamagni partecipano al convegno <strong>Marida Bolognesi</strong>, Consigliere Agenzia per il terzo settore<strong>, Maurizio Lupi</strong>, Vicepresidente Camera dei Deputati, <strong>Giuseppe Fioroni</strong>, Deputato parlamentare, <strong>Luca Volontè</strong>, Deputato parlamentare.</p>
<p><strong>Alberto Piatti</strong>, Segretario della Fondazione AVSI, partecipa al convegno per la sessione “Dall’emergenza allo sviluppo, attraverso il sostegno a distanza”. A dialogare con lui <strong>Edoardo Patriarca</strong>, Consigliere Agenzia per il Terzo Settore, e <strong>Marco De Cassan</strong>, Osservatorio SaD.</p>
<p><strong>L’esperienza di AVSI con il Sostegno a distanza in Uganda, Rwanda e Kenya</strong> è stata riconosciuta come best practice e viene presentata da <strong>Dania Tondini</strong>, per anni Responsabile Sad AVSI. In questi paesi africani la Fondazione opera con il sostegno a distanza dalla prima metà degli anni ’90. Nel 2005 ha avuto inizio il <strong>progetto OVC</strong> (Our Vulnerable Children, i nostri bambini vulnerabili, subito ribattezzato: <strong>Our Valuable Children, i nostri bambini di valore</strong>), in collaborazione con <strong>USAID</strong>, l’agenzia di cooperazione americana.</p>
<p>Un progetto per la cura e l’educazione dei bambini orfani e vulnerabili, conclusosi nel 2010, che ha migliorato la vita di oltre <strong>14mila bambini</strong>, delle loro famiglie e comunità nelle quali vivono.</p>
<p>Le storie di questi giovani ragazzi sono state raccolte nel libro “<strong>Volti di Speranza</strong>” che vuole celebrare i risultati raggiunti grazie al progetto OVC e sottolineare come lo sviluppo vero avviene prima di tutto nella singola persona, nel suo scoprire, dentro un incontro umano buono, la possibilità di diventare protagonista della propria vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Convegno-SAD_21-febbraio-2012.pdf" target="_blank">Il Programma del Convegno</a><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/2011/12/27/ovc-i-nostri-bambini-di-valore-con-testimonianza-di-rose-del-meeting-point/">Video: OVC, I nostri bambini di valore</a><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/pubblicazione/volti-di-speranza-i-fiori-e-i-frutti-del-progetto-ovc-di-avsi/">Volti di Speranza</a><a class="sitelink" title="Notizie SAD" href="http://www.avsi.org/tag/sad/">Leggi tutte le notizie del sostegno a distanza</a></p>
<h3 style="text-align: center;"></h3>
<h3 style="text-align: center;"></h3>
<h3 style="text-align: center;"></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="color: #007c4f; font-size: 18pt;">Sostegno a distanza:<br />
</span></strong><strong><span style="color: #007c4f; font-size: 14pt;">un caffé al giorno, due lettere all&#8217;anno<br />
</span></strong><strong><span style="color: #007c4f; font-size: 18pt;">e un sorriso per sempre!</span></strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Con <strong>312 euro all&#8217;anno</strong> (solo 85 centesimi, meno di un caffè al giorno!) e con la <strong>tua amicizia</strong> un ragazzo potrà andare a <strong>scuola</strong>, <strong>nutrirsi</strong>, <strong>divertirsi</strong>, <strong>crescere</strong>, in un <strong>percorso educativo</strong> che coinvolge anche la sua <strong>famiglia</strong> e la sua <strong>comunità</strong>.</p>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="color: #007c4f; font-size: 18pt;">Diventa sostenitore a distanza!</span></strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong><span style="color: #007c4f; font-size: 14pt;"><a href="http://www.avsi.org/cosa-fare-per-avsi/sostegno-a-distanza/">Scopri come..</a></span></strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>SOSTEGNO A DISTANZA in UGANDA: parlano i protagonisti della Giussani High School</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 16:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione AVSI</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione dell’inaugurazione a Kampala della “Luigi Giussani High School” il 3 febbraio 2012, i colleghi di AVSI in Uganda Emmanuel Kintu e Francesca Celegato, hanno incontrato e intervistato i futuri<i>...</i>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>In occasione dell’inaugurazione a Kampala della “Luigi Giussani High School” il 3 febbraio 2012,</strong> i colleghi di AVSI in Uganda Emmanuel Kintu e Francesca Celegato, hanno incontrato e intervistato i futuri protagonisti della scuola, che potranno studiare anche grazie al Sostegno a distanza.</h2>
<p><strong>Il 3 febbraio è stata inaugurata la “Luigi Giussani High School”, una scuola secondaria per 400 ragazzi di Kireka fatta con 32mila collane di carta riciclata realizzate dalle donne del Meeting Point International e distribuite da 1.300 volontari italiani degli AVSI Point, per le Tende, in azienda, tra amici, colleghi e in famiglia. Un’amicizia dell’altro mondo che il Sostegno a distanza permette di continuare.</strong></p>
<p>Questa scuola, nata nel contesto di una delle zone più povere di Kampala, costituisce per l’intera comunità non solo una grande novità e un motivo di immensa gioia, ma anche la possibilità di sperare in un futuro migliore per le proprie famiglie.</p>
<p><strong>Le caratteristiche della “Luigi Giussani High School” differiscono sostanzialmente da quelle delle altre scuole di Kireka e dell’intera Kampala e tutti,</strong> in particolar modo studenti e genitori, ne sono consapevoli e ne parlano con enorme fierezza e gratitudine; il rapporto che si instaura fra insegnante e studente, la partecipazione attiva delle famiglie, la qualità degli ambienti e dell’insegnamento fanno l’unicità di questa scuola.</p>
<p><strong>I ragazzi che abbiamo incontrato hanno evidenziato soprattutto la particolarità della relazione che si viene a creare tra insegnante e studente, che va totalmente al di fuori degli schemi estremamente rigidi e formali tipici del sistema scolastico ugandese</strong>; il fatto che lo scopo del professore vada al di là della mera trasmissione di conoscenze e si concentri soprattutto sulla costruzione di un’amicizia, sulla condivisione di esperienze e sul “camminare insieme ai propri studenti verso la Verità”, costituisce un elemento rivoluzionario di cui i ragazzi hanno colto appieno il valore e l’importanza.</p>
<h3> “Questa scuola è unica nel senso che l’insegnante guarda a me come persona, come insieme di valori, esperienze, conoscenze e desideri, non solo come sua prigioniera. Mi insegnano come comportarmi per avere successo nella vita, come relazionarmi con le altre persone ed ad avere rispetto del prossimo”</h3>
<p><strong>Queste sono sono le parole di Vivian Shida, una delle ragazze che ha ricevuto il Battesimo il 2 febbraio 2012 presso la chiesa di San Mattia a Kireka, assieme ad una decina di altri futuri studenti della nuova scuola</strong>. Tutti vestiti di bianco attendevano in un clima di forte emozione l’inizio della Messa ed alcuni di questi, subito prima della celebrazione, hanno condiviso con noi  le loro sensazioni riguardo all’imminente esperienza di incontro con Dio e le aspettative riguardo al proprio futuro come studenti della neonata “Luigi Giussani High School” e come uomini e donne nel mondo; Kevin desidera diventare un ingegnere, John un politico, Stephen un dottore, Vivian prenderà i voti…</p>
<p><strong>Questi ragazzi sono consapevoli della portata innovativa della loro scuola e del fatto che l’educazione che vi riceveranno sarà basata su un concetto radicalmente diverso rispetto a quello utilizzato negli altri istituti della città.</strong> Ecco l’idea di <strong>Kamurinde John</strong>, 17 anni:</p>
<h3>“Educazione è il riconoscimento del proprio valore, l’acquisizione di conoscenze riguardo a tutti gli aspetti della vita. Qui vengo accompagnato nel mio percorso spirituale ed allo stesso tempo sto sviluppando un mio pensiero politico, diventerò qualcuno perchè sono stato trasformato dalla natura della mia scuola. Qui ho cominciato una nuova vita vivendo una realtà completamente differente”.</h3>
<p>Alla cerimonia inaugurale  della scuola abbiamo colto l’occasione per catturare l’opinione della <strong>Preside, Suor Ngabirano Boniconcili:</strong></p>
<h3>“Nella scuola lavorano 19 insegnanti qualificati ed abbiamo laboratori di scienze ben attrezzati; gli studenti inoltre acquisiscono conoscenze e competenze nel contesto di un ambiente confortevole, che li fa sentire a casa propria. L’avventura della “Luigi Giussani High School” è stata resa possibile e continua ad essere tale grazie alla straordinaria amicizia con il Sostegno a distanza, il quale connette persone provenienti da diversi paesi con i singoli bambini. Riguardo al futuro di questa scuola desideriamo che costituisca un punto di riferimento, un luogo in cui gli insegnanti assieme agli studenti camminino lungo un percorso di crescita educativa e personale, nel quale le famiglie e l’intera comunità alla quale i ragazzi appartengono siano coinvolti in prima persona, come protagonisti”.</h3>
<p><strong>La presenza attiva della famiglia nel cammino educativo del ragazzo, quindi, gioca un ruolo fondamentale affinchè la sua esperienza scolastica si concluda con successo. Teddy Bongomin</strong>, in qualità di genitore e al contempo di collaboratrice del Meeting Point International di Kireka, è piena di gioia al pensiero che il duro lavoro di tante mani messe assieme per raggiungere un unico scopo ha trasformato il sogno, l’idea di una scuola, in realtà:</p>
<h3>“Con speranza e fede credo che i nostri figli porteranno un cambiamento nella società in cui vivranno e che la nostra scuola costituirà sempre un esempio per l’intero paese ed un faro per la nostra comunità. La “Luigi Giussani High School” si preoccupa del benessere del ragazzo e tiene conto del suo intero essere. Agli studenti vengono forniti tre pasti al giorno, impossibili da ricevere a casa nella maggior parte dei casi, preparati con amore dal gruppo di mamme che si occupano della cucina; grazie al coinvolgimento nella vita della scuola degli adulti appartenenti alla comunità di Kireka si creano posti di lavoro utili a migliorare la condizione economica della famiglia di cui lo studente fa parte. L’educazione che il ragazzo riceve lo rende cosciente della persona  che è e di Chi l’ha creato, quindi anche l’orfano che ha perso tutto, che vede il proprio futuro buio, che è disilluso nei confronti della società e si sente inutile, qui verrà reso consapevole del suo enorme valore”.</h3>
<p><strong>Infine un’altra figura che segue da vicino i bambini e li accompagna nella loro crescita personale monitorando sia il loro progressi scolastici sia la situazione familiare, è quella dell’assistente sociale che lavora con il Meeting Point International nell’ambito del Sostegno a distanza. Uno di questi è Lukwiya Nicholas</strong> il quale si occupa dei bambini vulnerabili della comunità di Kireka, ormai diventati uomini e donne nel momento in cui fanno il loro ingresso nella nuova scuola.</p>
<h3>“La bellezza di questo rapporto &#8211; spiega Nicholas &#8211; sta nel fatto che il ragazzo si esprime liberamente, creando un atmosfera di scambio reciproco, in cui i problemi quotidiani vengono risolti insieme e nel quale tutti sono coinvolti, assistenti sociali, insegnanti, studenti, madri, tutori e tanti amici provenienti da tutto il mondo che spesso vengono qui, a Kireka, per sperimentare quest’amicizia. Qui i ragazzi vengono educati ad apprezzare il fatto che i loro desideri non si esauriranno mai poichè l’essere umano in quanto tale è qualcosa di più grande di tutto il resto nel mondo e i desideri del suo cuore non possono essere esauditi se non da Chi l’ha creato. Grazie a questa consapevolezza uno studente della “Luigi Giussani High School” cresce con la curiosità di scoprire gli aspetti della vita spesso ignorati dalle altre persone&#8221;.</h3>
<p><strong>Nicholas ha costruito un forte legame fra sè e questi ragazzi dal momento che ha vissuto insieme a loro giorno per giorno un infinito dramma pieno di nuove esperienze e di scoperte.</strong></p>
<h3>&#8220;Grazie alla presenza dei genitori lungo tale percorso, questa scuola è riuscita a ricostruire le relazioni familiari rotte principalmente da vent’anni di guerra che ha imperversato nel nord del paese, contesto dal quale la maggior parte dei ragazzi proviene. Gli studenti sono parte della comunità, ed è quindi responsabilità della comunità occuparsi dei propri figli; in questo modo le tante famiglie diventano una sola grande famiglia nella quale ognuno viene abbracciato con amore. Gli studenti trasmettono a casa ciò che hanno imparato a scuola e in tale modo diventano un esempio per la famiglia e per l’intera comunità. <strong>Lo scopo della Luigi Giussani High School è quello di riuscire ad educare il cuore dei ragazzi in modo che tale cambiamento venga tramandato di generazione in generazione”</strong>.</h3>
<p><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/2012/02/16/luigi-giussani-high-school-una-scuola-secondaria-per-400-ragazzi-taglio-del-nastro-3-febbraio-a-kampala/" target="_blank">Leggi la storia della scuola</a><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/2012/01/20/sostegno-a-distanza-storia-di-successo-in-uganda/" target="_blank">Leggi la storia di successo di Emmanuel</a><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/cosa-fare-per-avsi/sostegno-a-distanza/" target="_blank">Sostieni anche tu un bambino a distanza</a><a class="sitelink" title="Notizie SAD" href="http://www.avsi.org/tag/sad/">Leggi tutte le notizie del sostegno a distanza</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>A.A.A.CERCASI NUOVI SOSTENITORI A DISTANZA per bambini e ragazzi in Uganda!</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 13:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione AVSI</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sad]]></category>

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		<description><![CDATA[AVSI con il Sostegno a distanza segue in Uganda 4.500 bambini e ragazzi, tutti provenienti da famiglie molto povere che vivono situazioni difficili. &#160; Tante sono le cose che si<i>...</i>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>AVSI con il <strong><span style="color: #007c4f; font-size: 14pt;">Sostegno a distanza</span> segue in Uganda <span style="color: #007c4f; font-size: 14pt;">4.500 bambini</span> e ragazzi, tutti provenienti da famiglie molto povere che vivono situazioni difficili.</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tante sono le cose che si fanno grazie al Sostegno a distanza!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #007c4f; font-size: 12pt;">I bambini e i ragazzi </span></strong>ricevono materiale e tasse scolastiche per poter frequentare la scuola, l’assicurazione sanitaria per essere curati, attività ricreative e di supporto psicosociale per crescere serenamente.</p>
<p><strong><span style="color: #007c4f; font-size: 12pt;">Le famiglie </span></strong>oltre ad essere accompagnate nel percorso educativo beneficiano di un sostegno formativo ed economico.</p>
<p><strong><span style="color: #007c4f; font-size: 12pt;">Gli insegnanti </span></strong>e gli assistenti sociali che seguono i bambini e i ragazzi sostenuti hanno l’opportunità di seguire corsi di aggiornamento.</p>
<p><strong><strong><span style="color: #007c4f; font-size: 12pt;">Altri 100 bambini e ragazzi</span> aspettano un amico che possa aiutarli:<br />
potresti essere tu!</strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/cosa-fare-per-avsi/sostegno-a-distanza/">Attiva ora un sostegno a distanza: l’amicizia non ha confini!</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>E quando finisce il sostegno a distanza? Ecco una nuova partenza..</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 11:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione AVSI</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[sad]]></category>

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		<description><![CDATA[I sostenitori spesso ci chiedono cosa accade quando il sostegno termina: che ne sarà di quel bambino che ho sostenuto sino ad oggi? Cosa farà una volta uscito dal progetto?<i>...</i>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I sostenitori spesso ci chiedono cosa accade quando il sostegno termina:</strong> che ne sarà di quel bambino che ho sostenuto sino ad oggi? Cosa farà una volta uscito dal progetto? Che frutti porteranno gli anni di sostegno?</p>
<p><strong>In tutti i paesi in cui AVSI è presente con il sostegno a distanza</strong>, il rapporto che sino al giorno prima aveva legato i responsabili, gli assistenti sociali e gli educatori ai bambini e alle loro famiglie non si interrompe bruscamente, ma rimane sempre aperto.</p>
<p><strong>Per un aiuto, un consiglio o semplicemente per rivedere un volto amico. </strong></p>
<p>Ma il cammino fatto assieme crea legami forti anche tra chi direttamente ha beneficiato del sostegno, tra i bambini, i ragazzi.</p>
<p>E così, un po’ per desiderio dei sostenitori di sapere cosa accadeva finito il sostegno, un po’ per desiderio dei bambini, dei ragazzi “ex-SaD” (Sostegno a Distanza) di ritrovarsi e aiutarsi in una nuova fase della vita e… perché no, un po’ anche per desiderio di chi aveva accompagnato per tanto tempo il loro cammino, <strong>è nata in alcuni paesi l’idea di dedicare un’intera giornata volta a festeggiare chi usciva dal sostegno a distanza, ritrovare chi ne era uscito già da un po’ e accogliere chi invece iniziava ora questa importante esperienza</strong>.</p>
<p><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/AVSI-RWANDA.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12544" title="AVSI RWANDA" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/AVSI-RWANDA-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In <strong>Rwanda</strong>, per esempio, la scorsa estate è stata organizzata una grande festa di benvenuto per chi entrava nel progetto e per salutare chi ne usciva. <strong>Maria Lazzari, responsabile AVSI in Rwanda</strong>, scrive:</p>
<p>“La festa di addio permette di chiudere ufficialmente il percorso, ma anche se si parla d&#8217;addio, si tratta in realtà di <strong>una nuova partenza</strong> con un altro tipo di relazione. Ed è anche l&#8217;occasione per mantenere e/o riannodare i contatti. Così, alla fine della giornata, sono stati raccolti in un registro conservato in ogni ufficio di zona tutti i riferimenti degli ex-alunni che hanno partecipato”.</p>
<p><strong>I giovani che avevano concluso il percorso hanno testimoniato, con commozione, l’accoglienza ricevuta, come si sono integrati, l’esperienza di esser sostenuti a distanza, la riconoscenza per aver potuto terminare gli studi e il percorso intrapreso oggi.</strong></p>
<p><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Rwanda-SAD.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12545" title="Rwanda SAD" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Rwanda-SAD-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Durante la festa sono state presentate le attività realizzate nel 2011 e sono stati consegnati i doni di benvenuto ai bambini che entravano nel progetto (uno zaino per la scuola, una casseruola per cucinare e un catino per l’igiene personale, che rappresentano anche i tre principali fronti d’intervento del sostegno a distanza) e si è concluso con un pranzo insieme.</p>
<p>Per chi vorrà, sarà possibile frequentare poi un programma specifico attuato da AVSI volto ad aiutare i ragazzi ad <strong>affacciarsi al mondo del lavoro</strong>.</p>
<p>Le autorità locali, che hanno partecipato all’evento, hanno apprezzato molto la scelta di non abbandonare i ragazzi una volta finito il loro percorso nel sostegno a distanza, ma di <strong>creare nuovi ponti, nuovi rapporti, nuove strade</strong>.</p>
<p>Anche in <strong>Kenya</strong> hanno organizzato un grande evento, <strong>l’Alumni Day</strong>: una festa in cui accogliere i nuovi bambini entrati nel programma, salutare quelli che hanno finito gli studi raccogliendo anche qualche testimonianza della loro esperienza.</p>
<p><strong><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/AVSI-KENYA.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12546" title="AVSI KENYA" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/AVSI-KENYA-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Una giornata emozionante sin dai preparativi.</strong> L’allestimento, le decorazioni, la preparazione del rinfresco (che si è rivelato un vero e proprio pranzo) hanno coinvolto con passione i ragazzi delle scuole e gli educatori.</p>
<p><strong>Antonino Masuri</strong>, che segue i rapporti tra sostenitori e bambini nell’ambito del progetto di <strong>sostegno a distanza in Kenya</strong>, racconta la <strong>gratitudine emersa dalle parole dei ragazzi</strong> per aver potuto studiare, per i corsi di recupero, le gite e le attività ricreative, per esser stati accolti e amati. Non a caso più di uno parla di “<strong>famiglia dell’AVSI</strong>”, in cui rientrano tutti, i responsabili, gli assistenti sociali, i sostenitori.</p>
<p>“Le testimonianze dei ragazzi sono state molto belle: hanno sottolineato un cambiamento della loro vita reso possibile grazie al percorso educativo ricevuto, dovuto ad una compagnia personale nello scoprire i propri talenti e desideri. Alcuni hanno proprio scelto di impegnarsi a loro volta nel sociale, come <strong>Dankan</strong> che ha iniziato un programma per ragazze madri nello slum di Kibera o <strong>Stephen</strong> che, infermiere, lavora con i bambini sieropositivi e le loro famiglie”.</p>
<p><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Kenya.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12547" title="Kenya" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Kenya-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Questo è uno dei più importanti effetti del sostegno sui bambini e i ragazzi: poter <strong>guardare al futuro che gli si apre ora davanti con speranza</strong>, e avere una positività che sarebbe altrimenti difficile da sostenere in questi contesti di estrema povertà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/cosa-fare-per-avsi/sostegno-a-distanza/">Sostieni anche tu un bambino a distanza</a></p>
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		<title>UGANDA. La Luigi Giussani High School inaugurata a Kampala tra i canti delle donne del Meeting Point</title>
		<link>http://www.avsi.org/2012/02/16/luigi-giussani-high-school-una-scuola-secondaria-per-400-ragazzi-taglio-del-nastro-3-febbraio-a-kampala/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=luigi-giussani-high-school-una-scuola-secondaria-per-400-ragazzi-taglio-del-nastro-3-febbraio-a-kampala</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 10:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione AVSI</dc:creator>
				<category><![CDATA[3 febbraio 2012 Kampala Uganda]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Inaugurazione venerdì 3 febbraio 2012, Kampala, Uganda Luigi Giussani High School. Una scuola secondaria per 400 ragazzi di Kireka fatta con 32mila collane di carta riciclata realizzate dalle donne del<i>...</i>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: 11pt;"><em>Inaugurazione venerdì 3 febbraio 2012, Kampala, Uganda</em></span></strong></p>
<p><span style="color: #007c4f; font-size: 12pt;"><strong>Luigi Giussani High School. </strong></span></p>
<p><strong><span style="font-size: 11pt;"><em>Una scuola secondaria per<br />
<span style="color: #007c4f;">400 ragazzi di Kireka</span> fatta con <span style="color: #007c4f;">32mila collane di carta riciclata</span> realizzate dalle donne del Meeting Point International e distribuite da <span style="color: #007c4f;">1.300 volontari italiani degli AVSI Point</span>, per le Tende, in azienda, tra amici, colleghi e in famiglia. Un&#8217;amicizia dell’altro mondo che il <span style="color: #007c4f;">Sostegno a distanza</span> permette di continuare.</em></span></strong></p>
<p><strong>Da Kampala, 3 febbraio 2012:</strong> Inaugurata oggi a Kampala la<strong> Luigi Giussani High School</strong>. Presenti alla cerimonia oltre <strong>350</strong> persone e <strong>150</strong> ragazzi dei <strong>400</strong> studenti. Dopo la messa celebrata dal Nunzio Apostolico di Kampala, l’Arcivescovo Paul Tschang In Nam, taglio del nastro, discorsi e una grande festa.</p>
<p><strong>Molte le donne del Meeting Point International presenti all’evento</strong> che, insieme ai ragazzi, hanno animato la messa e la festa. Commovente l&#8217;offertorio: una processione di persone, donne, tutte con qualcosa in mano come dono. Pomodori, caschi di banane, ananas, collane, e anche soldi.</p>
<p><strong>Rose Busingye, direttrice del Meeting Point International, ha sottolineato:</strong> “la vulnerabilità è mancanza di educazione. Questa scuola nasce dal desiderio delle mamme di un futuro migliore per i propri figli. La cosa più preziosa che ho avuto nella vita è l&#8217;incontro con l&#8217;esperienza cristiana che mi ha permesso di essere educata. Io desidero questo per questi ragazzi.”</p>
<p>“L&#8217;impegno della scuola – <strong>sottolinea Alberto Piatti, Segretario Generale della Fondazione AVSI</strong> &#8211; non è di uno, ma di un popolo. Oltre 35.000 collane, 1.500 donatori, 250 eventi grandi e piccoli per tutta Italia hanno permesso di costruire questa scuola.”</p>
<p><strong>Giampaolo Silvestri, direttore operativo di AVSI</strong>, ha mostrato il suo orgoglio per il risultato raggiunto, ma ricordato anche che tanto c’è ancora da fare.</p>
<p>“La scuola si inserisce tra le molte iniziative di AVSI in Uganda – <strong>ha affermato John Makoha, responsabile di AVSI in Uganda</strong> &#8211; che si rinforzano reciprocamente attraverso un lavoro congiunto. Complessivamente quasi 200 persone lavorano ai diversi progetti”.</p>
<p><strong>Il Nunzio, nel benedire l&#8217;opera, ha ripreso il messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace</strong>, ricordando la necessità di un’educazione umana e spirituale.</p>
<p><strong>Julián Carrón, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione</strong>, ha inviato un messaggio (<a href="http://www.clonline.org/articoli/ita/JC_kampala030212.htm" target="_blank">leggi</a>) che conclude con un augurio: “vi auguro che i vostri ragazzi siano migliori di voi, come ogni genitore spera per i propri figli”.</p>
<p>Il responsabile di <strong>Unesco</strong>, l&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Educazione, la Scienza e la Cultura, ha trovato il metodo proposto da AVSI con la scuola e dal PCE (Centro Permanente per l’Educazione) molto affine ai pilastri dell&#8217;educazione promossi dall’organizzazione: <strong>imparare ad essere, imparare a conoscere, imparare a fare, imparare a vivere insieme.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;ambasciatore italiano è stato accolto dal coro della scuola</strong> che ha intonato “Va Pensiero”. Sorpreso, ha commentato che è particolarmente suggestiva questa scelta che evoca il desiderio di rinascita di un popolo. Ha inoltre sottolineato il ruolo centrale che in questo processo di rinascita hanno avuto e avranno le donne e le ragazze.</p>
<p><a class="sitelink" href="http://www.flickr.com/photos/avsigallery/sets/72157629027417129/show/" target="_blank">Guarda la gallery fotografica</a><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/2012/02/22/i-video-dellinaugurazione/">Guarda i video dell&#8217;inaugurazione</a><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/2012/02/06/avsi-in-uganda-luigi-giussani-high-school-rassegna-stampa/">Sfoglia la Rassegna Stampa. Ascolta le interviste radio.</a><a class="sitelink" href="http://www.clonline.org/articoli/ita/JC_kampala030212.htm">Leggi il messaggio di Julián Carrón</a><br />
<object id="022c330e-3ae9-b826-5213-7b6b4d9ca68c" style="width: 420px; height: 297px;" width="320" height="240" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="menu" value="false" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v2/IssuuReader.swf" /><param name="flashvars" value="mode=mini&amp;shareMenuEnabled=false&amp;printButtonEnabled=false&amp;shareButtonEnabled=false&amp;searchButtonEnabled=false&amp;backgroundColor=%23222222&amp;documentId=120208131703-162dd8b05fe34a758b28357e465f46af" /><embed id="022c330e-3ae9-b826-5213-7b6b4d9ca68c" style="width: 420px; height: 297px;" width="320" height="240" type="application/x-shockwave-flash" src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v2/IssuuReader.swf" allowfullscreen="true" menu="false" wmode="transparent" flashvars="mode=mini&amp;shareMenuEnabled=false&amp;printButtonEnabled=false&amp;shareButtonEnabled=false&amp;searchButtonEnabled=false&amp;backgroundColor=%23222222&amp;documentId=120208131703-162dd8b05fe34a758b28357e465f46af" /></object><br />
<a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Scuola-Luigi-Giussani-High-School-Kampala-Uganda-AVSI.pdf" target="_blank">La scheda</a></p>
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<p>“Tutto nasce dal desiderio che i miei ragazzi possano essere guardati come sono stata guardata io”. Così esordisce <span style="color: #007c4f;">Rose Busingye</span> quando le si chiede della Luigi Giussani High School di Kampala. “Voglio che questi ragazzi scoprano un rapporto che riconosca il valore dell’altro, in cui l’altro non deve diventare lo schiavo delle tue idee, dove l’educatore ti deve accompagnare al tuo destino. Solitamente, invece, nelle scuole qui in Uganda e più in generale in Africa, l’insegnante è il tuo capo e tu sei schiavo di quello che dice. Quello che ho imparato dal don <em>Gius</em> è che l’educazione è uno che ti prende per mano e ti dice: “Vieni, camminiamo insieme, andiamo verso una verità, che non sono io,  ma la verità è un Altro”. Tanto che il motto della nuova scuola (in Africa ogni istituto ne ha uno) recita <em>“con le nostre mani, ma con la Sua forza”</em> ricordando le opere nella tradizione monastica benedettina.</p>
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<p><strong><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/Le-collane-di-Rose.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11553" title="Le collane di Rose" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/Le-collane-di-Rose-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #007c4f;">Da questa intuizione, un popolo si è mosso</span></strong> a Kampala come in Italia, nelle Americhe, in Europa e fino in Asia. In tutto il mondo è arrivata la domanda, proposta anche nella campagna delle Tende 2009-2010: abbiamo bisogno di una scuola secondaria per i ragazzi di Kireka, il quartiere della capitale in Uganda, dove ha sede anche il Meeting Point International diretto dall’amica Rose e le cui donne, madri dei giovani studenti, sono le ormai famose autrici delle belle collane di carta riciclata. E così, da tutto il mondo, è arrivato il prezioso contributo per la costruzione dell’edificio scolastico che sarà inaugurato il 3 febbraio 2012 e che farà studiare <strong>400 studenti</strong> grazie al <strong>Sostegno a distanza</strong>. <span style="color: #007c4f;">Una <em>nuova scuola fatta con le collane</em>, fatta cioè con le migliaia di persone che hanno proposto una collana in cambio di una donazione.</span> Il risultato è lì da vedere: <strong>oltre 32.000 collane</strong> realizzate dalle donne del Meeting Point hanno percorso chilometri e attraversato i mari per raggiungere quelle<strong> 1.300 persone</strong>, <strong>amici degli AVSI Point</strong>, che durante le <strong>Tende</strong>, gli incontri in azienda, le hanno proposte e raccontate ad amici, colleghi e parenti. Legati, gli uni agli altri come le collane.</p>
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<p><strong><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/AVSI-Uganda-photo-by-Morton.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11559" title="AVSI Uganda photo by Morton" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/AVSI-Uganda-photo-by-Morton-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #007c4f;">La Luigi Giussani</span></strong><span style="color: #007c4f;"><strong> High School è una scuola secondaria</strong></span>, corrisponde al liceo in Italia per intenderci. Garantire un percorso educativo dopo i primi anni della scuola dell’obbligo, significa dare la possibilità ai giovani di crescere e accedere, nel futuro, anche all’università. E questa meravigliosa avventura si concretizza grazie a quella straordinaria amicizia dell’altro mondo che è il <span style="color: #007c4f;">Sostegno a distanza</span>. “Quando mio padre è morto non avevo speranza. Prima di incontrare Rose, non pensavo di potere andare avanti a studiare; ma lei mi ha guardato e mi ha detto: “Dennis, lo sai che hai un valore? Puoi fare ciò che vuoi!”. Nemmeno mio padre mi ha mai parlato così, non mi aveva mai detto che ho un valore, che la mia vita ha un significato. Una cosa mi è piaciuta molto: Rose non mi ha semplicemente dato i soldi per studiare lasciandomi a me stesso, ma ogni volta si è fermata a parlare con me. Una volta le chiesi cosa volesse dire con la domanda “credi che la tua felicità stia nell’andare all’università?” Mi rispose che i nostri desideri sono infiniti. Questo mi ha spalancato gli occhi!”. Dennis aveva 7 mesi quando sua madre è morta, è cresciuto in una famiglia poligama, il padre è morto di Aids quando aveva 12 anni e da allora è aiutato dal Meeting Point International di Kampala con il Sostegno a distanza di AVSI dall’Italia che gli ha permesso di andare all’università. Storie come questa evidenziano come sia necessario partecipare alla grande sfida dell’educazione secondaria in corso in Africa e in tutti i paesi in via di sviluppo.</p>
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<p><span style="color: #007c4f;"><strong><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/AVSI-Uganda-by-Brett-Morton.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11561" title="AVSI Uganda by Brett Morton" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/AVSI-Uganda-by-Brett-Morton-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il desiderio per la nuova scuola è che sia un punto di riferimento</strong></span>, un luogo in cui gli insegnanti, insieme con gli allievi, vivano un’esperienza educativa e di crescita umana, dove la famiglia e la comunità di appartenenza del ragazzo siano co-protagonisti. “E’ sempre più urgente il bisogno di dare un’impostazione unitaria alla proposta educativa. – Afferma John Makoha, responsabile di AVSI in Uganda &#8211; Ciò risulta ancora più evidente a Kireka, quartiere abitato da persone provenienti da ogni parte dell’Uganda, di tribù diverse, spesso vittime di guerra o dell’emarginazione sociale generata dal diffondersi dell’Aids.”</p>
<p>“L’idea di costruire una nuova scuola – sottolineano da Kampala Chiara Broggi e Mauro Giacomazzi di AVSI &#8211; nasce proprio dal fatto che in Uganda nessuno educa i ragazzi a riconoscere il loro valore e la loro dignità. Nelle scuole, solitamente, questo non succede, i ragazzi sono trattati male, spesso picchiati, e al termine del percorso scolastico sono perfino peggio di quando hanno iniziato.”</p>
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<p><span style="color: #007c4f;"><strong><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/Posa-prima-pietra.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11562" title="Posa prima pietra" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/Posa-prima-pietra-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La scuola secondaria per i ragazzi di Kireka è iniziata due anni fa in un edificio temporaneo</strong>.</span> La prima pietra era stata posata il 21 maggio 2010 con l’on. Mario Mauro, Rose e la benedizione di padre Tiboni. A febbraio2012, in concomitanza con l’inaugurazione dell’edificio, inizia il nuovo anno scolastico in Uganda e si prevedono di avere 400 studenti che diventeranno 600 nei prossimi anni. L&#8217;edificio è di circa2.000 metri quadrati di superficie e ospita 12 classi disposte su 3 piani. Al momento alcune classi sono adibite a laboratori, uffici e biblioteca. Nel giro di qualche anno, l’intenzione è quella di costruire un nuovo building che ospiterà uffici e laboratori vari. Ogni piano ha il suo complesso di servizi igienici: una informazione in realtà non così scontata da queste parti.</p>
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<p><span style="color: #007c4f;"><strong><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/Le-Collane-di-Rose-allo-stand-di-AVSI-al-Meeting-di-Rimini-20101.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11584" title="Le Collane di Rose allo stand di AVSI al Meeting di Rimini 2010" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/Le-Collane-di-Rose-allo-stand-di-AVSI-al-Meeting-di-Rimini-20101-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il 95% dei giovani arriva dal Meeting Point International </strong></span>e la loro educazione e frequenza scolastica è assicurata da AVSI con il Sostegno a distanza e da Support International, il partner tedesco. Questi giovani sono i figli delle donne di Rose che abbiamo incontrato anche al <span style="color: #007c4f;">Meeting di Rimini</span> nell’agosto 2010 mentre portavano la loro testimonianza e, arrotolando le collane, ballavano e cantavano con una gioia incredibilmente travolgente.</p>
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<p><strong><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/Rose-e-Vicky.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11564" title="Rose e Vicky" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/Rose-e-Vicky-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #007c4f;">Mamme protagoniste, quasi tutte malate, quasi tutte con il virus dell’Hiv che hanno sempre chiesto di aiutarle ad assicurare un futuro ai loro figli. “Chi li aiuterà quando non ci saremo più?</span></strong> Come diventeranno persone adulte in grado di prendere le loro decisioni se non potranno andare a scuola?” Detto fatto. “Queste madri sono commosse – racconta Rose – dal fatto che grazie anche alle loro collane, che i volontari degli AVSI Point hanno instancabilmente proposto a tutti, si sia costruita una nuova scuola per i loro figli. Sentono che questa opera nasce dalle loro mani e dall’aiuto degli amici di tutto il mondo.” <strong>Oggi il Meeting Point International di Kampala, partner del network di AVSI, è una realtà matura che sostiene più di 5.000 persone malate di Aids </strong>con cure mediche, attività generatrici di reddito e assicura la scolarizzazione ai bambini. Il Meeting Point è soprattutto un luogo che ha fatto a pezzi i soliti luoghi comuni dell’Aids e nel quale il cuore vince sul pregiudizio e sulla malattia. Lo ha affermato anche il regista Spike Lee a Cannes alla premiazione della pellicola cinematografica Greater che lo raccontava per mano di Emmanuel Exitu.</p>
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<p><strong><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/Kireka-raccolta-fondi-per-le-vittime-dell’uragano-Katrina.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11565" title="Kireka raccolta fondi per le vittime dell’uragano Katrina" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/Kireka-raccolta-fondi-per-le-vittime-dell’uragano-Katrina-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #007c4f;">Ma le mamme del Meeting Point non si sono fermate</span></strong><span style="color: #007c4f;">.</span> Dopo essersi commosse e aver raccolto dei fondi spaccando pietre tutto il giorno con martelletti di fortuna da rivendere come ghiaia ai cantieri edili  – anche per le loro “colleghe americane di New Orleans”, madri nere come loro, vittime dell’uragano Katrina che ha sconvolto la costa degli Stati Uniti d’America nel 2008, dando vita ad una catena di solidarietà alla rovescia – ora hanno costituito una associazione di catering che provvede alla preparazione dei pasti per i ragazzi della nuova scuola e, inoltre, si prendono cura della pulizia di una parte dell’edificio.</p>
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<p><span style="color: #007c4f;"><strong><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/AVSI-Uganda-Kampala-Permanent-Centre-of-Education.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11568" title="AVSI Uganda Kampala - Permanent Centre of Education" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/AVSI-Uganda-Kampala-Permanent-Centre-of-Education-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Gli insegnanti della scuola</strong> <strong>sono una ventina, tra i quali già un paio di ex studenti del Meeting Point, e la formazione è assicurata dal Centro Permanente per l’Educazione (PCE). </strong></span>Una piattaforma educativa nel board della nuova scuola &#8211; nata da una precedente campagna Tende e con il contributo del partner spagnolo CESAL e del Ministero degli Affari Esteri Italiano – che ha già formato oltre 15 mila persone tra cui studenti, professori universitari, insegnanti, dirigenti scolastici, assistenti sociali e guardie carcerarie. Il PCE è impegnato anche sul fronte dell’emergenza educativa in corso nel Corno d’Africa, organizzando la formazione agli insegnanti di Dadaab &#8211; il più grande campo profughi del mondo &#8211; su richiesta di UNICEF che ha riconosciuto un metodo educativo particolare e vincente, focalizzato sul valore di ogni essere umano e che fa scuola in molte realtà africane. La stessa preside della nuova Luigi Giussani High School, Sr Biniconcilii Ngabirano, ha lavorato per molti anni al PCE in qualità di facilitatrice e, tuttora, è in continuo contatto.</p>
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<p><span style="color: #007c4f;"><strong><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/AVSI-Uganda-by-Brett-Morton1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11570" title="AVSI Uganda by Brett Morton" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/01/AVSI-Uganda-by-Brett-Morton1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>3 febbraio 2012: taglio del nastro della Luigi Giussani High School </strong></span>con la partecipazione del Nunzio Apostolico di Kampala, l’Arcivescovo Paul Tschang In Nam, le autorità locali, lo staff di AVSI con i suoi partner e numerosi ospiti internazionali. <strong>Ma i veri protagonisti della giornata sono i ragazzi.</strong> Per l’occasione hanno organizzato non solo canti e balli, ma anche la presentazione di due mostre: la prima sull’esperienza dei monaci benedettini, la seconda sulla via Lattea, introdotta dai curatori della mostra di Euresis. <strong>Non possiamo in questa occasione dimenticare la presenza delle donne del Meeting Point che vedono realizzarsi un sogno che solo qualche anno fa sembrava impossibile. </strong>La madre di Davis è un esempio per tutti: si unì al Meeting Point di Kampala nel 2010 dopo aver scoperto di essere sieropositiva. Trovare un aiuto per i suoi figli è stato come una cura per lei. “Quando mia madre seppe di avere l’Aids fu sconvolta. Gestiva un piccolo chiosco fuori casa, ma non guadagnava abbastanza per mandarci a scuola – ricorda Davis – ma il Meeting Point ci aiutò con il Sostegno a distanza”. “Quando mi resi conto quel giorno che mio figlio stava per ricevere un sostegno per andare a scuola, non potemmo neanche cenare. Danzammo tutta la notte. Fu un sollievo così grande. Ora sapevo che potevo occuparmi di altre cose mentre mio figlio studiava.” <span style="color: #007c4f;"><strong>La nuova scuola non è solo un nuovo edificio nel quale imparare, ma un luogo bello e sicuro dove i figli di queste mamme hanno la possibilità di scoprire se stessi e da qui costruirsi un futuro da uomini protagonisti.</strong></span></p>
<p><span style="color: #007c4f;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/2011/12/27/rai-3-avsi-in-alle-falde-del-kilimagiaro-con-le-collane-di-rose-ottobre-2009/">Le collane di Rose in TV Alle falde del Kilimagiaro</a><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/2012/01/21/intervista-dal-sussidiario-net-rose-del-meeting-point-di-kampala-ecco-l%E2%80%99ultimo-fiore-nato-da-don-giussani/">Leggi l&#8217;intervista a Rose dal Sussidiario.net</a><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/2012/01/23/luigi-giussani-high-school-una-scuola-fatta-con-le-collane/">AVSI Point: il racconto dei 1.300 volontari</a><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/2012/01/20/sostegno-a-distanza-storia-di-successo-in-uganda/">Sostegno a distanza in Uganda – La storia di successo di Emmanuel</a></p>
<h2><span style="color: #007c4f; font-size: 14pt;"><br />
I numeri della Scuola:</span><br />
<span style="color: #007c4f;"><strong>- 400 ragazzi</strong></span> <strong>studiano</strong> alla Luigi Giussani High School con il Sostegno a distanza e diventeranno 600 nei prossimi anni;<br />
<span style="color: #007c4f;"><strong>- 20 insegnati</strong></span> accompagnano i giovani nel percorso educativo, formati a loro volta dal Centro Permanente per l’Educazione (PCE) di Kampala;<br />
<span style="color: #007c4f;"><strong>- 12 classi</strong></span> ospitano le lezioni, i laboratori e la biblioteca;<br />
<span style="color: #007c4f;"><strong>- 2.000 mq </strong></span>è la superficie del terreno sul quale sorge la scuola;<br />
<span style="color: #007c4f;">- <strong>3 piani </strong></span>è alto l’edificio della scuola;<br />
<span style="color: #007c4f;"><strong>- 85 centesimi di euro</strong></span> è il costo al giorno per sostenere a distanza un ragazzo, per almeno un anno, dandogli l’opportunità di studiare;<br />
<span style="color: #007c4f;"><strong>- 32.000 collane di carta</strong> <strong>riciclata</strong></span> realizzate dalla donne del Meeting Point International hanno contribuito alla costruzione della scuola;<br />
<span style="color: #007c4f;"><strong>- 1.300 persone</strong> <strong>volontarie degli AVSI Point</strong></span> hanno raccolto fondi in Italia per la scuola proponendo le 32mila collane ad amici, parenti e colleghi.</h2>
<h2><span style="color: #007c4f; font-size: 14pt;">Sostieni anche tu la Scuola:</span><br />
<strong>- <a href="mailto:sostegno.distanza@avsi.org">sostegno.distanza@avsi.org</a> – tel. 0547.36.08.11<br />
</strong>- <strong><a title="dona ora" href="http://www.avsi.org/cosa-fare-per-avsi/donazioni/">dona ora</a> -</strong> causale “Luigi Giussani High School &#8211; Kampala”</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong><br />
</strong>For our English speaking readers, from www.avsi-usa.org:</h3>
<h3><a class="sitelink" href="http://www.avsi-usa.org/component/content/article/3-newsflash/312-new-high-school-in-kampala-uganda-a-dream-for-mothers-with-aids-who-made-it-possible.html" target="_blank">New high school in Kampala, Uganda</a></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Juventus Club “Fabrizio Ravanelli” e AVSI: quando lo sport abbraccia il Sostegno a distanza</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 10:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione AVSI</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sad]]></category>

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		<description><![CDATA[“Se uno ha passione per la vita non censura nulla, valorizza tutto, anche lo sport e il tifo”. Con queste parole Don Calogero Di Leo ha inaugurato lo scorso dicembre<i>...</i>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Se uno ha passione per la vita non censura nulla, valorizza tutto, anche lo sport e il tifo”.</p>
<p>Con queste parole <strong>Don Calogero Di Leo</strong> ha inaugurato lo scorso dicembre il neo costituito <strong>Club Juventino “Fabrizio Ravanelli” di Perugia</strong>, ufficialmente riconosciuto dalla società bianconera, che <strong>ha voluto iniziare l’anno sociale 2012 facendo il tifo</strong> oltre che per la Vecchia Signora anche <strong>per Anifa, una bimba mozambicana</strong>.</p>
<p>Durante la cena organizzata per l’inaugurazione, cui era presente anche il campione bianconero <strong>Fabrizio Ravanelli</strong>, sono stati infatti raccolti fondi per un <strong>sostegno a distanza in Mozambico con AVSI</strong>.</p>
<p>Un Club veramente particolare il “Fabrizio Ravanelli”, sia per la sua storia che per i suoi tifosi, estremamente eterogenei: donne, bambini (su 283 soci 42 hanno meno di 12 anni!), professionisti affermati, sacerdoti, emigrati e intere famiglie.</p>
<p>È la passione di un gruppo di amici per la Juventus e l’incontro con Fabrizio Ravanelli a far nascere il Club. Afferma <strong>Fabio Rondelli</strong>, socio fondatore: “quello che ci muove non è solo l’amore per una squadra di calcio, ma la voglia di condividere tutti gli aspetti della realtà per approfondire la nostra amicizia. Per questo il club coinvolge anche le famiglie, in particolare i nostri figli che di questi tempi hanno un disperato bisogno di messaggi educativi positivi”.</p>
<p><strong>Un’amicizia in azione, che parte dalla passione bianconera, che unisce tutti gli iscritti, per allargarsi all’impegno in opere caritative, culturali e sociali.</strong></p>
<p><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Il-discorso-inaugurale-del-presidente-don-Calogero-Di-Leo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12510" title="Il discorso inaugurale del presidente don Calogero Di Leo" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Il-discorso-inaugurale-del-presidente-don-Calogero-Di-Leo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>E poiché tra i soci…a distanza vi sono anche <strong>Alessandro Galimberti</strong> e <strong>Nicoletta Arcangeli</strong>, con AVSI in Mozambico, è nata anche l’idea di un video-saluto per il nuovo Club, realizzato con la collaborazione del partner locale <strong>Khandlelo</strong>, con protagonisti i bambini che frequentano il <strong>Centro Maria Grazia Rizzo</strong>, di Maputo. Il tutto ovviamente in chiave juventina.</p>
<p>Il cortometraggio è stato proiettato durante la cena inaugurale del Club, riscuotendo grande successo e molta commozione perché, citando le parole di Alessandro Galimberti “<strong>quando si fanno le cose per passione i risultati sono superiori all’impegno e alle aspettative!</strong>”.</p>
<h3>Guarda il video</h3>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/UDR55dipkrE" frameborder="0" width="500" height="284"></iframe></p>
<p><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/nazione/mondo-avsi/africa/mozambico/">AVSI in Mozambico</a><a class="sitelink" href="http://www.avsi.org/cosa-fare-per-avsi/sostegno-a-distanza/">Sostieni anche tu un bambino a distanza</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Campagna delle Tende: Un pezzo di mondo cambiato tra Vernasca e Redecesio per AVSI</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 16:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione AVSI</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Club Papillon della Martesana aveva organizzato per domenica 5 febbraio un pranzo a Redecesio, Milano, a sostegno della Campagna delle Tende di AVSI. Protagonisti della tradizionale degustazione i prodotti<i>...</i>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Club Papillon della Martesana</strong> aveva organizzato per domenica 5 febbraio un pranzo a <strong>Redecesio</strong>, Milano, a sostegno della <strong>Campagna delle Tende di AVSI</strong>. Protagonisti della tradizionale degustazione i prodotti piacentini selezionati dagli<strong> amici di Vernasca</strong>, Piacenza, in arrivo all’alba alla <strong>parrocchia S.Maria del Rosario</strong>, dove si sarebbe tenuto il pranzo.</p>
<p><strong>La notte ha portato però freddo e gelo, ghiaccio e neve, rendendo le strade dell’Appennino piacentino impraticabili per il don, i cuochi e le cuoche, in viaggio per raggiungere gli amici all’appuntamento nel milanese.</strong> Queste rigide condizioni non hanno fermato tuttavia il loro desiderio di dar vita al pranzo, che sanno essere un importante e significativo gesto di gratuità a favore dei progetti di AVSI nel mondo e delle popolazioni che la Fondazione sostiene.</p>
<h2>Maurizio ha partecipato al pranzo e ci ha raccontato il significato della giornata passata insieme per AVSI.</h2>
<p><em><strong><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Redecesio-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12563" title="Redecesio (1)" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Redecesio-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>“Metti che gli attesissimi protagonisti del pranzo pro-AVSI del club Papillon della Martesana</strong> &#8211; viveri e cuochi e cuoche e il don che li guida anime e gola &#8211;  debbano scendere all&#8217;alba domenicale di un 5 febbraio dall&#8217;Appennino piacentino per tortuose e irte stradette di ghiaccio e neve, sin giù, all&#8217;appuntamento, nel milanese, parrocchia di Redecesio con uso di cucina. Metti che al pranzo siano iscritte 150 persone, paganti s&#8217;intende. E metti che nella rigida notte tra il sabato e la festa quelle stradette diventino impraticabili, soprattutto per il grosso furgone zeppo del ben di Dio di queste terre, pancetta, e coppa, e lardo, e impasto da far gnocco fritto nell&#8217;olio bollente, e formaggi dei casolari, e crostate, e vino bianco Ortrugo, e quel rosso, generoso Gutturnio, miracoloso abbraccio di Barbera e Bonarda, destinati a far del bene al gusto dei commensali paganti e allo sviluppo delle opere dei volontari nel mondo.  </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Redecesio-4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12567" title="Redecesio (4)" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Redecesio-4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Metti tutto questo:</strong> e chiaro che non si può correre il rischio di dover dare  forfait, nemmeno per cause di forza maggiore. E allora, ecco: don Giancarlo da Vernasca e i suoi conducono il furgonato un bel po&#8217; di chilometri giù verso il piano, il sabato pomeriggio antecedente, risalgono alla base con altri mezzi per la notte, si rimettono in marcia la domenica all&#8217;alba, ridiscendendo a recuperare su strade più praticabili il furgone imbottito e&#8230; non mancano l&#8217;appuntamento.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Redecesio-3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12566" title="Redecesio (3)" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Redecesio-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Bella gente, questa è testimonianza inequivoca di un io gioioso che si lascia muovere dall&#8217;Avvenimento di Cristo.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Metti poi che la parrocchia sita in Redecesio conceda occupazione e uso di cucina</strong> – una splendida cucina per comunità – come pure occupazione e uso del comodo illuminato insonorizzato e soprattutto riscaldato salone da pranzo.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Metti che non ci sia verso</strong>, per decisione del reggente parroco don Beppe Vergani, di far accettare nemmeno un euro di rimborso spese.</em></p>
<p><em>Trattasi ancora, bella gente,  di testimonianza d&#8217;un gioioso io mosso dall&#8217;Avvenimento.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong><a href="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Redecesio-2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12564" title="Redecesio (2)" src="http://www.avsi.org/wp-content/uploads/2012/02/Redecesio-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Metti, ancora, che un medico 13 volte padre (!)</strong> (Omero Grava, medico in Haiti con AVSI, ndr), racconti ai 150 commensali paganti in che modo s&#8217;è preso gratuitamente cura di altri numerosi &#8220;figli&#8221; (quasi non ne avesse abbastanza), e di come questi ultimi siano tostissimi da seguire e salvare e curare e educare perché sono i figli del devasto senza fine di Haiti.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Metti insomma che ti si imponga da tutto questo l&#8217;evidenza</strong> che Uno ha avuto pietà del nostro niente,  e ciò basta e avanza a dar ragione di tutto. Ecco, bella gente. Accade. Mentre la colonnina del mercurio precipita, sovrabbonda il calore della Grazia. In un pezzo di mondo cambiato, con uso di cucina, un 5 febbraio a puntaspilli, tra Vernasca e Redecesio.</em></p>
<p style="text-align: right;"> <strong><em>Maurizio</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brasile: AVSI visita l&#8217;APAC di Santa Luzia per riscoprire la dignità in carcere</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione AVSI</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 10 febbraio Ezio Castelli, vicepresidente di AVSI, Maria Teresa Gatti, direttore Knowledge Management e Giorgio Capitanio, responsabile dei progetti in Brasile, hanno visitato l’Associazione di Protezione e Assistenza dei Carcerati (APAC &#8211;<i>...</i>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 10 febbraio Ezio Castelli, vicepresidente di AVSI, Maria Teresa Gatti, direttore Knowledge Management e Giorgio Capitanio, responsabile dei progetti in Brasile, hanno visitato l’Associazione di Protezione e Assistenza dei Carcerati (APAC &#8211; Associaçao de proteçao e assistencia dos condenados) di Santa Luzia nella regione metropolitana di Belo Horizonte in Brasile.</strong></p>
<h3>Ezio Castelli si è detto impressionato dal lavoro svolto nelle APAC: “Per noi, è importante conoscere da vicino il movimento di queste associazioni che sta avendo un grande impatto in Brasile e nel mondo sul tema delle carceri”.</h3>
<p><strong>Le APAC sono strutture integranti il sistema penitenziario brasiliano, ma parallele alle carceri; in queste strutture gestite da civili e da volontari non è presente la Polizia Penitenziaria e il detenuto inizia ad essere chiamato “recuperando”</strong>. Inizia per queste persone un reale percorso di recupero dove per la prima volta vengono guardate con uno sguardo differente, nuovo, più umano.</p>
<p><strong>E proprio la promozione della dignità umana nel compimento della pena dei condannati è il punto nodale del progetto “Alem dos Muros” </strong>(Oltre il Muro)<strong> realizzato da AVSI in partnership con l’organizzazione brasiliana Instituto Minas Pela Paz in appoggio alle APAC e finanziato dall’Unione Europea IEDDH (diritti umani).</strong></p>
<p>Presenti alla visita anche<strong> il responsabile di AVSI in Minas Gerais, Gianfranco Commodaro e il Project Manager Jacopo Sabatiello</strong>,<strong> il responsabile del progetto dell&#8217;Istituto Minas Pela Paz (IMPP) Eneas Melo, e il vice presidente dell&#8217;APAC Santa Luzia, Lauriene Abritta Ayres de Queiroz</strong>.</p>
<p><strong>Il giudice Joaquim Alves de Andrade ha evidenziato durante la visita l&#8217;importanza della partnership con AVSI:</strong></p>
<h3>“AVSI si sta occupando all’interno delle APAC della formazione del personale, attraverso corsi e seminari. Alla fine dell&#8217;anno scorso, è stato realizzato un corso in cui ogni partecipante ha proposto un piano organizzativo in accordo alla realtà specifica in cui opera. Quest’anno, nel mese di aprile, sarà realizzato un corso rivolto ai segretari dell&#8217;Associazione sugli indicatori sociali&#8221;.</h3>
<p><a class="sitelink" href="http://www.tjmg.jus.br/anexos/nt/noticia.jsp?codigoNoticia=39038" target="_blank">Leggi l&#8217;articolo uscito sul portale del TJMG</a></p>
<p><a class="sitelink" href="&quot;http://www.avsi.org/progetto/%E2%80%9Cal-di-la-dei-muri%E2%80%9D-%E2%80%93-alem-dos-muros/">Visita la sezione del nostro sito dedicata al progetto “Alem dos Muros”</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>AVSI</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 14:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministrazione AVSI</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Visualizza AVSI in una mappa di dimensioni maggiori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://maps.google.it/maps/ms?msa=0&amp;msid=216214157421211793464.0004b8d8f94a5ea052b91&amp;hl=it&amp;ie=UTF8&amp;t=m&amp;ll=45.460131,9.18457&amp;spn=5.394171,9.360352&amp;z=6&amp;output=embed" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="425" height="350"></iframe><br />
<small>Visualizza <a style="color: #0000ff; text-align: left;" href="http://maps.google.it/maps/ms?msa=0&amp;msid=216214157421211793464.0004b8d8f94a5ea052b91&amp;hl=it&amp;ie=UTF8&amp;t=m&amp;ll=45.460131,9.18457&amp;spn=5.394171,9.360352&amp;z=6&amp;source=embed">AVSI </a> in una mappa di dimensioni maggiori</small></p>
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