Domande frequenti (FAQ) e Kit del sostenitore

Domande frequenti (FAQ)

1. Chi può fare un sostegno a distanza?

Tutti: persone singole, famiglie, gruppi di amici, classi di scuola, aziende, enti locali, parrocchie, associazioni…

Il sostegno a distanzaè un impegno morale a cui chiunque può partecipare. Sostenere a distanza un bambino è un gesto di amicizia e di unità, è un gesto educativo per i propri figli o in ambito scolastico, può essere anche l’occasione di un regalo a persone care in momenti particolari dell’anno o della vita (compleanno, battesimo, prima comunione, matrimonio…).

2. Quanto dura il sostegno a distanza?

Dipende dal paese, dal progetto e dal tipo di sostegno previsto per il bambino. In genere almeno tre anni o anche più a lungo, a seconda dell’obiettivo che si cerca di raggiungere. La durata del sostegno non è legata a limiti di età (ci sono bambini che possono iniziare la scuola solo con molti anni di ritardo e quindi si trovano ad esempio a 18 anni ancora nella scuola primaria, oppure bambini che vengono sostenuti solo per il periodo della scuola materna), la situazione viene valutata caso per caso. Il sostegno non è una assistenza, un sussidio, ma un aiuto che ha come scopo lo sviluppo e che quindi ha una durata limitata nel tempo, per superare il momento di difficoltà e aiutare il bambino e la sua famiglia a raggiungere una propria autonomia.

3. Chi sono le persone a contatto con i bambini e come operano?

Sono persone italiane o locali, che lavorano per AVSI o per le organizzazioni locali con cui AVSI collabora. Vivono a contatto con i bambini e sono ben radicati sul territorio. Individuano i bambini da sostenere, organizzano la gestione dei contributi, lo svolgimento delle attività e la preparazione delle informazioni per i sostenitori. Ogni bambino ha una sua storia e noi cerchiamo di sostenere il suo percorso nella condizione concreta in cui si trova, in base alle sue necessità e alla possibilità di dare un aiuto reale. Il metodo di AVSI ha come scopo principale l’educazione. La presenza di adulti è quindi fondamentale per seguire ed accompagnare il bambino nel suo percorso. Gli operatori svolgono una costante attività di formazione per potere sempre migliorare la qualità del proprio lavoro educativo con i bambini e le loro famiglie.  AVSI, in linea con il principio di sussidiarietà, cerca di sostenere lo sviluppo di soggetti e organizzazioni locali per potenziare le loro capacità e il riconoscimento della loro dignità sociale e civile all’interno del paese in cui operano e a livello internazionale.

4. Chi riceve il denaro inviato dai sostenitori? Come viene utilizzato?

Il contributo del sostegno a distanza non è inviato direttamente al bambino o alla sua famiglia, ma serve per realizzare attività e servizi a favore del bambino, della sua famiglia e della sua comunità (centro educativo, recupero nutrizionale, sostegno scolastico, attività con le famiglie, formazione degli educatori, etc), e per le attività di coordinamento in loco del progetto. I contributi dei sostenitori vengono raggruppati e inviati nei paesi periodicamente in base alla programmazione delle attività sul campo, cercando di ridurre al minimo i costi dei trasferimenti bancari. In molti casiil sostegno a distanza è integrato con altre attività di AVSI sul territorio, cui contribuiscono anche altri finanziatori (Ministero Affari Esteri, Unione Europea, etc.) e perciò, accanto al sostegno personalizzato e alle attività di base, il bambino viene a beneficiare di un programma complessivo di sviluppo e il contributo del sostegno a distanza permette di moltiplicare le risorse a favore suo, della sua famiglia e della sua comunità.

5. Quanto della quota che verso viene utilizzata per il bambino?

AVSI trattiene in Italia per costi di gestione il 10% dell’importo versato dal sostenitore. Ma cosa si intende per “costi di gestione”? Un ufficio, delle persone che ricevono le adesioni, organizzano l’invio della corrispondenza ai sostenitori e ne registrano i versamenti, curano e controllano l’invio dei contributi ai coordinatori locali, rispondono alle domande dei sostenitori e danno informazioni, poi ci sono le missioni di verifica, per monitorare sul campo l’andamento dei progetti, le spese telefoniche, bancarie, postali, di stampa. Cerchiamo di mantenere i costi al minimo grazie al lavoro di tanti volontari che ci aiutano quotidianamente in ufficio per la spedizione delle letterine, nel rapporto con i sostenitori sul territorio, e a distanza per le traduzioni.

6. Il bambino sa che sono io a occuparmi di lui con il sostegno a distanza?

Generalmente i bambini sono informati di avere un sostenitore individuale.

In alcuni casi molto particolari, in cui potrebbero verificarsi problemi di sicurezza o di aspettative inadeguate, i bambini sanno di essere aiutati da amici italiani ma, almeno in fase iniziale, non ne conoscono l’identità.

7. Posso andare a trovare il bambino?

Andare a conoscere il bambino e il progetto all’interno del quale è aiutato è una esperienza bellissima che raccomandiamo. Naturalmente occorre avvisare con anticipo, di almeno un mese, l’ufficio AVSI in Italia per organizzare la visita e farlo nel rispetto della cultura e della situazione locale. I nostri coordinatori sono a disposizione per la visita ai progetti e l’incontro con il bambino, mentre non possono fornire supporto logistico per alloggio e trasporti.

8. È possibile invitare il bambino in Italia?

Non è possibile a causa dei problemi dovuti agli alti costi, ai problemi burocratici connessi ai documenti per l’espatrio, alle implicazioni familiari, potrebbe essere traumatico essere immerso per un breve periodo in un mondo troppo diverso dal suo, ma soprattutto perché non è utile nell’interesse del bambino, che è e resta sempre il criterio di giudizio per tutte le decisioni. Perciò è anche sconsigliato scriverlo nelle lettere indirizzate ai bambini, per non creare aspettative che non potranno essere soddisfatte e per non trasmettere una immagine utopica dei sostenitori.

9. Che tipo di informazioni riceverò? Con che frequenza?

Oltre alla scheda iniziale, riceverà due aggiornamenti all’anno: a seconda della situazione e dell’età saranno scritti del bambino o della famiglia, oppure disegni, foto, la pagella, un resoconto individuale da parte dell’educatore che lo segue e aggiornamenti sull’andamento del paese e del progetto.
Informazioni e aggiornamenti più frequenti presupporrebbero un impiego di risorse molto elevato (costi di spedizione, impegno degli operatori locali…). In ogni caso, se si verificano problemi particolari con il bambino, vengono tempestivamente comunicati.

10. È consigliato scrivere al bambino? Cosa è meglio scrivere?

Sì. Consigliamo scritti brevi, semplici, cartoline illustrate e soprattutto la vostra fotografia!

I bambini desiderano tantissimo conoscere gli amici che li aiutano da lontano e ricevere risposte alle loro lettere. Le lettere dai sostenitori li incoraggiano e li aiutano a imparare ad esprimersi e a comunicare più facilmente. È importantissimo per loro sapere che da un’altra parte del mondo c’è qualcuno che li vuole aiutare e dedica loro del tempo.
Importante: non mettere mai recapiti all’interno della lettera, potrebbe causare malintesi o richieste inadeguate, o ancor peggio l’indirizzo potrebbe essere intercettato da estranei che potrebbero creare situazioni spiacevoli.  Le lettere vanno spedite sempre all’indirizzo e seguendo le istruzioni indicate sull’ultima notizia ricevuta, il coordinatore locale e gli educatori consegneranno la posta ai bambini.

11. In che lingua devo scrivere? E in che lingua riceverò le informazioni?

La cosa migliore è utilizzare la lingua più comune nel paese (inglese, francese, spagnolo o portoghese), come indicato nelle nostre lettere.  Siccome in molti paesi i nostri colleghi sono soprattutto locali e non parlano italiano, anche le informazioni semestrali vengono spesso inviate in lingua. È sempre possibile, comunque, richiederci la traduzione che però potrà richiedere tempo, essendo effettuata dai nostri volontari. Anche tu, se conosci una di queste lingue, puoi aiutarci!

12. Posso mandare un regalo? Che cosa è consigliato?

Occorre sempre verificare con l’ufficio Sostegno a distanza in Italia, inviare pacchi può creare problemi e costi doganali molto elevati che assorbirebbero un’alta parte della quota versata per il bambino e che quindi non siamo in grado di sostenere. Inoltre i servizi postali dei paesi non sono sempre affidabili e quindi non è possibile dare garanzia assoluta della consegna. Si consiglia di inviare oggetti semplici o materiale didattico, quaderni, pennarelli, libri da colorare, che possano essere utilizzati dal bambino e dai suoi amici.

13. Se gli scrivo, il bambino mi risponderà?

È possibile ma non è automatico. I bambini sono sempre contenti di ricevere lettere ma non sempre riescono a comunicare il loro entusiasmo scrivendo e non sarebbe giusto forzarli a farlo. Ma vedere un bambino che riceve una lettera e una fotografia dal suo sostenitore è sempre commovente. In ogni caso al sostenitore viene confermata la ricezione della lettera o del pacco regalo.

14. È possibile utilizzare la posta elettronica?

È meglio di no, in molti paesi ci sono problemi di elettricità, le connessioni sono difficili e costose, lo scambio di email appesantirebbe il lavoro del coordinatore locale impegnando tempo e attenzione da dedicare invece al bambino. Soprattutto per un bambino è preferibile ricevere lettere di carta, fotografie, cartoline, comunicazioni più calde e più personali.

15. Posso mandare un contributo extra per il bambino? Come verrà utilizzato?

Sì. È il coordinatore locale che stabilisce come utilizzarlo. Viene sempre acquistato un regalo al bambino, come segno dell’attenzione e dell’affetto del sostenitore. Mettere a disposizione una somma ingente può creare tensioni o essere deresponsabilizzante per la famiglia o l’eventuale tutore e una situazione di squilibrio in una stessa comunità può causare invidie e gelosie e porre il bambino in una condizione di isolamento rispetto ai suoi amici. L’eventuale resto del contributo viene utilizzato per attività a favore della famiglia, di tutti i bambini del progetto, della comunità o per bisogni speciali. Il contributo extra può essere inviato facendo un versamento sul ccp 11512472 intestato a FONDAZIONE AVSI ONLUS ONG SAD o sul c/c 624234 della Banca Popolare dell’Emilia Romagna IBAN IT10W0538723901000000624234 o tramite carta di credito direttamente sul sito www.avsi.org nella sezione Sostegno a distanza, indicando nella causale ‘regalo per + nome + codice del bambino + paese’.

16. Se mando un contributo extra riceverò un riscontro? Dopo quanto tempo?

Il bambino o la sua famiglia sono invitati mandare una lettera di ringraziamento. In ogni caso il coordinatore locale stabilisce come utilizzare il denaro ricevuto e lo comunica al sostenitore tramite una apposita lettera o insieme alle notizie semestrali o all’interno della relazione annuale. I tempi possono essere lunghi, per ottimizzare i costi bancari e i costi organizzativi, e perché a volte l’utilizzo del contributo viene dilazionato nel tempo, per realizzare le attività nel momento più opportuno.

17. Quando termina il sostegno a un bambino? Come ne vengo informato?

Il sostegno a distanza può concludersi per motivi diversi: innanzitutto perché il bambino ha terminato il percorso educativo previsto o perché le condizioni economiche sono migliorate, è questo rappresenta il successo del nostro intervento! Ma può anche interrompersi, purtroppo, perché si trasferisce lontano e non è più possibile seguirlo o perché la famiglia non partecipa alle attività.

Il coordinatore locale monitora periodicamente la situazione di ogni bambino, la valuta rispetto agli obiettivi prefissati e decide quando è opportuno concludere il sostegno. Quando il sostegno per un bambino si conclude, il sostenitore riceve una lettera di spiegazione e insieme la proposta di un nuovo bambino o ragazzo da sostenere.

18. Quando il sostegno a un bambino si conclude, come vengono utilizzati i contributi già versati? È possibile restare in contatto con il bambino dopo la fine del sostegno?

I contributi eventualmente già versati vengono utilizzati per il sostegno al nuovo bambino proposto oppure destinati a casi di emergenza o ad attività a favore di tutti i bambini del progetto, secondo la valutazione del coordinatore locale.
Purtroppo non è possibile restare in contatto, spesso i ragazzi si spostano in zone lontane e i nostri operatori non hanno la possibilità di mantenere un contatto stabile.

19. E cosa succede se il sostenitore non può continuare il sostegno?

AVSI si fa carico di continuare ad aiutare il bambino fino alla fine del suo percorso, cercando eventualmente un nuovo sostenitore, per questo è importante comunicarci l’interruzione con almeno due mesi di anticipo.

20. Come posso aiutare di più AVSI?

Sono tantissimi i modi per aiutare AVSI: innanzitutto si può proporreil sostegno a distanza ad amici e conoscenti, diffondere le nostre cartoline promozionali, metterci in contatto con aziende, associazioni, scuole. E poi partecipare alle iniziative sul territorio o organizzarne di proprie, o aiutarci nelle traduzioni delle letterine. E naturalmente firmare per il 5xmille (codice fiscale AVSI 81017180407)!

Per ricevere materiale promozionale e dare la disponibilità come traduttore volontario – e-mail: sostegno.distanza@avsi.org, tel. 0547.360811

 

Kit del sostenitore

Ecco alcune indicazioni utili per le traduzioni delle lettere, informazioni sul contesto di provenienza del bambino e sul sistema scolastico nel quale si trova inserito.

 

Aiuto per le traduzioni

La vita quotidiana in Africa

Informazioni sui sistemi scolastici