Distribuzione di barre di sapone ai bimbi di una scuola di Rutshuru

 

 

 

 

Rapporto Annuale Sostegno a Distanza

 

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO

Nord Kivu

 

2007

 


AVSI: dal 1972 in cammino per la dignità della persona

 

La Fondazione AVSI è un’organizzazione non governativa senza scopo di lucro nata nel 1972 e impegnata con circa 111 progetti di cooperazione allo sviluppo in 39 paesi del mondo: America Latina, Africa, Est Europa, Medio Oriente, Asia.

 

LA MISSIONE

 

La missione di AVSI è sostenere lo sviluppo umano nei paesi più poveri del mondo nel solco dell'insegnamento della Dottrina Sociale Cattolica con particolare attenzione all'educazione e alla promozione della dignità della persona umana in tutte le sue espressioni. Il dramma che molte popolazioni stanno vivendo va combattuto tenendo conto dell'unicità dell'uomo con un progetto di sviluppo che guardi all'educazione come strumento per far emergere i talenti. Solo in questo modo è possibile consolidare un modello di sviluppo che faccia crescere gli uomini e, con loro, la pace.

IL METODO

 

1.     Centralità della persona

2.     Partire dal positivo

3.     Fare con

4.     Sviluppo dei corpi intermedi e sussidiarietà

5.     Partnership

I SETTORI DI INTERVENTO

 

 

RICONOSCIMENTI

 

AVSI è riconosciuta dal 1973 dal Ministero degli Affari Esteri Italiano come Organizzazione non governativa di cooperazione internazionale; è registrata dal 1991 come Organizzazione Internazionale presso l’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (USAID); è accreditata dal 1996 presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite di New York (ECOSOC); è accreditata con status consultivo presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo dell’Industria di Vienna (UNIDO); è accreditata con status consultivo presso il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia di New York (UNICEF); è inserita nella Special List delle organizzazioni non governative dell’Organizzazione Internazionale delle Nazioni Unite per il Lavoro di Ginevra (ILO).


2007 – Un anno segnato dalle difficoltà

 

Il 2007 è stato un anno segnato dalle difficoltà.

 

Nel 2006 si sono svolte le prime elezioni democratiche del Paese. Joseph Kabila, Presidente uscente, è stato dichiarato vincitore. A lui sarebbero andati, secondo la Commissione Elettorale Indipendente, poco più del 58% dei voti.

 

Dopo un periodo di relativa calma dove gli scontri erano localizzati e saltuari, il conflitto si è riacceso. Il tentativo di unificare tutte le diverse truppe militari sotto un’unica fazione è fallito. Nel mese di agosto, i ribelli e l’esercito nazionale hanno ricominciato a combattere. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un razzo lanciato verso l’autovettura  della scorta di un ufficiale governativo.

 

Il mese di settembre è stato così segnato da episodi di tensione nelle zone di Rutshuru, Masisi e nei pressi di villaggi ubicati a ovest di Goma. 

 

Oltre 50.000 persone hanno abbandonato i loro villaggi alla ricerca di un posto sicuro. Molti si sono spostati verso Goma, altri hanno dovuto cercare rifugio nei pressi della foresta. Infine è arrivata la stagione delle piogge che ha contribuito ad aggravare il quadro della situazione generale.

 

Le agenzie ONU e le varie ONG locali hanno organizzato campi di accoglienza per gli sfollati. Circa 15 assistenti sociali ed educatori AVSI sono stati costretti a rientrare a Goma perché operanti in zone a rischio (Mweso, Karambi, Jomba, Rutshuru).

 

Come avevo illustrato già negli scorsi rapporti da maggio 2006 il sostegno offerto ai bambini del progetto Sad (869 in tutto nel Nord Kivu) è stato ancora più incisivo grazie ad un finanziamento ricevuto dal Ministero degli Affari Esteri Italiano: si tratta di un progetto di 3 anni che terminerà nel maggio 2009. Ciò significa che il denaro da voi inviato per ogni singolo bambino moltiplica i suoi benefici grazie all’integrazione con un progetto più ampio che ci permette di poter fare molte attività di supporto non solo per le famiglie ma anche per alcune scuole in cui studiano i bambini del Sostegno a Distanza. Grazie a questo finanziamento del Ministero Italiano è stato possibile, anche, aumentare l’organico del personale con 1 espatriato e 10 persone locali che aiutano nello svolgimento delle attività. Le attività che sono possibili grazie a questo finanziamento, sono:

·        Riabilitazione di 5 strutture scolastiche ogni anno

·        Formazione di 180 insegnanti di scuola primaria e 70 di scuola secondaria per ogni anno

·        Alfabetizzazione di 500 tra giovani e adulti ogni anno

·        Creazione di associazioni per lo sviluppo economico (tra i genitori dei bambini del progetto SAD)

·        Corsi professionali per giovani

Come potete vedere, questo progetto finanziato dal ministero italiano è una grande opportunità per riuscire a cambiare la vita di alcune delle famiglie che sono sostenute grazie a voi e così poter auspicare il raggiungimento di una loro totale indipendenza.

 

La situazione di insicurezza creatasi a partire da agosto 2007 ci ha costretto dal mese di settembre alla sospensione di alcune di queste attività (in particolare la riabilitazione delle scuole, la formazione professionale e l’alfabetizzazione di adulti). Abbiamo cercato di localizzare tutte le famiglie dei bambini sostenuti, ma non è stato possibile raggiungerle tutte. Grazie alle ricerche sul territorio effettuate dai nostri educatori, siamo riusciti ad identificare 523 nuclei familiari su un totale di 870.

Dalla fine di novembre sono stati sospesi tutti gli spostamenti fuori Goma, per l’aumento dell’insicurezza e per l’inizio di alcune operazioni militari da parte dei militari governativi, che metterebbero a rischio la vita dei nostri assistenti sociali.

Speriamo a partire da gennaio di ricominciare la ricerca delle famiglie sostenute e con esse la ripresa di tutte le attività del progetto.

Sarà mia responsabilità e premura inviare periodicamente degli aggiornamenti sulla situazione e sull’andamento delle attività nel Nord Kivu, che saranno pubblicati sul sito internet di AVSI in modo da potervi mantenere aggiornati.

 

Sostegno scolastico

La ripresa delle lezioni quest’anno è stata caratterizzata da uno sciopero degli insegnanti che si è protratto per più di un mese facendo così slittare l’inizio delle lezioni. Gli insegnanti hanno indetto lo sciopero a seguito di una comunicazione del Ministero dell’Educazione che faceva riferimento alle modalità di presa in carico del salario degli insegnanti riconosciuti da parte del Governo. Questo significava che solo una percentuale, molto spesso inferiore al 50% del totale degli insegnanti, avrebbe visto il proprio salario pagato dallo Stato e non più dai genitori. Oltre a creare confusione e delusione per quella parte di insegnanti che non avrebbe ricevuto nessun compenso statale, e che avrebbe dovuto ancora obbligare i genitori a pagare una tassa per coprire i loro salari, c’è stato malcontento nei confronti della cifra fissata (il governo ha fissato la cifra a 60$ al mese per gli insegnanti di scuola primaria).

La gran parte delle scuole e degli insegnanti che hanno aderito allo sciopero proveniva dalle grandi città dove gli insegnanti ricevevano un salario superiore a 60$, questo grazie agli sforzi dei genitori, che quest’anno si sono rifiutati di aggiungere altri soldi dal momento che il ministero stesso aveva fissato la cifra a 60$.

Da qui potete comprendere la confusione, il malcontento e il prolungarsi dello sciopero. Non è stato raggiunto nessun accordo formale che abbia risolto anche solo in parte il problema: lo sciopero si concluso perché genitori e alunni hanno fatto pressione per non perdere troppi giorni di scuola.

Nonostante il ritardo siamo riusciti, entro novembre, a pagare tutte le tasse scolastiche e a consegnare a tutti i beneficiari il kit scolastico e l’uniforme. Il kit scolastico è composto da: 1 cartella; 1 compasso; 1 riga; 1 temperino;1 gomma; 2 quaderni da disegno; 4 quaderni da 32 pagine; 2 quaderni da 48 pagine e 2 da 96 pagine; 4 penne 3 matite 2 quaderni calligrafia; 1 lavagnetta; i gessetti per la lavagnetta (solo per la prima e la seconda elementare).

Per le ultime classi di scuola elementare e per la scuola superiore vengono aggiunte: 1 penna rossa e un numero di 4 quaderni da 48 pagine e 6 -anziché 2- quaderni da 96 pagine.

Per quanto riguarda il pagamento delle tasse scolastiche, è stato deciso di pagare solo il primo trimestre e di fare al contempo una ricerca di quali sono le scuole che hanno degli insegnanti che sono riconosciuti e quali invece non hanno nessun contributo statale.

Questa ricerca ci servirà per capire quale strategia adottare durante il 2008 per il pagamento delle tasse scolastiche. Tra le ipotesi possibili c’è quella di cercare di usare parte dei soldi destinati alle tasse scolastiche per coprire il compnso degli insegnanti non riconosciuti e quindi diminuire il carico dei genitori nelle scuole con bambini SAD; oppure dove tutti gli insegnanti sono pagati dallo stato usare il denaro per comprare materiale didattico a beneficio degli insegnanti e della scuola.

Colonie estive

Dal 24 di luglio sino al 30 agosto 2007 tutti i bambini tra i 6 e i 12 anni hanno partecipato al programma di colonie estive organizzato dagli educatori. I bambini hanno svolto diverse attività presso i loro villaggi. Le attività  sono state: lo studio della Bibbia e dei testi religiosi, la visione di alcuni film (“L’eroe nazionale Lumumba”, “Mobutu: re dello Zaire”, “La storia di Nelson Mandela”...), sport (pallavolo, calcio), gite scolastiche, giochi da tavolo e all’aperto, piccoli seminari su temi come l’educazione alla vita, l’igiene personale e dei luoghi, la fabbricazione di sapone a base di olio di palma e l’ascolto di musica tradizionale.

Sostegno alle famiglie

Il sostegno materiale alle famiglie è stato possibile grazie alle visite che gli assistenti sociali compiono annualmente presso il loro domicilio. Può avvenire attraverso i  seguenti canali:

 

Distribuzione di beni di prima necessità

Le famiglie, soprattutto durante gli spostamenti dovuti alla guerra, sono spesso in condizioni di indigenza. Oggetti di normale utilizzo quotidiano sono spesso persi o rubati durante i saccheggi diventando così veri e propri beni di sopravvivenza. Per questi motivi si forniscono loro soprattutto coperte, pentole, secchi, materassi, abiti e teli in plastica per proteggere le abitazioni dalle pioggie.

 

Attività Generatrici di Reddito (A.G.R)

Attraverso queste attività il nucleo familiare riceve i beni necessari a svolgere un’attività (piccolo commercio, allevamento o agricoltura) utile ad incrementare il reddito familiare.

Le famiglie esprimono le loro preferenze all’assistente sociale. Alcune scelgono di rivendere beni di prima necessità come il sale e il sapone. I beni vengono acquistati prima all’ingrosso e poi venduti in piccole quantità al dettaglio garantendo un margine di profitto al venditore.

 

Altri preferiscono ricevere capi di bestiame, come ad esempio montoni, capre o polli, occupandosi del loro allevamento e della loro riproduzione.

 

Le mamme di Rutshuru hanno deciso di vendere dolcetti fritti al mercato (bigné). L’iniziativa è nata un po’ per caso, ma è stata un successo. Il parroco aveva bisogno di merende da distribuire ai bambini delle colonie estive, quindi le mamme le hanno preparate con la farina e gli ingredienti ricevuti dal progetto. Da qui è nata l’idea di distribuire i dolci regolarmente al mercato per aumentare i profitti.

 

In altri casi sono stati distribuiti attrezzi e protezioni per svolgere attività agricole (zappa, pala e impermeabile) presso i campi comunitari di Rutshuru, Jomba, Rugari, Karambi e Mweso; qui sono state anche distribuite sementi che i genitori dei bambini (la maggioranza mamme) hanno imparato a seminare dopo avere partecipato ad un ciclo di formazione agricola durato cinque giorni e condotto da uno specialista agronomo.

 

I campi agricoli hanno prodotto rispettivamente:

 

1.      Rugari: fagioli, patate e ortaggi

2.    Rutschuru: soya, arachidi e manioca

3.    Jomba: patate dolci, fagioli

4.    Karambi: fagioli, patate

5.    Mweso: fagioli e manioca

 

A causa delle intemperie i raccolti di patate e fagioli di Karambi sono stati scarsi. Per questo motivo si è deciso di implementare la coltivazione con mais e cavoli, che sembrano meglio adattarsi al clima del luogo.

 

I genitori dei bambini hanno utilizzato una parte del raccolto per coprire i bisogni familiari, mentre un’altra è stata destinata alla vendita. Il commercio dei vari ortaggi e cereali ha generato dei capitali che sono stati utilizzati per costituire una piccola cassa comune presso i vari gruppi agricoli. Sarà su questi primi segnali di condivisione  che si potrà promuovere la formazione di associazioni locali prevista dal co-finanziamento del Ministero degli Esteri.

 

Corsi di taglio-cucito  e artigianato

I due corsi di taglio e cucito per le mamme dei bambini di Rutshuru sono stati portati avanti con successo da Suor Leontine e dal formatore proveniente dal Centro Don Bosco di Goma.

 

Il primo corso ha visto come partecipanti 20 mamme. Sono tutte in grado di leggere e scrivere e il livello di abilità raggiunto nella sartoria è piuttosto buono.

 

Le mamme che partecipano al secondo corso sono analfabete e in stato di vulnerabilità (molte hanno problemi di salute). 

 

Le mamme dei corsi hanno prodotto le uniformi scolastiche per quest’anno. L’uniforme femminile è composta da una gonna blu e da una camicetta bianca confezionate in modo molto semplice e con tessuti leggeri. L’uniforme maschile è costituita da un paio di pantaloni e una camicia delle stesse tonalità. Le uniformi, anche se non ancora perfette, sono state distribuite ai bambini appartenenti al progetto. Sono stati anche cuciti vestiti tradizionali da donna utilizzando i “pagnes” locali (tessuti stampati di cotone). Il denaro ottenuto dalla vendita è stato equamente distribuito alle famiglie che hanno partecipato alle attività.

 

È stata anche creata una piccola “cantine” dove è possibile acquistare sapone, candele, tessuti, strumenti per cucire e abiti. Questa piccola attività permette loro di raccogliere denaro utile al mantenimento non solo delle rispettive famiglie, ma anche e soprattutto, delle attività iniziate.

 

Le mamme del secondo corso di taglio e cucito si sono anche impegnate ad apprendere alcune tecniche per potere produrre cestini di vimini e borse in plastica. Queste ultime sono ottenute dall’intreccio, preciso e constante, di fili di plastica colorati e sono bellissime.

 

Una notizia: purtroppo Suor Leontine ha deciso di lasciarci per continuare con la sua formazione personale: si è iscritta all’Università di Goma, dove si è trasferita. Studierà presso la Facoltà di Sociologia. Il suo posto è stato preso dalla giovane Sr. Antoniette, residente a Rutshuru, sempre della stessa congregazione - Suore di S. Vincenzo de’ Paoli.

 

Anche l’atelier di sartoria di Mweso, situato nella regione di Masisi e che dista a circa 100 km da Goma, ha dato i suoi frutti. In totale 22 mamme hanno partecipato ai corsi di taglio e cucito confezionando le uniformi scolastiche per i bambini del progetto.

 

Tutte le partecipanti al primo corso di sartoria al termine delle attività (prevista per dicembre 2007) riceveranno una macchina da cucire (accompagnata da fili colorati, forbici, metro etc) per svolgere autonomamente la professione.

 

Corsi professionali

Il corso professionale di falegnameria di Karambi e di costruzioni edili di Rugari finiranno a dicembre. I futuri falegnami hanno prodotto sedie, tavoli, credenze e sgabelli che sono stati subito acquistati dalla comunità locale. Tra poco cominceranno a fabbricare anche i banchi per le scuole che verranno ristrutturate nella zona di Karambi.

 

I futuri muratori di Rugari hanno appreso a fabbricare mattoni, costruire muri, pozzi e a piastrellare superfici. Come esercizio pratico hanno deciso di costruire la cappella per la chiesa, una classe presso l’Istituto Mahano e hanno imbiancato i locali della parrocchia.

 

Purtroppo, i corsi, sono stati sospesi per via dell’insicurezza. Tuttavia, quando il clima si sarà fatto più sereno si pensa di prolungare la loro durata (da gennaio 2008) per permettere ai partecipanti di terminare la loro formazione. Alle fine dei corsi, tutti i partecipanti riceveranno un attestato di frequenza e un kit di strumenti utili ad esercitare la professione appresa in completa autonomia: pialla, cacciavite, lima, forbici , squadra etc. per i falegnami e tenaglie, metro, spago, badile etc. per i muratori.

 

Sostegno  medico per genitori e bambini

due storie a lieto fine

Come sapete, il sostegno medico non è solo previsto per i bambini appartenenti al progetto di sostegno a distanza, ma si estende ai loro familiari.

 

Per agevolare il coordinamento delle visite mediche e per garantire una buona qualità delle prestazioni, AVSI ha stretto un accordo con una clinica privata locale di Goma. Grazie a  questo accordo i bambini e le loro famiglie vengono visitati in loco e poi riaccompagnati nelle loro case dagli assistenti sociali.

 

Ci sono due storie a lieto fine che occorre segnalare. La prima è la storia di Masika, una bambina affetta da osteomielite multifocale (un’infezione del sistema osseo che, nel suo caso, aveva colpito la zona del piede e il braccio destro). La bimba, che ora ha 12 anni, è stata operata ben 4 volte presso un ospedale privato di Goma, ma non riuscendo a trovare una soluzione definitiva, è stata portata a Kigali (Rwanda) in un ospedale privato molto costoso, dove è stata seguita negli ultimi 12 mesi con ricoveri e visite mensili. La ripresa non è stata facile per via delle ricadute e delle infezioni, ma oggi, dopo due anni, Masika sta decisamente meglio; speriamo, entro breve, di poterla reinserire nella sua famiglia di origine (stiamo cercando i suoi genitori, dispersi per via della guerra).

 

L’altra storia riguarda il fratellino di un bambino di Jomba. Il bambino era affetto da poliomielite e camminava scorrettamente. A causa della sua postura, i piedini erano malformati. Dopo due operazioni avvenute presso il Centro ortopedico specializzato in apparecchi per disabili di Goma, ora è in grado di camminare indossando le scarpe ortopediche prescritte dal medico. Tra qualche anno potrà, seguendo le dovute istruzioni, camminare liberamente senza più ostacoli.

Corso di alfabetizzazione

 

Il corso, durato circa quattro mesi, è stato organizzato durante le ore pomeridiane della settimana per permettere alle partecipanti di lavorare al mattino.

 

Attraverso l’utilizzo di libri in lingua swahili e in lingua francese ricchi di immagini e di fumetti, le mamme hanno potuto apprendere a scrivere e a leggere in modo elementare. I temi trattati durante l’attività sono legati alla vita quotidiana della persona per permettere un maggiore coinvolgimento delle partecipanti e per migliorare la loro vita anche sul piano decisionale. In totale 592 persone hanno partecipato al programma di alfabetizzazione delle zone di Masisi e Rutshuru. Tra queste, 500, sono mamme di bambini sostenuti a distanza.

 

La festa dedicata alla Giornata Mondiale dell’Alfabetizzazione, tenutasi presso lo stadio di Goma l’8 settembre, ha visto partecipi molte mamme che, fiere di avere appreso a leggere e a scrivere, sventolavano i loro libri al cielo!

 

Ristrutturazione e fornitura di materiale scolastico

Nel Nord Kivu sono state ultimate 5 scuole: la scuola elementare Rukinabarenzi, (costruite 2 aule, allocata una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana con servizi); la scuola elementare Remera (prima in legno, ora dotata di 7 nuove aule in muratura e cisterna); la scuola elementare Nyagasozi (7 aule nuove e cisterna), l’Istituto Kiwanga Cite’ (prima in bambù, ora dotato di 3 aule in muratura, servizi e cisterna) e, infine, l’Istituto Virunga (cisterna, latrine e 7 aule).

Ogni scuola  viene arredata, riceve materiale didattico e igienico-sanitario.

Gli arredi distribuiti: 50 banchi, 7 tavoli, 7 sedie per gli insegnanti  e 2 scaffali.

Il materiale scolastico distribuito: 1 macchina da scrivere, 10 righe, 5 carte geografiche (illustranti l’Africa e il Congo), 3 dizionari di lingua francese, 1000 quaderni (di diverso spessore), 70 penne per gli insegnanti, 50 scatole di gessi, 40 lavagnette, 40 gessetti, 40 compassi, 50 libri per la biblioteca, 7 carte scientifiche (temi: il corpo umano, i fiori, la fotosintesi, lo scheletro, i frutti) e un kit didattico per agevolare l’insegnamento della matematica attraverso strumenti pedagogici costruiti in legno. Il materiale sanitario distribuito annualmente: 20 bidoni, 20 secchi e  250 barre di sapone .

 

CONCLUSIONI

 

Un anno difficile, ma ricco in significato.

Stare dalla parte dei più deboli significa esserci anche quando la situazione si fa più ardua. Nonostante le difficoltà e le soste che l’insicurezza ha imposto al progetto e al personale che lavora per esso, siamo riusciti a non perdere di vista i beneficiari e a donare loro l’aiuto necessario per sopravvivere.

Non solo aiuto di urgenza e di prima necessità, ma anche sostegno e attività ricreative per i più piccoli. Spesso si dimentica che per ‘stare bene’ non occorre soltanto possedere delle cose, ma, avere, sopratutto per i più piccoli, il diritto di divertirsi un poco dimenticando le difficoltà e la sofferenza.

I nostri bambini quest’anno hanno potuto ricevere istruzione scolastica, vestiti, cure e beni di prima necessità, ma hanno avuto anche la possibilità di partecipare alle colonie estive. Hanno fatto piccole gite nei pressi dei loro villaggi, hanno guardato film con gli educatori, hanno giocato tutti insieme. Anche questa è normalità... Siamo contenti, soprattutto in un contesto come quello in cui operiamo, fatto di instabilità e conflitti, di avere potuto contribuire anche in questo modo grazie al vostro aiuto.

 

Elena Locatelli

Goma, dicembre 2007